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		<title>CHIZZOLA o &quot;de Chizolis&quot; - Cronologia</title>
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		<title>Lothar Chizzola il 21:16, 10 feb 2026</title>
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		<author><name>Lothar Chizzola</name></author>	</entry>

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		<title>Lothar Chizzola il 21:06, 10 feb 2026</title>
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		<author><name>Lothar Chizzola</name></author>	</entry>

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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''CHIZZOLA o &amp;quot;de Chizolis&amp;quot;'''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;'''CHIZZOLA o &amp;quot;de Chizolis&amp;quot;'''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;−&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Di &lt;/del&gt;antiche &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;origini feudali I &amp;quot;de Chizolis&amp;quot; furono prprietari del castello di Maclodio&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;La &lt;/del&gt;famiglia si &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;divise poi nei due rami &lt;/del&gt;di &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Chiari (trapiantatisi poi a Brescia) &lt;/del&gt;e di &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Erbusco&lt;/del&gt;, &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;conservando però ognuno di essi&lt;/del&gt;, &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;qualche porzione degli antichi diritti feudali di Maclodio&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Sul principio &lt;/del&gt;del &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sec&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;XIV &lt;/del&gt;la &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;famiglia aveva assunto una certa &lt;/del&gt;importanza &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;fra &lt;/del&gt;le &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;principali &lt;/del&gt;di &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Brescia&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Un &lt;/del&gt;Maffeo &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;fu fra &lt;/del&gt;i &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dodici ghibellini &lt;/del&gt;che &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;firmarono &lt;/del&gt;la &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;pace &lt;/del&gt;del &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;1312&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Lo stemma&lt;/del&gt;, ben originale (di rosso &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;a &lt;/del&gt;tre focacce, dette in dialetto bresciano &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;&amp;quot;chishöle&amp;quot; &lt;/del&gt;poste due e &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;una&lt;/del&gt;, &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;col &lt;/del&gt;capo dell'impero) &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;è &lt;/del&gt;uno dei pochi stemmi che si &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;vedono nel grande salone del Broletto &lt;/del&gt;sopra lo scudo di tre &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;dei &lt;/del&gt;cavalieri &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;malesardi. All'avvento &lt;/del&gt;della &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Repubblica Veneta, per le loro simpatie imperiali e viscontee, vennero privati dei beni feudali, ma nel 1441 venne loro concesso di tornare in patria e vennero reintegrati nei loro beni. Agli inizi &lt;/del&gt;del &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Quattrocento esistevano in Brescia cinque rami uno dei quali, quello di Giacomo, aveva beni in Erbusco, un altro di Giovanni e Francesco aveva possedimenti a Chiari e Maclodio.&amp;#160; Le cinque distinte famiglie continuarono ben distinte fra loro per quattro secoli. Una soltanto di esse vive ancora in Austria&lt;/del&gt;. Un ramo dei Chizzola abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;1561&lt;/del&gt;), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Battaglie, 60, in una bella casa oggi in disfacimento, &lt;/del&gt;per &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;passare poi a S&lt;/del&gt;.&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Mattia in via Grazie. I &lt;/del&gt;Chizzola abitarono &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;anche &lt;/del&gt;nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt; Ebbero abitazione anche &lt;/del&gt;in &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;contrada Mostina &lt;/del&gt;di &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Calcinato dove edificarono nel 1739 una cappella dedicata &lt;/del&gt;a &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;S&lt;/del&gt;.&lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Narciso; &lt;/del&gt;a &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Rezzato dove nel sec&lt;/del&gt;. