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		<title>FILATELIA e Filatelici Bresciani - Cronologia</title>
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		<title>Pgibe: una versione importata: Import volumi 3, 4 e 5</title>
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				<updated>2017-06-01T22:30:25Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import volumi 3, 4 e 5&lt;/p&gt;
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				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;← Versione meno recente&lt;/td&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe il 10:56, 31 mag 2017</title>
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				<updated>2017-05-31T10:56:51Z</updated>
		
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''FILATELIA e Filatelici Bresciani'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche a Brescia, come in tutta la Lombardia, il francobollo entrò in circolazione l'1 giugno 1850 con la prima emissione di cinque pezzi del Lombardo-Veneto, resi preziosi anche dagli annulli particolarmente ricercati dai filatelici. Uno dei più preziosi pezzi bresciani è una lettera spedita da Verolanuova e affrancata con l'intera serie di francobolli della prima emissione del Lombardo-Veneto. Colui che l'ha trovata l'ha venduta a Milano per cento mila lire. La somma dei singoli valori non supera questa cifra ma tutti insieme costituiscono un pezzo  da amatore e, infatti, oggi è valutata 70 milioni! Si conoscono quindici differenti tipi di annulli usati a Brescia dal 1850 al 1859 e vanno dalla quotazione minima fino alla massima. In provincia, compresa la Valcamonica allora sotto Bergamo, esistevano altri ventinove uffici postali. Di dieci conosciamo un annullo solo. Essi sono: Bovegno, Breno, Chiari, Corna, Lonato, Manerbio, Preseglie, Sale Marasino, Toscolano e Verolanuova. Di ciascuno dei seguenti sedici uffici si conoscono finora due annulli: Adro, Capo di Ponte, Coccaglio, Desenzano, Edolo, Gardone, Gavardo, Iseo, Leno, Montichiari, Orzinuovi, Ospitaletto, Palazzolo, Pisogne, Pontevico, Vestone. Tre annulli ebbero ognuno: Bagnolo, Gargnano e Salò. Anzi, Salò pare ne abbia avuto quattro. Brescia ebbe anche il bollo &amp;quot;J.R. Spedizione delle Gazzette - Brescia&amp;quot; e furono in uso altri timbri senza il nome dell'ufficio, come &amp;quot;Raccomandata&amp;quot;, &amp;quot;Distribuzione&amp;quot; ecc. che valgono soltanto se annullano il francobollo. Vari nomi di paesi non risultano scritti come adesso: uno dei due timbri di Palazzolo recava Pallazzuolo, altri  Ospedaletto e Sale Marazino. Con qualcuno dei bolli, Brescia compresa, sono stati annullati francobolli della prima emissione d'Austria e durante la guerra del 1859 francobolli francesi e poi della quarta emissione di Sardegna. Vi furono pure affrancature miste, molto rare. Anche nella nostra provincia, in mancanza di francobolli, si affrancavano lettere con marche da bollo del Regno Lombardo-Veneto che vennero annullate con regolare timbro postale e questa tolleranza provocò delle circolari di divieto. Di un certo rilievo sono anche i fiscali-postali del Lombardo-Veneto quotati più o meno, secondo la rarità, da tutti i cataloghi, compreso l'&amp;quot;Yvert &amp;amp; Tellier&amp;quot;: da 5, 10, 15, 30, 50 e 75 centesimi. Si tratta delle marche da bollo normali passate per posta. Cataloghi specializzati italiani aggiungono le marche da 3 e da 5 cent. &amp;quot;per gli Annunci&amp;quot; e quella da 15 &amp;quot;per gli Almanacchi&amp;quot;. Clamoroso è stato il rinvenimento, avvenuto circa sette anni fa, fra le carte di un archivio di Venezia, di una marca da bollo del LombardoVeneto da L. 1,50 annullata col timbro postale di Coccaglio, esemplare unico passato per posta. Di questa  rarità sono state trovate anche due marche da 75 centesimi annullate pure a Coccaglio con date diverse. L'annuncio della scoperta fu dato da Guido Oliva di Genova, sul &amp;quot;Bollettino Filatelico d'Italia&amp;quot; del marzo 1960. Purtroppo detti fiscali-postali sono su semplice frammento, per cui manca il bollo di arrivo a Venezia che avrebbe convalidato l'uso postal,  mancanza che ha provocato delle perplessità nel mondo filatelico restio a riconoscere che anche la marca da L. 1,50 era passata per posta. Rarissimo è l'annullo &amp;quot;Brescia Tribuna Corse - 1 sett. 07&amp;quot; del Circuito aereo di Brescia del 1907. Nel 1909 si ebbe nella Brughiera di Montichiari in occasione del &amp;quot;Primo circuito aereo internazionale&amp;quot; il primo esperimento aereo di corrispondenza