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		<title>BENEDETTINI nel Bresciano - Cronologia</title>
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		<title>Pgibe il 01:33, 18 mag 2016</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;'''BENEDETTINI nel Bresciano'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Innestandosi su una precedente esperienza monasteriale (fin dal sec. V è noto il monasterium Honorii, forse dovuto al vescovo S.Onorio), appena fondato, l'ordine benedettino ha visto nel Bresciano, sotto i Longobardi e i Franchi, un rigoglioso e fiorente sviluppo. Basta accennare alle fondazioni monastiche di Desiderio e di Ansa in S.Giulia a Brescia, a Leno, Sirmione, S.Vigilio di Lugana e forse a Maguzzano.  Il monasterium ad Leones (Leno) è una delle prime e principali colonie monastiche di Montecassino. Da lì partirà più tardi il restauratore della città santa di Benedetto, l'abate Petronace che rinsaldò l'unione fra le due istituzioni con lo scambio di reliquie dei SS.Faustino e Giovita con il braccio destro di S.Benedetto. Dopo Leno sorge il &amp;quot;monasterium novum S.Salvatoris&amp;quot; per le ancelle benedettine (poi dedicato anche a S.Giulia) e favorito in ogni modo dai re longobardi e dagli imperatori franchi che vi mandarono, assieme alla nobiltà bresciana, le loro figlie.  Intorno a questi monasteri gravitarono sempre più numerose fondazioni monastiche più o meno piccole, che portarono un po' ovunque un promettente risveglio economico e sociale, specie attraverso intense opere di bonifica. Piccole colonie sorgono a Gambara, Gottolengo, Pralboino Milzano, Pavone, Remedello, Calvisano, Quinzano, Volongo e, oltre l'Oglio, S.Martino dell'Argine, S.Paolo di Vado, Sabbionara, Bozzolo, ecc. estendendosi sempre più al di là dei confini bresciani, specie in Emilia. Quasi contemporaneamente Carlomagno nel 774, donava al monastero di S.Martino di Tours vastissimi possedimenti in Valcamonica e i monaci franchi vi lasciavano il culto di S.Maurizio, di S.Brizio, di S.Fedele, di S.Gregorio, di S.Clemente, tutti santi del ciclo turoniano.  Intanto, intorno ai grandi monasteri di Leno e di S.Salvatore ne nascono altri grazie a generose fondazioni di vescovi o di feudatari. Il vescovo Ramperto, nel sec. IX, erige il monastero di S.Faustino e chiama ad abitarlo una piccola colonia di monaci tedeschi, suoi compatrioti. Al nuovo monastero il vescovo di Brescia assegna beni della mensa vescovile in Vallecamonica (a Bienno, Malonno ecc.), in Valletrompia (a Collio e Lodrino), a Botticino, a Virle, sul lago di Garda, a Mompiano e i beni di un piccolo e antico monastero di S.Martino a Torbole. Sempre nel sec. IX sorge il monastero di S.Pietro. Nel sec. X il vescovo Landolfo fonda il monastero di S.Eufemia, dotandolo di boschi sul monte Denno (Maddalena) e a Castenedolo e di beni nella Valverde, a Rezzato, a Carcina, a Cigole, e in Valtrompia.  Di pari passo si sviluppano i monasteri benedettini femminili. L'antico monastero di S.Onorio prende il nome dai santi Cosma e Damiano; a Manerbio nel sec. XI sorge il monastero di S.Maria, a Verolanuova, quello di S.Donnino, fondato dai Gambara, a Padernello quello di S.Vigilio di Caruca o di Maxerata, a Orzinuovi quello di S. Vittore di Ripalta, a Fiumicello quello di S.Pietro, nel territorio di Milzano, il priorato di S.Maria di Muriatica, sui Ronchi il monastero di S.Fiorano, fondato da due sorelle della nobile famiglia Sala. Quando si avvertono i primi segni di decadenza, subito si delinea una meravigliosa ripresa ed un risveglio rinnovatore per l'influenza del monastero di Cluny che avvia anche nel bresciano un'intensa opera di rinnovamento e di rilancio.  Si deve ai monaci di Cluny la fondazione del monastero di Rodengo dal quale si diramano, in Franciacorta e in pianura, nuove colonie monastiche che continuano e allargano l'opera di bonifica dei più antichi monasteri e di risveglio religioso.  Così intorno a Rodengo, e dipendenti da esso, sorgono i priorati di Verziano, di Quinzano, di Gerolanuova, di Corzano e di Comezzano nella pianura nostra, e quelli più vicini di Provaglio d'Iseo, di Colombaro, di Cazzago, di Clusane, di S.Paolo nell'Isola di Iseo, di Erbusco, che fanno dare a questa regione il nome popolare di Franciacorta, quasi piccola Francia. Anche la Valle Camonica sente il fervore di questo risveglio, e vede sorgere i priorati di S.Pietro di Cividate e quello di S.Salvatore delle Tezze sopra Capodiponte (il Monastero).  Accanto alla riforma di Cluny si aggiunge più tardi, oltre quelle di S.Bernardo, anche la riforma dei Vallombrosani che fondano nel Bresciano il monastero di S.Tomaso di Acquanegra (fondato nel 1055 dalla contessa Adelasia sposa del conte Ugo di Montichiari) e quello dei SS.Gervasio e Protasio presso Brescia, poi chiamato semplicemente Badia (fondato circa nel 1100 dal nobile Vitale de Salis e dal comune di Brescia).  Dal grande albero della famiglia benedettina spunta verso il sec. XII il ramo rigoglioso degli Umiliati, terz'ordine della regola benedettina, che ebbe nel bresciano uno sviluppo non riscontrabile in nessun'altra diocesi. In seguito sulla fine del Medioevo fiorirono anche alte congregazioni benedettine come i Celestini di Pietro Morrone a S.Martino in Castello, i Silvestrini a S.Desiderio, i Gesuati a S. Cristo, gli Ospitalieri Antoniani a S.Antonio Viennese, le Benedettine Cassinesi a S.Pietro e Marcellino, a S.Maria di Pace ed a S.Spirito, a Salò, i Camaldolesi a Gussago, gli Olivetani a S.Francesca Romana.  Dal 1915 al 1925 Chiari ospitò i benedettini esiliati dalla Francia. Parecchie di queste istituzioni finirono con l'esaurirsi e decadere, altre furono soppresse dalla Rivoluzione giacobina del 1798.  Di tutti questi monasteri, grandi e piccoli, celebri ed oscuri, non esiste ancora una storia completa e sicura (eccettuata quella dello Zaccaria per la Badia di Leno), ma soltanto delle notizie spicciole sparse qua e là fra i libri. Una storia fu tentata nel secolo XVIII da due benedettini notissimi nel campo di tali studi allora fiorentissimi, per la vasta erudizione e per la sicurezza critica, il card. Querini ed il p. Luchi, ma ambedue si sono arrestati dinnanzi alla vastità ed alle difficoltà dell'impresa letteraria. Altri studi particolari si devono a Paolo Guerrini e a Luigi Fè d'Ostiani. Oggi la presenza benedettina in diocesi è limitata alla piccola comunità ritornata pochi anni fa nel monastero di Rodengo.&lt;br /&gt;
	  &lt;br /&gt;
	  [[Categoria: Volumi_Enciclopedia_Bresciana]][[Categoria: Volume_1]][[Categoria: Lettera_B]][[Categoria: Volume_1 - Pagina_134]][[Categoria: Volume_1 - Lettera_B]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;una versione importata: Import volumi 01-02&lt;/p&gt;
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		<author><name>Pgibe</name></author>	</entry>

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