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;XVI edificarono una superba villa&lt;/del&gt;, &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;il palazzo cambiò alcune volte proprietario&lt;/del&gt;, &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;oggi per essere infine diviso &lt;/del&gt;in &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;diversi appartamenti. Rilevanti possedimenti ebbero &lt;/del&gt;in &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Ghedi&lt;/del&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;La famiglia Chizzola è una delle più &lt;/ins&gt;antiche &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;famiglie bresciane&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Nell’archivio della &lt;/ins&gt;famiglia &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Averoldi &lt;/ins&gt;si &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;trova su un foglio indicazioni &lt;/ins&gt;di &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;vecchie denominazioni, nel “scriptoris monasteri S. Julia”, scritto prima della rivoluzione napoleonico, &lt;/ins&gt;e &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;non più reperibili poiché l’archivio del monastero subì molte perdite a causa della sua soppressione ai tempi &lt;/ins&gt;di &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Napoleone. Su questo foglio sono citati&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;fatta eccezione per i santi del 124 e 1092&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;“uccisi pro S&lt;/ins&gt;.&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Ecclesia honore”, nel 1100 Unabertus, nel 1169 e nel 1181 Lanfrancus e nel 1181 un altro Unibertus, figlio &lt;/ins&gt;del &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Vitalis, tutti delle scripturis Monasteri; Nel 1233 e 1333 un Albertus è citato in un libro riguardante i futuri canonici, nel 1265 Tomasinus Chizzola, 1266 un canonico Martinus&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;nel 1292 e dopo Mapheus doctor, nel 1293 Petrus è citato nel libro delle esazioni dei canonici ed altri. &lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Nel 1292, l'antenato Maffeo era già giudice, proprietario di case e terreni. L'albero genealogico inizia con lui e lui e i suoi discendenti sono figure storicamente importanti.&amp;#160; Per &lt;/ins&gt;la &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;sua &lt;/ins&gt;importanza&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, &lt;/ins&gt;le &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;origini &lt;/ins&gt;di &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Maffeo possono essere fatte risalire a Cremona, dove numerosi Chizzola furono decuriales dal 1160 al 1586. Tuttavia, a parte il suo rango sociale, non c'è alcuna prova di questo e nessun legame familiare&lt;/ins&gt;. Maffeo &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;era un ghibellino di primo piano e la famiglia era ancora classificata come ghibellina nei secoli successivi. I due figli di Maffeo, Giovanni iudice e Giorgio, sono &lt;/ins&gt;i &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;fondatori delle linee Erbusco e Chiari, vedere li.&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Una connessione della famiglia Chizzola con il luogo Chizzola nel Trentino, a sud di Trento/Ala, è assolutamente da escludere, poiché il nome di questo luogo è emerso probabilmente solo a partire dalla derivazione della “via Claudiola” nel 1289 “ad Clocolam” e, in seguito, nel 1384, a “castro Clozola” e “villa Chizole” e dalla lista dei notai del Trentin proviene 1413 la registrazione di Nicolò da Chizzola, “nunc clozolla dicitur Chizola plebis muriesis“&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Non c'è nemmeno un legame con la famiglia Chizzali, &lt;/ins&gt;che &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;proveniva da Belluno, dove nel 1456 si era stabilito un Johannes Chizzale filius quondam Jacobi de Collo de sancta lucie, noto come Cisalle, Chisale o Chissale.&lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Sotto &lt;/ins&gt;la &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;capriata &lt;/ins&gt;del &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;tetto di Palazzo Broletto, municipio e sede del comune, costruito nel periodo tra il 1223 e il 1229, tutt’oggi si trovano affreschi medioevali, in particolar modo uno raffigurante una cavalcata di cavalieri&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Questo grande affresco di “pittura infamante” del XII secolo narra la storia della cacciata da Brescia di alcuni cavalieri di fazione ghibellina (a cui è attribuita la famiglia Chizzola fino al XVI secolo) da parte dei guelfi&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;della quale non si conoscono tuttavia i dettagli. Questo affresco nell'ex salotto medievale raffigura tre cavalieri con lo stemma di Chizzola &lt;/ins&gt;ben originale (di rosso &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;con &lt;/ins&gt;tre focacce, dette &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;“chishöle” &lt;/ins&gt;in dialetto bresciano&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, &lt;/ins&gt;poste due e &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;uno&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;con il &lt;/ins&gt;capo dell'impero)&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;. È &lt;/ins&gt;uno dei pochi stemmi che si &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;possono vedere &lt;/ins&gt;sopra lo scudo di tre cavalieri &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;ghibellini, i Malesardi &lt;/ins&gt;della &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;fine &lt;/ins&gt;del &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;XII secolo&lt;/ins&gt;. &amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Un ramo dei Chizzola &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;di Chiari &lt;/ins&gt;abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;in via Gezio Calini 26, oggi sede della “Soprintendenza per i beni architettonici e paesag¬gistici delle Province di Brescia, Cremona e Mantova”. A Rezzato cav. dr. Giacomo nel sec. XVI ha edificato una superba villa, il palazzo dopo 1830 cambiò alcune volte proprietario, oggi per essere infine diviso in diversi appartamenti&lt;/ins&gt;. