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		<title>Coen distillerie salò - Cronologia</title>
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		<title>Clotilde il 15:19, 23 apr 2024</title>
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Viene depositato il marchio raffigurante una sirena sul dorso di un delfino a fior d’acqua con il monogramma intrecciato. La licenza UTIF porta il N.25 .Vengono immessi&amp;#160; sul mercato vari distillati:Marsala-Eucedros-Pierrot-Ferrochina ma il fiore all’occhiello era l’Anesone Triduo Ferrari di cui erano diventati dal 1914 esclusivi proprietari del brevetto(rinnovato nel 1946). I risultati sono a dir poco eclatanti e ben presto la ditta Umberto Coen surclassa per qualità dei prodotti tutti i concorrenti salodiani. Purtroppo Umberto Coen viene contagiato dall’influenza spagnola e la sua morte sopraggiunge il 28 gennaio 1920, a soli 39 anni. La disgrazia trova la vedova signora Gina Grana(all’anagrafe Teresa)classe 1883,&amp;#160; impreparata ad affrontare il futuro, ma fortunatamente trova in Albino Tentori classe 1890,che fino ad allora era stato il rappresentante della ditta per &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt; &lt;/del&gt;il veneto,un collaboratore capace e fidato. Dopo un periodo di prova Albino Tentori lascia la natia Legnago,si trasferisce a&amp;#160; Salò con la moglie De Togni Rita e, nel 1921 rileva il 50% delle quote societarie. La nuova ragione sociale recita:Distillerie Ditta Umberto Coen -proprietari esclusivi ved. Coen e Albino Tentori. Il nuovo socio dimostra presto buone doti manageriali e l'apice del successo viene ottenuto intorno agli anni 40. Nel 1941,sul N.146 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia appare al N.121 l’autorizzazione a produrre 300 ettolitri annui di distillati. Nel 1943inizia un lento ma inesorabile declino dovuto in un primo tempo alla guerra e conseguente mancanza di materie prime e successivamente all’obsolescenza delle attrezzature produttive, alla spietata concorrenza e all’infelice ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione. L'attività si è protratta fino al 1964,quando con la morte improvvisa di Albino Tentori,assistiamo ad una lenta agonia che culminerà nel 1969 con la definitiva messa in liquidazione di quella che era stata una delle più fiorenti realtà industriali salodiane. L'ingrato compito è spettato&amp;#160; a Luigi(Gigetto) Bragantini numero due della Ditta,figlio di fatto adottivo di Albino Tentori,responsabile del settore commerciale. Nell'organigramma della società figuravano in veste di rappresentanti anche i fratelli Umberto e Luigi Schiff(nipoti della Signora Gina Grana).Successivamente lo stabile ospitò il negozio di forniture elettriche Basile Manfredi,l’officina&amp;#160; di avvolgimento motori di Holbein Fernand,alcuni uffici &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dell’USLL &lt;/del&gt;ed alcune unità abitative tra le quali quella della Signora Gina Grana ved. Coen. Alla morte di quest'ultima, il palazzo fu acquistato dall’impresa edile Vitaliano Gaidoni che con un eccezionale opera di restauro conservativo, ne ricavò&amp;#160; un ristorante e 24 signorili appartamenti. 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Dopo una radicale ristrutturazione,diventerà,nel 1910,la sede della distilleria Umberto Coen. Viene depositato il marchio raffigurante una sirena sul dorso di un delfino a fior d’acqua con il monogramma intrecciato. La licenza UTIF porta il N.25 .Vengono immessi&amp;#160; sul mercato vari distillati:Marsala-Eucedros-Pierrot-Ferrochina ma il fiore all’occhiello era l’Anesone Triduo Ferrari di cui erano diventati dal 1914 esclusivi proprietari del brevetto(rinnovato nel 1946). I risultati sono a dir poco eclatanti e ben presto la ditta Umberto Coen surclassa per qualità dei prodotti tutti i concorrenti salodiani. Purtroppo Umberto Coen viene contagiato dall’influenza spagnola e la sua morte sopraggiunge il 28 gennaio 1920, a soli 39 anni. 