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		<title>CIPOLLA Giovanni - Cronologia</title>
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		<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Clotilde il 16:13, 14 dic 2023</title>
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Dopo questo successo ebbe parecchie offerte di libretti per opera fra cui uno di Luigi Illica che lasciò cadere. Seguirono poi &amp;quot;Le tentazioni di S.Antonio&amp;quot; (suite per pianoforte), una polacca, romanze, mottetti, un'Elegia per violoncello, stornelli (su testi di Ugo Da Como), una &amp;quot;Suite&amp;quot; per archi (eseguita al Circolo Artistico) in tre atti mai rappresentata se non in due brani, ma che gli costò anni di lavoro.&amp;#160; Seguirono altre composizioni eseguite fra cui un &amp;quot;Trio&amp;quot; per piano, violino e violoncello (eseguito anche a Torino da lui stesso, Ruccoli e Bertolani), un intermezzo sinfonico (eseguito al Grande di Brescia), una messa a 4 voci composta per incarico di don Maffezzoni ed eseguita in S.Zeno a Brescia. Ad essa seguirà, ad anni di distanza, una messa a 4 voci miste eseguita in s.Nazaro a Brescia. Nel 1890 lasciò Brescia per Venezia per assumere il posto di organista supplente a S.Marco da dove dopo aver declinato l'invito (nel 1891) a coprire la cattedra di direttore di armonia al Conservatorio di Milano, passò a Savigliano (1 ottobre 1892) dove rimase vent'anni. A Savigliano mise in scena numerose opere fra cui &amp;quot;Carmen&amp;quot;, &amp;quot;Lucia di Lammermoor&amp;quot;, &amp;quot;Cavalleria rusticana&amp;quot;, &amp;quot;Il maestro di cappella&amp;quot; (del Paer), &amp;quot;I Pagliacci&amp;quot;, &amp;quot;Manon&amp;quot; di Puccini e di Massenet, &amp;quot;Linda di Chamony&amp;quot;, &amp;quot;Trovatore&amp;quot;, &amp;quot;Traviata&amp;quot;, &amp;quot;Rigoletto&amp;quot;, &amp;quot;Favorita&amp;quot;, &amp;quot;La Boheme&amp;quot;, &amp;quot;L'elisir d'amore&amp;quot;, &amp;quot;Don Pasquale&amp;quot; ecc. Nel 1912 fu a Torino; organista nella chiesa di S. Agostino e poi in Cattedrale e nella Chiesa dei SS.Pietro e Paolo. Si dedicò anche all'insegnamento privato di piano, canto e armonie (fino al 1940) preparando numerosi diplomati.&amp;#160; Scrisse un nutrito numero di opere, di cui alcune edite e molte eseguite. Il catalogo raggiunge il n. 117; tra esse spiccano per impegno e per mole l'opera lirica in tre atti, già citata, &amp;quot;Cecilia&amp;quot; su versi di Cortella ed &amp;quot;Euridice&amp;quot;, musica per scena per soli cori e orchestra su versi di Arturo Graf. Poi &amp;quot;Fantasia eroica&amp;quot; ispirata al libro di Cesare Correnti sulle Dieci giornate di Brescia. &amp;quot;La morte di Ermengarda&amp;quot;, coro a quattro voci miste sui celebri versi &amp;quot;Sparse le trecce morbide sull'affannoso petto&amp;quot; dell'Adelchi di Alessandro Manzoni. Una messa funebre a tre voci con organo; un'altra funebre per sole voci che conquistò un secondo premio a Roma; altre due messe di cui una in do minore eseguita nella chiesa di S.Zeno in Brescia organista il maestro Premoli, direzione dell'autore nell'anno 1890.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;(Brescia, 18 ottobre 1867 - Torino, 9 giugno 1948). Ebbe le prime lezioni di pianoforte da certo Borghetti per passare poi sotto la guida del Premoli e poi al Conservatorio di Milano dove studiò armonia con Amintore &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Galli&lt;/ins&gt;, contrappunto e fuga con Michele Saladino, alta composizione con Dominiceti e Ferroni, ottenendo al diploma, il premio assoluto. 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Seguirono poi &amp;quot;Le tentazioni di S.Antonio&amp;quot; (suite per pianoforte), una polacca, romanze, mottetti, un'Elegia per violoncello, stornelli (su testi di Ugo Da Como), una &amp;quot;Suite&amp;quot; per archi (eseguita al Circolo Artistico) in tre atti mai rappresentata se non in due brani, ma che gli costò anni di lavoro.