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;1650&lt;/ins&gt;), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Tosio 1. Il palazzo venne comprato dalla Banca San Paolo che lo demolì &lt;/ins&gt;per &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;costru¬ire nel 1956 un edificio per uffici&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Erede di Ferdinando &lt;/ins&gt;Chizzola &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;di Castegnato &lt;/ins&gt;abitarono &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;per 50 anni &lt;/ins&gt;nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Il Palazzo cadde con eredità di nuovo &lt;/ins&gt;in &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;possesso &lt;/ins&gt;di &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;un'altra linea di Averoldi. &lt;/ins&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;La famiglia fu molto attiva &lt;/ins&gt;a &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Brescia fino al XIX secolo con numerosi avvocati, ecclesiastici, uomini di cultura ed economisti&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;La famiglia si estinse &lt;/ins&gt;a &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Brescia verso la fine del XIX secolo&lt;/ins&gt;. &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Quando l'Austria si impadronì del Lombardo-Veneto nel 1814&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Faustino e Paolo&lt;/ins&gt;, &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;figlio di Cesare, giunsero &lt;/ins&gt;in &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Austria con due giovani ufficiali e la famiglia continuò a vivere &lt;/ins&gt;in &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;Austria e nella Repubblica Ceca&lt;/ins&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot;&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;	&amp;#160; &amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;&amp;#160;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f9f9f9; color: #333333; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #e6e6e6; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;	&amp;#160; &amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;−&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;	&amp;#160; [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_2]][[Categoria: Lettera_C]][[Categoria: Volume_2 - Pagina_214]][[Categoria: Volume_2 - Lettera_C]]&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;	&amp;#160; [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_2]][[Categoria: Lettera_C]][[Categoria: Volume_2 - Pagina_214]][[Categoria: Volume_2 - Lettera_C&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;]] [[Storia della famiglia Chizzola, novecento anni senza riposo, 2023 Brescia, Edizione San Faustino&lt;/ins&gt;]]&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Lothar Chizzola</name></author>	</entry>

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		<title>Lothar Chizzola il 21:54, 9 nov 2024</title>
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				<updated>2024-11-09T21:54:25Z</updated>
		
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Lo stemma, ben originale (di rosso a tre focacce, dette in dialetto bresciano &amp;quot;chishöle&amp;quot; poste due e una, col capo dell'impero) è uno dei pochi stemmi che si vedono nel grande salone del Broletto sopra lo scudo di &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;uno &lt;/del&gt;dei cavalieri malesardi. &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt; &lt;/del&gt;All'avvento della Repubblica Veneta, per le loro simpatie imperiali e viscontee, vennero privati dei beni feudali, ma nel 1441 venne loro concesso di tornare in patria e vennero reintegrati nei loro beni. Agli inizi del Quattrocento esistevano in Brescia cinque rami uno dei quali, quello di Giacomo, aveva beni in Erbusco, un altro di Giovanni e Francesco aveva possedimenti a Chiari e Maclodio.&amp;#160; Le cinque distinte famiglie continuarono ben distinte fra loro per quattro secoli. Una soltanto di esse vive ancora in Austria. Un ramo dei Chizzola abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel 1561), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via Battaglie, 60, in una bella casa oggi in disfacimento, per passare poi a S.Mattia in via Grazie. I Chizzola abitarono anche nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola.&amp;#160; Ebbero abitazione anche in contrada Mostina di Calcinato dove edificarono nel 1739 una cappella dedicata a S.Narciso; a Rezzato dove nel sec. XVI edificarono una superba villa, oggi in &lt;del class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;piena decadenza, nella quale fu ospite Nicolò Tartaglia&lt;/del&gt;. Rilevanti possedimenti ebbero in Ghedi.