GALLINA ANGELO

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GALLINA ANGELO


Pozzolengo

Violinista, collezionista

Ha iniziato lo studio della musica dapprima avvicinandosi al mandolino con il M°. Guerrini, indi è passato al più impegnativo violino con il M°. Medaina di Ponte sul Mincio. Ha poi seguito un corso di perfezionamento con il M°. Vaccari di Castiglione delle Stiviere. Nel febbraio 1939, con la chiamata alle armi in aviazione, passa in vari aeroporti italiani finchè a Cerveteri trova stabilità per un lungo periodo, e la guerra incombe. In questa località, galeotto il violino, forma un'orchestrina con un organico ridotto, ma rispecchiante il periodo, formato da fisarmonica, chitarra, batteria e naturalmente il Gallina, capo orchestra, al violino. Non mancano le esibizioni nelle sale dei dintorni, quando gli impegni legati alla ferma militare lo permettevano, con grande successo di pubblico.

Al termine del servizio militare, il Gallina, tornato a casa riprende in mano il violino, non più quello di "fabbrica", ma un'opera del noto liutaio di Castelleone, uno Zanisi Filippo dalla voce inconfondibile che ancor oggi custodisce gelosamente e che giornalmente lo tiene in esercizio. Nella sua lunga carriera Angelo Gallina ha suonato in varie località del bresciano sia in locali da ballo, che presso istituzioni accademie, scuole, ritrovi, case di riposo, ecc. Ha pure fatto parte di prestigiose orchestre quali quella dell'"Amicizia" diretta dal noto M°. Cagiada e quella di Montichiari diretta dal M°. Luciano Fregoni.

Attualmente il Gallina si esibisce da solista oppure in complesso con il trio "I Ragazzi di ieri", formato dal fisarmonicista Malagola di Viadana (88 anni) e dal chitarrista Carli di Calcinato (84 anni), in parecchie località della provincia.

Interessante è la passione del maestro Gallina per gli strumenti musicali, dei quali ha una interessantissima collezione comprendente: 40 violini fra i quali uno Steiner con testa di leone, un "Fils", parecchie copie di bresciani ed un Degani; una viola d'amore, ultima opera del liutaio bresciano Giovanni Zambon; un violoncello del novecento; un contrabbasso, sempre del novecento; un sitar autentico di pregevole fattura; un piccolo charango; parecchi strumenti esotici provenienti da varie parti del mondo; una quindicina di chitarre fra le quali una chitarra arpa a 24 corde di produzione genovese e una Parolini di ottima fattura; alcuni mandolini fra i quali uno elettrificato e tre banjos; parecchie fisarmoniche compresa una elettronica "Farfisa" ed un ottocentesco fortepiano viennese a coda.