LOVISETTI GIOVANNI

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LOVISETTI GIOVANNI


S. Fiorano

Violinista

Avvocato. Dal 1930 al '40 studiò malvolentieri il violino, pungolato dal padre, con il M.° Nelli. Richiamato costui alle armi, all'inizio della guerra, proseguì con il M.° Acchiappati, che riuscì ad interessarlo, formandogli pure un buon gusto musicale.

Nell'ottobre '44, militando sotto la R.S.I. (16° Dep. misto di Brescia) venne richiesto dalla Deutsche Wermacht come autiere per il centro di Novi Ligure; ma la partenza venne sospesa, facendo parte dell'orchestra impegnata in uno spettacolo di varietà al Teatro Grande, per la ricorrenza del 28 ottobre. Qui il Lovisetti si esibì anche come solista, interpretando "Appassionatamente" valzer lento di Dino Rulli. Evitato il trasferimento, riuscì a sganciarsi dall'Esercito repubblicano.

Dopo la guerra operò in un'orchestra di rivista diretta dal M.° Costante Ferrari (poi docente all'Istituto Ciechi di Milano) che principalmente teneva rappresentazioni nella Bassa Bresciana.

Seguì un periodo di profonda inerzia musicale; nel 1978, sollecitato dal collega Avv. Leonida Bogarelli, anch'egli violinista dilettante, entrò a far parte dell'Orchestra dell'Amicizia del dott. Cagiada, da cui si enucleò il quartetto "Il Leggio" con Lisa Folonari 1° violino, Giovanni Lovisetti 2° violino, Giorgio Gasparini violoncello e Maurizio Lovisetti chitarra classica. Il repertorio era precipuamente composto di Sonate a Tre, barocche; il complesso operò per circa un decennio con 6-7 concerti l'anno e si sciolse per defezione del chitarrista.

Contemporaneamente il Lovisetti fece parte anche delle Orchestre d'Archi "Florentio Maschara" (direttore M.° Virginio Cattaneo) e "Pellegrino da Montechiaro" (direttore M.° Luciano Fregoni). Per vario tempo, poi, l'istrumento rimase nell'astuccio sino al 2000 quando si costituì un'altro quartetto d'archi che però non superò la fase delle prove e cessò per motivi di salute di alcuni componenti non più giovanissimi.

Giovanni Lovisetti non raggiunse certamente eccelse vette musicali: ma deve al violino, oltre gradevoli soddisfazioni, l'aver probabilmente salvato la pelle: e di ciò gli è sommamente grato.