&amp;#160; Seguirono altre composizioni eseguite fra cui un &amp;quot;Trio&amp;quot; per piano, violino e violoncello (eseguito anche a Torino da lui stesso, Ruccoli e Bertolani), un intermezzo sinfonico (eseguito al Grande di Brescia), una messa a 4 voci composta per incarico di don Maffezzoni ed eseguita in S.Zeno a Brescia. Ad essa seguirà, ad anni di distanza, una messa a 4 voci miste eseguita in s.Nazaro a Brescia. Nel 1890 lasciò Brescia per Venezia per assumere il posto di organista supplente a S.Marco da dove dopo aver declinato l'invito (nel 1891) a coprire la cattedra di direttore di armonia al Conservatorio di Milano, passò a Savigliano (1 ottobre 1892) dove rimase vent'anni. A Savigliano mise in scena numerose opere fra cui &amp;quot;Carmen&amp;quot;, &amp;quot;Lucia di Lammermoor&amp;quot;, &amp;quot;Cavalleria rusticana&amp;quot;, &amp;quot;Il maestro di cappella&amp;quot; (del Paer), &amp;quot;I Pagliacci&amp;quot;, &amp;quot;Manon&amp;quot; di Puccini e di Massenet, &amp;quot;Linda di Chamony&amp;quot;, &amp;quot;Trovatore&amp;quot;, &amp;quot;Traviata&amp;quot;, &amp;quot;Rigoletto&amp;quot;, &amp;quot;Favorita&amp;quot;, &amp;quot;La Boheme&amp;quot;, &amp;quot;L'elisir d'amore&amp;quot;, &amp;quot;Don Pasquale&amp;quot; ecc. Nel 1912 fu a Torino; organista nella chiesa di S. Agostino e poi in Cattedrale e nella Chiesa dei SS.Pietro e Paolo. Si dedicò anche all'insegnamento privato di piano, canto e armonie (fino al 1940) preparando numerosi diplomati.&amp;#160; Scrisse un nutrito numero di opere, di cui alcune edite e molte eseguite. Il catalogo raggiunge il n. 117; tra esse spiccano per impegno e per mole l'opera lirica in tre atti, già citata, &amp;quot;Cecilia&amp;quot; su versi di Cortella ed &amp;quot;Euridice&amp;quot;, musica per scena per soli cori e orchestra su versi di Arturo Graf. Poi &amp;quot;Fantasia eroica&amp;quot; ispirata al libro di Cesare Correnti sulle Dieci giornate di Brescia. &amp;quot;La morte di Ermengarda&amp;quot;, coro a quattro voci miste sui celebri versi &amp;quot;Sparse le trecce morbide sull'affannoso petto&amp;quot; dell'Adelchi di Alessandro Manzoni. Una messa funebre a tre voci con organo; un'altra funebre per sole voci che conquistò un secondo premio a Roma; altre due messe di cui una in do minore eseguita nella chiesa di S.Zeno in Brescia organista il maestro Premoli, direzione dell'autore nell'anno 1890.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Clotilde</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe: una versione importata: Import volumi 01-02</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import volumi 01-02&lt;/p&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe il 01:33, 18 mag 2016</title>
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				<updated>2016-05-18T01:33:00Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''CIPOLLA Giovanni'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Brescia, 18 ottobre 1867 - Torino, 9 giugno 1948). Ebbe le prime lezioni di pianoforte da certo Borghetti per passare poi sotto la guida del Premoli e poi al Conservatorio di Milano dove studiò armonia con Amintore Gall, contrappunto e fuga con Michele Saladino, alta composizione con Dominiceti e Ferroni, ottenendo al diploma, il premio assoluto. Ottenne i primi successi nel 1889 con una &amp;quot;Scena idillica&amp;quot; (per soli coro ed orchestra) e la fiaba &amp;quot;La bella dormiente&amp;quot; (1889) su versi del giornalista Carugati che fu eseguita anche al Teatro Grande, al Milamollo di Savigliano e trasmessa nel 1929 dall'EIAR di Torino. Dopo questo successo ebbe parecchie offerte di libretti per opera fra cui uno di Luigi Illica che lasciò cadere. Seguirono poi &amp;quot;Le tentazioni di S.Antonio&amp;quot; (suite per pianoforte), una polacca, romanze, mottetti, un'Elegia per violoncello, stornelli (su testi di Ugo Da Como), una &amp;quot;Suite&amp;quot; per archi (eseguita al Circolo Artistico) in tre atti mai rappresentata se non in due brani, ma che gli costò anni di lavoro.  