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color:black; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Di antiche origini feudali I &amp;quot;de Chizolis&amp;quot; furono &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;prprietari &lt;/ins&gt;del castello di Maclodio. La famiglia si divise poi nei due rami di Chiari (trapiantatisi poi a Brescia) e di Erbusco, conservando però ognuno di essi, qualche porzione degli antichi diritti feudali di Maclodio. Sul principio del sec. XIV la famiglia aveva assunto una certa importanza fra le principali di Brescia. Un Maffeo fu fra i dodici ghibellini che firmarono la pace del 1312. Lo stemma, ben originale (di rosso a tre focacce, dette in dialetto bresciano &amp;quot;chishöle&amp;quot; poste due e una, col capo dell'impero) è uno dei pochi stemmi che si vedono nel grande salone del Broletto sopra lo scudo di &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;tre &lt;/ins&gt;dei cavalieri malesardi. All'avvento della Repubblica Veneta, per le loro simpatie imperiali e viscontee, vennero privati dei beni feudali, ma nel 1441 venne loro concesso di tornare in patria e vennero reintegrati nei loro beni. Agli inizi del Quattrocento esistevano in Brescia cinque rami uno dei quali, quello di Giacomo, aveva beni in Erbusco, un altro di Giovanni e Francesco aveva possedimenti a Chiari e Maclodio.&amp;#160; Le cinque distinte famiglie continuarono ben distinte fra loro per quattro secoli. Una soltanto di esse vive ancora in Austria. Un ramo dei Chizzola abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel 1561), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via Battaglie, 60, in una bella casa oggi in disfacimento, per passare poi a S.Mattia in via Grazie. I Chizzola abitarono anche nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola.&amp;#160; Ebbero abitazione anche in contrada Mostina di Calcinato dove edificarono nel 1739 una cappella dedicata a S.Narciso; a Rezzato dove nel sec. XVI edificarono una superba villa&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;, il palazzo cambiò alcune volte proprietario&lt;/ins&gt;, oggi &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;per essere infine diviso &lt;/ins&gt;in &lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;diversi appartamenti&lt;/ins&gt;. Rilevanti possedimenti ebbero in Ghedi.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>Lothar Chizzola</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe: una versione importata: Import volumi 01-02</title>
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				<updated>2016-05-18T05:36:06Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import volumi 01-02&lt;/p&gt;
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				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;← Versione meno recente&lt;/td&gt;
				&lt;td colspan='1' style=&quot;background-color: white; color:black; text-align: center;&quot;&gt;Versione delle 05:36, 18 mag 2016&lt;/td&gt;
				&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan='2' style='text-align: center;' lang='it'&gt;&lt;div class=&quot;mw-diff-empty&quot;&gt;(Nessuna differenza)&lt;/div&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<title>Pgibe il 01:33, 18 mag 2016</title>
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				<updated>2016-05-18T01:33:00Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''CHIZZOLA o &amp;quot;de Chizolis&amp;quot;'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di antiche origini feudali provenienti dal villaggio di Chizzola (l'antica Clausola, Claudiola romana) giunsero nel Bresciano nel sec. XIV. I &amp;quot;de Chizolis&amp;quot; furono valvassori del castello di Maclodio. La famiglia si divise poi nei due rami di Chiari (trapiantatisi poi a Brescia) e di Erbusco, conservando però ognuno di essi, qualche porzione degli antichi diritti feudali di Maclodio. Sul principio del sec. XIV la famiglia aveva assunto una certa importanza fra le principali di Brescia. Un Maffeo fu fra i dodici ghibellini che firmarono la pace del 1312. Lo stemma, ben originale (di rosso a tre focacce, dette in dialetto bresciano &amp;quot;chishöle&amp;quot; poste due e una, col capo dell'impero) è uno dei pochi stemmi che si vedono nel grande salone del Broletto sopra lo scudo di uno dei cavalieri malesardi.  All'avvento della Repubblica Veneta, per le loro simpatie imperiali e viscontee, vennero privati dei beni feudali, ma nel 1441 venne loro concesso di tornare in patria e vennero reintegrati nei loro beni. Agli inizi del Quattrocento esistevano in Brescia cinque rami uno dei quali, quello di Giacomo, aveva beni in Erbusco, un altro di Giovanni e Francesco aveva possedimenti a Chiari e Maclodio.  Le cinque distinte famiglie continuarono ben distinte fra loro per quattro secoli. Una soltanto di esse vive ancora in Austria. Un ramo dei Chizzola abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel 1561), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via Battaglie, 60, in una bella casa oggi in disfacimento, per passare poi a S.Mattia in via Grazie. I Chizzola abitarono anche nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola.  Ebbero abitazione anche in contrada Mostina di Calcinato dove edificarono nel 1739 una cappella dedicata a S.Narciso; a Rezzato dove nel sec. XVI edificarono una superba villa, oggi in piena decadenza, nella quale fu ospite Nicolò Tartaglia. Rilevanti possedimenti ebbero in Ghedi.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_2]][[Categoria: Lettera_C]][[Categoria: Volume_2 - Pagina_214]][[Categoria: Volume_2 - Lettera_C]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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