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Nel 1943inizia un lento ma inesorabile declino dovuto in un primo tempo alla guerra e conseguente mancanza di materie prime e successivamente all’obsolescenza delle attrezzature produttive, alla spietata concorrenza e all’infelice ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione. L'attività si è protratta fino al 1964,quando con la morte improvvisa di Albino Tentori,assistiamo ad una lenta agonia che culminerà nel 1969 con la definitiva messa in liquidazione di quella che era stata una delle più fiorenti realtà industriali salodiane. L'ingrato compito è spettato&amp;#160; a Luigi(Gigetto) Bragantini numero due della Ditta, figlio di fatto adottivo di Albino Tentori, responsabile del settore commerciale. Nell'organigramma della società figuravano in veste di rappresentanti anche i fratelli Umberto e Luigi Schiff(nipoti della Signora Gina Grana).Successivamente lo stabile ospitò il negozio di forniture elettriche Basile Manfredi, l’officina&amp;#160; di avvolgimento motori di Holbein Fernand, alcuni uffici &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dell’USSL &lt;/ins&gt;ed alcune unità abitative tra le quali quella della Signora Gina Grana ved. Coen. Alla morte di quest'ultima, il palazzo fu acquistato dall’impresa edile Vitaliano Gaidoni che con un eccezionale opera di restauro conservativo, ne ricavò&amp;#160; un ristorante e 24 signorili appartamenti. Il fondaco seminterrato è stato ceduto al Comune di Salò a fronte degli oneri di urbanizzazione.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<title>Sergiaco il 14:26, 22 gen 2024</title>
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Viene depositato il marchio raffigurante una sirena sul dorso di un delfino a fior d’acqua con il monogramma intrecciato. La licenza UTIF porta il N.25 .Vengono immessi&amp;#160; sul mercato vari distillati:Marsala-Eucedros-Pierrot-Ferrochina ma il fiore all’occhiello era l’Anesone Triduo Ferrari di cui erano diventati dal 1914 esclusivi proprietari del brevetto(rinnovato nel 1946). I risultati sono a dir poco eclatanti e ben presto la ditta Umberto Coen surclassa per qualità dei prodotti tutti i concorrenti salodiani. Purtroppo Umberto Coen viene contagiato dall’influenza spagnola e la sua morte sopraggiunge il 28 gennaio 1920, a soli 39 anni. La disgrazia trova la vedova signora Gina Grana(all’anagrafe Teresa)classe 1883,&amp;#160; impreparata ad affrontare il futuro, ma fortunatamente trova in Albino Tentori classe 1890,che fino ad allora era stato il rappresentante della ditta per&amp;#160; il veneto,un collaboratore capace e fidato. Dopo un periodo di prova Albino Tentori lascia la natia Legnago,si trasferisce a&amp;#160; Salò con la moglie De Togni Rita e, nel 1921 rileva il 50% delle quote societarie. La nuova ragione sociale recita:Distillerie Ditta Umberto Coen -proprietari esclusivi ved. Coen e Albino Tentori. Il nuovo socio dimostra presto buone doti manageriali e l'apice del successo viene ottenuto intorno agli anni 40. Nel 1941,sul N.146 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia appare al N.121 l’autorizzazione a produrre 300 ettolitri annui di distillati. Nel 1943inizia un lento ma inesorabile declino dovuto in un primo tempo alla guerra e conseguente mancanza di materie prime e successivamente all’obsolescenza delle attrezzature produttive, alla spietata concorrenza e all’infelice ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione. L'attività si è protratta fino al 1964,quando con la morte improvvisa di Albino Tentori,assistiamo ad una lenta agonia che culminerà nel 1969 con la definitiva messa in liquidazione di quella che era stata una delle più fiorenti realtà industriali salodiane. L'ingrato compito è spettato&amp;#160; a Luigi(Gigetto) Bragantini numero due della Ditta,figlio di fatto adottivo di Albino Tentori,responsabile del settore commerciale. Nell'organigramma della società figuravano in veste di rappresentanti anche i fratelli Umberto e Luigi Schiff(nipoti della Signora Gina Grana).Successivamente lo stabile ospitò il negozio di forniture elettriche Basile Manfredi,l’officina&amp;#160; di avvolgimento motori di Holbein Fernand,alcuni uffici dell’USLL ed alcune unità abitative tra le quali quella della Signora Gina Grana ved. Coen. Alla morte di quest'ultima, il palazzo fu acquistato dall’impresa edile Vitaliano Gaidoni che con un eccezionale opera di restauro conservativo, ne ricavò&amp;#160; un ristorante e 24 signorili appartamenti. Il fondaco seminterrato è stato ceduto al Comune di Salò a fronte degli oneri di urbanizzazione.