GASPARINI ANTONIO detto "GASPARE"

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GASPARINI ANTONIO detto "GASPARE"


Brescia

Liutaio

Alla sua attività principale di pittore, affianca occasionalmente quella di scultore, di restauratore di mobili antichi e di strumenti musicali. E’ amante dell’archeologia e del Sahara dove trova nell’immensità del deserto, l’ispirazione per i suoi dipinti. La sua passione per gli strumenti musicali l’ha portato alla realizzazione di una copia del liuto Matteo Railich Brescia 1641 (originale conservato presso i Musei Civici di Brescia) che ha riscosso ampi consensi da parte di specialisti del settore. Vogliamo citare fra gli altri, l’olandese Alan Wilcox, esperto costruttore di copie di strumenti per il Conservatorio di Firenze ed i famosi liutai Bissolotti di Cremona e Scrollavezza di Parma. I legni usati per il liuto grosso sono: il palissandro alternato con i filetti di bosso per il guscio, l’abete di Montreaux per la tavola armonica caratterizzata da un interessante opera di traforo per i rosoni di gusto personale, così come la pergamena interna di capretto, con segreta iscrizione rivolta ai posteri. Altri materiali usati sono il ciliegio, l’avorio e l’osso. In un ovale inserito nel manico compare, incisa nell’osso, la scritta “Gasparis Opus 1974”. Copie di disegni in scala reale del liuto grosso sono presso la Biblioteca del Museo Musicale Bresciano.