MARCHESI ETTORE

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MARCHESI ETTORE


Brescia

Trombettista

Ha studiato musica giovanissimo, negli anni '20 dedicandosi con passione alla tromba che ha imparato con lo studio assiduo ed i consigli dei pochi trombettisti esperti dei suoi tempi. Ha iniziato suonando valzer, marcette, mazurke e tanghi in orchestrine da ballo. Indi, e siamo già agli anni '30, con l'imperversare dei nuovi ritmi (fox-trot, rumbe, ecc.) e l'avvento della musica jazz, il Marchesi, fattasi la fama di miglior trombettista bresciano, trova ingaggi dappertutto. In quel periodo era di moda il concertino nei vari caffè del centro di Brescia (Maffio, Roma, Principe, Sport, tanto per citare i più noti) ed il Marchesi era immancabilmente protagonista con la sua tromba. Quando al Teatro Sociale venivano le varie compagnie di avanspettacolo era immancabile nella "buca" la presenza sonora del nostro trombettista. Con la chiamata alle armi del 1940 ecco il Marchesi istruttore dei trombettisti in grigioverde e componente in orchestre milanesi. Dal 1943 al 1945 lo vediamo alla caserma "Papa" sempre in veste di istruttore musicale. L'avvento delle truppe americane con al seguito una ventata di musica nuova per la vecchia Europa, fa conoscere, tramite dischi e registrazioni, queste melodie che il Marchesi traduce sul rigo musicale ed esegue principalmente al caffè "Roma" con l'Orchestra del trombonista Mario Davini. Dopo il 1947 abbandonata l'Orchestra parte, con un contratto in tasca, da solo e va a Zurigo dove rimarrà sino al 1961. Ritorna, con tanta nostalgia, a Brescia ed abbandona l'intenso mondo delle orchestre e prosegue a suonare, ma solo in particolari occasioni, sino a 85 anni. Nella lunga carriera di Ettore Marchesi vogliamo ricordare le famose veglie di fine anno dell'Albergo Vittoria e quella tenuta a Vicenza nel Castello della principessa Gonzaga dove, con gli invitati, anche l'orchestra, che oltre al Marchesi era composta anche dall'altro bresciano il violinista Frosio, era in costume settecentesco.