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Umberto Coen nasce a Brescia il 1 ottobre 1881,da una famiglia ebrea proveniente da Venezia. Il padre Achille aveva aperto,a fine ottocento con la famiglia ed i suoi otto figli, un grosso negozio di antichità. Umberto eredita dal padre la stessa passione per l’avventura imprenditoriale ed il commercio,e si trasferisce a Salò trovando impiego come rappresentante presso l’affermata distilleria Bersatti. Nel 1905 acquista un antico palazzo del XVII secolo,abbandonato e da tempo in disuso che nel settecento aveva ospitato l’antico ospedale di Santa Maria. Dopo una radicale ristrutturazione,diventerà,nel 1910,la sede della distilleria Umberto Coen. Viene depositato il marchio raffigurante una sirena sul dorso di un delfino a fior d’acqua con il monogramma intrecciato. La licenza UTIF porta il N.25 .Vengono immessi&amp;#160; sul mercato vari distillati:Marsala-Eucedros-Pierrot-Ferrochina ma il fiore all’occhiello era l’Anesone Triduo Ferrari di cui erano diventati dal 1914 esclusivi proprietari del brevetto(rinnovato nel 1946). I risultati sono a dir poco eclatanti e ben presto la ditta Umberto Coen surclassa per qualità dei prodotti tutti i concorrenti salodiani. Purtroppo Umberto Coen viene contagiato dall’influenza spagnola e la sua morte sopraggiunge il 28 gennaio 1920, a soli 39 anni. La disgrazia trova la vedova signora Gina Grana(all’anagrafe Teresa)classe 1883,&amp;#160; impreparata ad affrontare il futuro, ma fortunatamente trova in Albino Tentori classe 1890,che fino ad allora era stato il rappresentante della ditta per&amp;#160; il veneto,un collaboratore capace e fidato. Dopo un periodo di prova Albino Tentori lascia la natia Legnago,si trasferisce a&amp;#160; Salò con la moglie De Togni Rita e, nel 1921 rileva il 50% delle quote societarie. La nuova ragione sociale recita:Distillerie Ditta Umberto Coen -proprietari esclusivi ved. Coen e Albino Tentori. Il nuovo socio dimostra presto buone doti manageriali e l'apice del successo viene ottenuto intorno agli anni 40. Nel 1941,sul N.146 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia appare al N.121 l’autorizzazione a produrre 300 ettolitri annui di distillati. Nel 1943inizia un lento ma inesorabile declino dovuto in un primo tempo alla guerra e conseguente mancanza di materie prime e successivamente all’obsolescenza delle attrezzature produttive, alla spietata concorrenza e all’infelice ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione. L'attività si è protratta fino al 1964,quando con la morte improvvisa di Albino Tentori,assistiamo ad una lenta agonia che culminerà nel 1969 con la definitiva messa in liquidazione di quella che era stata una delle più fiorenti realtà industriali salodiane. L'ingrato compito è spettato&amp;#160; a Luigi(Gigetto) Bragantini numero due della Ditta,figlio di fatto adottivo di Albino Tentori,responsabile del settore commerciale. Nell'organigramma della società figuravano in veste di rappresentanti anche i fratelli Umberto e Luigi Schiff(nipoti della Signora Gina Grana).Successivamente lo stabile ospitò il negozio di forniture elettriche Basile Manfredi,l’officina&amp;#160; di avvolgimento motori di Holbein Fernand,alcuni uffici dell’USLL ed alcune unità abitative tra le quali quella della Signora Gina Grana ved. Coen. Alla morte di quest'ultima, il palazzo fu acquistato dall’impresa edile Vitaliano Gaidoni che con un eccezionale opera di restauro conservativo, ne ricavò&amp;#160; un ristorante e 24 signorili appartamenti. Il fondaco seminterrato è stato ceduto al Comune di Salò a fronte degli oneri di urbanizzazione.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Sergiaco</name></author>	</entry>

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		<title>Sergiaco: Creata pagina con &quot;                                    LA DISTILLERIA UMBERTO COEN SALO'  Umberto Coen nasce a Brescia il 1 ottobre 1881,da una famiglia ebrea proveniente da Venezia. Il padre Ac...&quot;</title>
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				<updated>2024-01-22T14:25:11Z</updated>
		