Seguirono altre composizioni eseguite fra cui un &amp;quot;Trio&amp;quot; per piano, violino e violoncello (eseguito anche a Torino da lui stesso, Ruccoli e Bertolani), un intermezzo sinfonico (eseguito al Grande di Brescia), una messa a 4 voci composta per incarico di don Maffezzoni ed eseguita in S.Zeno a Brescia. Ad essa seguirà, ad anni di distanza, una messa a 4 voci miste eseguita in s.Nazaro a Brescia. Nel 1890 lasciò Brescia per Venezia per assumere il posto di organista supplente a S.Marco da dove dopo aver declinato l'invito (nel 1891) a coprire la cattedra di direttore di armonia al Conservatorio di Milano, passò a Savigliano (1 ottobre 1892) dove rimase vent'anni. A Savigliano mise in scena numerose opere fra cui &amp;quot;Carmen&amp;quot;, &amp;quot;Lucia di Lammermoor&amp;quot;, &amp;quot;Cavalleria rusticana&amp;quot;, &amp;quot;Il maestro di cappella&amp;quot; (del Paer), &amp;quot;I Pagliacci&amp;quot;, &amp;quot;Manon&amp;quot; di Puccini e di Massenet, &amp;quot;Linda di Chamony&amp;quot;, &amp;quot;Trovatore&amp;quot;, &amp;quot;Traviata&amp;quot;, &amp;quot;Rigoletto&amp;quot;, &amp;quot;Favorita&amp;quot;, &amp;quot;La Boheme&amp;quot;, &amp;quot;L'elisir d'amore&amp;quot;, &amp;quot;Don Pasquale&amp;quot; ecc. Nel 1912 fu a Torino; organista nella chiesa di S. Agostino e poi in Cattedrale e nella Chiesa dei SS.Pietro e Paolo. Si dedicò anche all'insegnamento privato di piano, canto e armonie (fino al 1940) preparando numerosi diplomati.  Scrisse un nutrito numero di opere, di cui alcune edite e molte eseguite. Il catalogo raggiunge il n. 117; tra esse spiccano per impegno e per mole l'opera lirica in tre atti, già citata, &amp;quot;Cecilia&amp;quot; su versi di Cortella ed &amp;quot;Euridice&amp;quot;, musica per scena per soli cori e orchestra su versi di Arturo Graf. Poi &amp;quot;Fantasia eroica&amp;quot; ispirata al libro di Cesare Correnti sulle Dieci giornate di Brescia. &amp;quot;La morte di Ermengarda&amp;quot;, coro a quattro voci miste sui celebri versi &amp;quot;Sparse le trecce morbide sull'affannoso petto&amp;quot; dell'Adelchi di Alessandro Manzoni. Una messa funebre a tre voci con organo; un'altra funebre per sole voci che conquistò un secondo premio a Roma; altre due messe di cui una in do minore eseguita nella chiesa di S.Zeno in Brescia organista il maestro Premoli, direzione dell'autore nell'anno 1890.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Compose molta musica da camera per pianoforte, violino-pianoforte, un trio con pianoforte, un Andante non troppo ed Allegro, ed &amp;quot;Adagio, Presto&amp;quot; per quartetto d'archi. Ha scritto liriche, pagine occasionali per la chiesa, inni.  Scrive Mario Conter: &amp;quot;Tecnicamente preparatissimo egli sapeva trattare in modo magistrale voci, il contrappunto, la fuga come attestano le pagine liturgiche nelle quali, a differenza di molti musicisti di fine secolo e di alcuni decenni del nostro secolo, trasfondeva un profondo senso religioso senza lasciarsi contaminare se non in misura trascurabile dall'allora imperante clima melodrammatico.  E ancora: Se è vero che il campo della musica da camera si rivela il più congeniale per il nostro musicista è altrettanto vera la sua versatilità di fronte alle esigenze di una partitura per orchestra, magari con soli e cori. Nella partitura soprattutto, come del vitale &amp;quot;Notturno&amp;quot;, appare chiaro che il suo modello preferito era Wagner, ma non è assente nemmeno l'influenza del verismo musicale italiano&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipò per diversi anni ai concerti di Quartetti della Promotrice delle Belle Arti al Valentino e diresse a Lonato, alcune recite di &amp;quot;Marta&amp;quot; di Flotow. Per due o tre anni prestò la sua opera di insegnante d'organo presso il seminario di Torino e presso l'Arcivescovado e allestì e diresse diversi concerti in pubblico e in privato. Fu inoltre, ottimo direttore di orchestra e di banda, oltre che valente pianista.  La sua salda cultura si rifaceva a Palestrina, a Bach, ai romantici, a Wagner. Ma per istinto sicuro non confondeva il clima di un pezzo da camera o di una lirica con quello di un brano liturgico o di un'opera per il teatro. La sua vena più felice egli la trovò nella produzione cameristica e chiesastica, ma la sua nobile e forte ispirazione non mancava di efficacia nemmeno nelle partiture sinfoniche e operistiche, nelle quali dimostra, tra l'altro, di possedere una indubbia sicurezza di strumentatore.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_2]][[Categoria: Lettera_C]][[Categoria: Volume_2 - Pagina_231]][[Categoria: Volume_2 - Lettera_C]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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