che fu la premessa della posta aerea. Per l'occasione venne istituito sul campo delle gare uno speciale ufficio postale che emise ed annullò una cartolina ricordo oggi rara e ricercata. La Vittoria Alata venne scelta come soggetto di quattro francobolli delle poste Italiane emessi nel novembre 1921 per commemorare il III anniversario della vittoria. Serie riapparsa nel 1924 con la sovrastampa &amp;quot;Lire Una&amp;quot;. Però non facciamoci illusioni: le regie poste hanno scelto il bozzetto raffigurante la celebre statua non certo per fare onore a Brescia. Brescia, tuttavia, entrò nella filatelia con grande rilievo quando nel dicembre 1943 viene incaricata una tipografia di Brescia di sovrastampare con la sigla &amp;quot;G.N.R.&amp;quot;, tutti i francobolli in corso, reperibili a Brescia e una grossa fornitura da Milano. Erano i primi francobolli emessi nella Repubblica Sociale Italiana, che poi fu chiamata, con un certo sprezzo, Repubblica di Salò. Mussolini ed i principali ministeri e comandi militari avevano sede sulla sponda bresciana del lago di Garda. La tipografia che eseguì la sovrastampa era la Bontacchio, in via S. Francesco, scelta, invece di altre maggiori e meglio attrezzate tipografie della nostra città, forse perché si poteva sorvegliarla meglio e mantenere il segreto. Vennero usati tre tipi di caratteri mobili. Il fatto di aver sovrastampato un foglio solo, ed anche mezzo foglio, per certi valori, fa ritenere giustamente che fossero usati i tre caratteri differenti per far scegliere a Mussolini,  il quale aveva approvato la sovrastampa in onore della Guardia Nazionale Repubblicana , quello che preferiva. Per rendere poi meno imitabili le sovrastampe vennero mescolati inchiostri di diversa qualità. Detti francobolli furono posti in vendita il 20 dicembre 1943. Si legge nel catalogo D'Urso che, tre giorni dopo, fu dato l'ordine di soprassedere all'esecuzione della sovrastampa ma testimoni bresciani assicurano che si lavorò ad essa anche la vigilia di Natale. Certo è che non piacque la sovrastampa agli alti gerarchi, poiché il lavoro non fu più ripreso a Brescia. In seguito fu eseguita una sovrastampa a Verona con cliché zincografico, evitando così i difetti di stampa dovuti ai caratteri mobili e alla fretta. Secondo il noto studio di Alessandro Sivieri sulle emissioni bresciane queste comprendono ben 88 francobolli fra ordinari, aerei, propaganda e segnatasse, senza tener conto degli errori di stampa e degli interessi. Il Catalogo Italiano, nonché i cataloghi Sassone, D'Urso e Gloria, tengono distinta, ognuno a modo suo, l'emissione di Brescia da quella di Verona. Invece il Bolaffi mescola insieme le due emissioni, limitandosi ad imputare a Brescia, come varietà, i &amp;quot;tipi&amp;quot; diversi da quello considerato il fondamentale. Questa mancata messa nel giusto risalto dell'emissione di Brescia provoca molta contrarietà fra i filatelisti bresciani che tengono assai cari i loro G.N.R. Essi osservano che proprio di emissioni si tratta, avvenute a distanza di varie settimane l'una dall'altra: nel 1943 quella di Brescia e nel 1944 quella di Verona, eseguita con procedimento tipografico differente e ordinate (in quel tempo non si parlava di decreti) da due diverse autorità: quella di Brescia, per disposizione esecutiva del comando della G.N.R., con approvazione verbale di Mussolini e quella di Verona dovuta a Liverani, ministro delle Comunicazioni, che aveva la sua sede nella città scaligera. Il collezionismo bresciano iniziato da anni ha avuto il suo definitivo riconoscimento nella fondazione, avvenuta l' 1 gennaio 1924, del Circolo Filatelico bresciano (v. Circolo Filatelico e numismatico). Fra i più tenaci filatelici si possono annoverare oltre al geom. Lorenzo Gadola, il dott. Antonio Cottinello, il conte Camillo Martinoni, il nob. cav. Antonio Soncini, il dott. Augusto Materzanini ed il signor Gaetano Facchi, Sperandio Zamboli, che gestì il primo negozio filatelico al n. 4 di via Gasparo da Salò, il nob. Steno Seccamani, Mario Giustacchini, Magazzari, il dott. Vincenzo Villa, Muller, Ubertazzi, il magg. Minoia, Rusconi, il magg. Aldo Maifreni, Menin, il cap. Agosti, il dott. Palazzi, l'ingegner Tedeschi e Battista Zani, il quale aprì più tardi un negozio di francobolli sotto i Portici Dieci Giornate, il Comm, Guglielmo Oliva e Luigi Amistani (1925), il cav. del lav. Pietro Wiihrer (1927), il cav. Mario Martinelli (1928), Carlo Quarenghi (1930), Angela Fumagalli Carpani (1935), Rodolfo Hrobat, il geom. Gaetano Pappalardo e Guglielmo Mutti (1940), il cav. Umberto Faraone (1943), il cav. Luigi Loveriti, attuale diligente cassiere,  il rag. Michele Valotti e il dott. Ettore Faraone (1944). Alcuni filatelici si distinsero come studiosi e divulgatori di filatelia. Fra questi sono: il col. Aldo Maifreni, il geom. Gaetano Pappalardo il dott. Ettore Faraone, il dott. Augusto Materzanini, Giovanni Nocera, il dott. Enzo Giannini, Cesare Esposito, Gino Folegati ecc. Ma non tutto il mondo filatelico bresciano è circoscritto al quadro qui sopra esposto. In città funziona un &amp;quot;borsino&amp;quot; che non ha alcun rapporto col Circolo e vi sono due negozi di francobolli: La Filatelia Leonessa di V. Morandini, in via Musei 9 a, lo studio Fratelli Zani in corso Martiri della Libertà, 24 e lo studio Universal di via Trieste 24/a. Anche in provincia vi sono molti collezionisti; circoli filatelici esistono a Chiari, Maderno e Palazzolo. Quello di Montichiari pubblicava, un tempo, dei bollettini. E ci sono moltissimi filatelici non iscritti a nessun circolo. Incremento alla filatelia bresciana diedero il XIII Congresso filatelico italiano tenutosi a Brescia il 23-28 maggio 1926, ospitato dai nob. Soncini nel loro palazzo di via Soncin Rotto; la giornata filatelica del 1947 con mostra all'albergo Vittoria, il XXIII Congresso Nazionale filatelico tenutosi nel 1949 con mostra, asta e serata di gala al Vittoria. Nel 1959, per il Centenario del Risorgimento, il Circolo filatelico dava vita ad una mostra di alto livello nel Ridotto del Teatro Grande, meta per dieci giorni di un vero pellegrinaggio di visitatori, mentre al Vittoria si svolgeva un &amp;quot;convegno fieristico&amp;quot; durato tre giorni. Nel 1964, 40° di fondazione, il Circolo organizzava un convegno nelle sale del Mercato, messe a disposizione della Camera di Commercio e veniva inserita la numismatica. Con crescente successo, la manifestazione fu ripetuta nel settembre 1965 e poi nel 1966, nel nov. 1978, nel nov. 1979 ecc. Distribuzione di speciali cartoline e buste, con annulli particolari, si ebbero con le varie edizioni delle Mille Miglia, in due festival degli Scacchi,  in un congresso della Stampa a Gardone Riviera, in una mostra della Montagna al Tonale, nella mostra di Armi antiche in Castello, nelle varie fiere di Orzinuovi e di Chiari, per l'incontro Italia-Ungheria di Coppa Davis e per i Campionati Mondiali del Ciclismo ecc. Per la XX Mille Miglia vi fu l'emissione di un francobollo riproducente delle macchine in corsa e di una serie di cartoline consegnate ai piloti e portate lungo il percorso. La serie di 20 cartoline riproduceva le immagini dei 20 vincitori delle precedenti edizioni e sul retro il nome del corridore che doveva trasportarle. L'iniziativa destò molto interesse tanto che il prezzo salì alle stelle, ma poi,  in seguito a tentativi di speculazione, questa consuetudinee passò nei ricordi. Va citata anche la poco felice riuscita della riproduzione di una veduta di Gardone Riviera sul francobollo da L. 20 della Serie Turistica, emessa nel 1953, per propagandare in tutto il mondo le bellezze panoramiche italiane. Il 3 maggio 1948, avviene l'emissione commemorativa del centenario del Risorgimento. Uno dei 12 valori della serie, precisamente quello da L. 30, illustra un episodio delle Dieci Giornate di Brescia e reca il nome della nostra città: prima ed unica volta che il nome glorioso della Leonessa è stato stampato su un francobollo. Nel francobollo emesso il 31 dicembre 1952 per i Martiri di Belfiore, dicono che ci sia anche la figura di Tito Speri ma sul francobollo non è stampato niente in proposito, per cui io, ignorante, non so quale sia, dei sette, il nostro. Il 24 aprile 1953 è stato emesso il francobollo commemorativo della ventesima corsa delle Mille Miglia, la nostra inimitabile corsa automobilistica che faceva convergere su Brescia l'attenzione di tutto il mondo sportivo. Il 30 agosto 1962 apparve la serie dedicata ai Campionati del Mondo di Ciclismo su strada che ebbero luogo nel Bresciano. Seguirono altri annulli fra cui quello per il 630° anniversario della fondazione della Roggia Fusia (9 nov. 1977). Importante la giornata filatelica del francobollo giunta alla 22° edizione. Fra le ultime emissioni italiane il 22 sett. 1980 è comparso il castello di Sirmione in una serie completa di 27 valori tra le cinque e le mille lire.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_4]][[Categoria: Lettera_F]][[Categoria: Volume_4 - Pagina_165]][[Categoria: Volume_4 - Lettera_F]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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