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
                                   LA DISTILLERIA UMBERTO COEN SALO'&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Umberto Coen nasce a Brescia il 1 ottobre 1881,da una famiglia ebrea proveniente da Venezia. Il padre Achille aveva aperto,a fine ottocento con la famiglia ed i suoi otto figli, un grosso negozio di antichità. Umberto eredita dal padre la stessa passione per l’avventura imprenditoriale ed il commercio,e si trasferisce a Salò trovando impiego come rappresentante presso l’affermata distilleria Bersatti. Nel 1905 acquista un antico palazzo del XVII secolo,abbandonato e da tempo in disuso che nel settecento aveva ospitato l’antico ospedale di Santa Maria. Dopo una radicale ristrutturazione,diventerà,nel 1910,la sede della distilleria Umberto Coen. Viene depositato il marchio raffigurante una sirena sul dorso di un delfino a fior d’acqua con il monogramma intrecciato. La licenza UTIF porta il N.25 .Vengono immessi  sul mercato vari distillati:Marsala-Eucedros-Pierrot-Ferrochina ma il fiore all’occhiello era l’Anesone Triduo Ferrari di cui erano diventati dal 1914 esclusivi proprietari del brevetto(rinnovato nel 1946). I risultati sono a dir poco eclatanti e ben presto la ditta Umberto Coen surclassa per qualità dei prodotti tutti i concorrenti salodiani. Purtroppo Umberto Coen viene contagiato dall’influenza spagnola e la sua morte sopraggiunge il 28 gennaio 1920, a soli 39 anni. La disgrazia trova la vedova signora Gina Grana(all’anagrafe Teresa)classe 1883,  impreparata ad affrontare il futuro, ma fortunatamente trova in Albino Tentori classe 1890,che fino ad allora era stato il rappresentante della ditta per  il veneto,un collaboratore capace e fidato. Dopo un periodo di prova Albino Tentori lascia la natia Legnago,si trasferisce a  Salò con la moglie De Togni Rita e, nel 1921 rileva il 50% delle quote societarie. La nuova ragione sociale recita:Distillerie Ditta Umberto Coen -proprietari esclusivi ved. Coen e Albino Tentori. Il nuovo socio dimostra presto buone doti manageriali e l'apice del successo viene ottenuto intorno agli anni 40. Nel 1941,sul N.146 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia appare al N.121 l’autorizzazione a produrre 300 ettolitri annui di distillati. Nel 1943inizia un lento ma inesorabile declino dovuto in un primo tempo alla guerra e conseguente mancanza di materie prime e successivamente all’obsolescenza delle attrezzature produttive, alla spietata concorrenza e all’infelice ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione. L'attività si è protratta fino al 1964,quando con la morte improvvisa di Albino Tentori,assistiamo ad una lenta agonia che culminerà nel 1969 con la definitiva messa in liquidazione di quella che era stata una delle più fiorenti realtà industriali salodiane. L'ingrato compito è spettato  a Luigi(Gigetto) Bragantini numero due della Ditta,figlio di fatto adottivo di Albino Tentori,responsabile del settore commerciale. Nell'organigramma della società figuravano in veste di rappresentanti anche i fratelli Umberto e Luigi Schiff(nipoti della Signora Gina Grana).Successivamente lo stabile ospitò il negozio di forniture elettriche Basile Manfredi,l’officina  di avvolgimento motori di Holbein Fernand,alcuni uffici dell’USLL ed alcune unità abitative tra le quali quella della Signora Gina Grana ved. Coen. Alla morte di quest'ultima, il palazzo fu acquistato dall’impresa edile Vitaliano Gaidoni che con un eccezionale opera di restauro conservativo, ne ricavò  un ristorante e 24 signorili appartamenti. Il fondaco seminterrato è stato ceduto al Comune di Salò a fronte degli oneri di urbanizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Hanno lasciato questo mondo:Umberto Coen il 28 gennaio 1920 e la moglie Gina Grana l’11 febbraio 1975. Albino Tentori il 30 aprile1964,la moglie De Togni Rita il 5 marzo 1954.&lt;br /&gt;
Bragantini Luigi(Gigetto)il 22-12-2001   Schiff Luigi l’8-11-2015   Schiff Umberto il 3-12-2007     Tutti riposano nel cimitero salodiano.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Sergiaco</name></author>	</entry>

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