ZAMBALDI Silvio

ZAMBALDI Silvio

(Palazzolo sull'Oglio, 17 dicembre 1870 - Milano, 11 aprile 1932). Di Emilio e di Lucia Cicogna. La famiglia, nobile, era originaria di Venezia dove il nonno, dott. Carlo, era stato collaboratore di Daniele Manin e presidente del Comitato per l'ordine pubblico durante la rivoluzione del 1849; uno zio Francesco fu latinista, grecista, giurista e istruttore di Vittorio Emanuele II. Il padre, avv. Emilio, aveva lasciato Venezia quando questa era ancora austriaca e, profugo, si era stabilito in Piemonte. Qui aveva fatto la campagna del 1866 nell'esercito piemontese. Stabilitosi più tardi prima a Milano e poi a Palazzolo sull'Oglio, era stato apprezzato critico drammatico presso il quotidiano liberale milanese "La perseveranza". Silvio, compiuti i corsi inferiori, frequentò con ottimo risultato il ginnasio e il liceo nel Collegio S. Pedrino di Varese dove fu qualificato come «la più bella intelligenza non solo del suo corso ma anche di qualche altro» apprezzato, inoltre, anche per il carattere aperto e la simpatia suscitata. Terminato il liceo, si iscrisse alla Facoltà di Legge presso l'Università di Pisa, poi alle Università di Bologna e di Siena, sempre nella Facoltà di Legge, laureandosi poi a Pisa nel 1892. Fin dal periodo universitario coltivò la letteratura, il teatro e il giornalismo anche sportivo, al quale, laureato, si dedicò fondando "Il Ciclo", uno dei primi giornali sportivi del tempo, che ebbe vita dal 1894 al 1897; passò poi, assieme ad A.G. Bianchi, a fondare un nuovo giornale, "La bicicletta". Continuerà poi ad interessarsi del ciclismo accettando nei primi anni del '900 di seguire il Giro d'Italia per la "Gazzetta dello Sport". Ma già dall'anno della laurea, trasferitosi a Milano, incominciò a frequentare e a dedicarsi al teatro seguendo in modo particolare il movimento teatrale del naturalismo sentimentale o anche del "verismo somatico" realistico-romantico che ebbe il suo interprete più genuino in Carlo Bertolazzi. Inizialmente scrisse per il teatro dialettale milanese, ottenendo fra il 1892 e il 1896 i suoi primi successi con "La fine" (presentata al pubblico dal grande Ermete Novelli), "La balia" (scritta in collaborazione con Camillo Antona Traversi e portata anche nel teatro fiorentino), "Il giudizio di Salomone" e "Il neo". Contemporaneamente continuò a coltivare il giornalismo. Corrispondente nel '900 de "Il Piccolo" di Trieste, in breve ne fu redattore, redattore capo e infine direttore, partecipando intensamente alla vita cittadina e al contempo alimentando lo spirito patriottico di una città "austroungarica", sfidando anche la censura governativa. Lasciando nel 1903 "Il Piccolo" continuò l'attività giornalistica. Fu corrispondente dall'estero (Belgrado) per "Il giornale d'Italia"; passò poi alla "Gazzetta di Venezia". Stabilitosi definitivamente a Milano, entrò nella redazione del "Corriere della Sera". Fu anche redattore de "Il Resto del Carlino" e della rivista "L'illustrazione italiana". Collaborò anche alla "Gazzetta dell'Oglio". Ma si dedicò soprattutto alla produzione teatrale che intensificò e che seguì anche in tutte le sue manifestazioni. Scrisse decine e decine di commedie, atti unici, prediligendo il teatro comico, allegro. Fra le migliori la "Moglie del dottore", messa in scena nel 1908 da Virgilio Talli e Maria Melato e che ottenne a Milano un clamoroso successo tanto che in una sola sera venne rappresentata in quattro teatri diversi. Molti di tali lavori ebbero un grande successo: in particolare il dramma "La balia" (1894 circa) e "La voragine" (1906). Applausi di tutti i teatri d'Italia ebbero: "La macchinetta del caffè", "L'argento vivo", "La fidanzata di Cesare", "Il peccato di Paolina", "La chiacchiera che gira", "Il nobiluomo Caligo", "I dilettanti", "L'onorevole Nino" (in collaborazione con Innocenza Cappa), "La canzone di Rolando", "Noi uomini", "Il sole lontano", "Il nostro amore", "Due che si amano", "El nemico de' le done", "Il matrimonio di Rirì" e tanti altri lavori minori. La sua fecondità d'autore fu instancabile; quando non scriveva commedie, si dedicava alla narrativa mandando a riviste e giornali centinaia di novelle; scrisse romanzi, molte novelle furono raccolte in volumi; degna di nota una piccola cronistoria de "Il teatro milanese". Racconti per i bambini pubblicò con il volumetto "Pascià". L'atto unico "La catena d'oro" apparve su "La lettura", la rivista mensile del "Corriere della Sera" (1 luglio 1920). Scrisse in dialetto milanese e veneziano, in collaborazione con Renato Simoni, Armando Falconi, Sabatino Lopez, Gino Rocca, Innocenzo Cappa, ecc. mobilitando attori e attrici e i teatri i più vari (Dal Verme, Manzoni, Lirico, Olimpico, Filodrammatico, ecc.). Nel 1897 venne premiato della medaglia d'oro a Livorno dalla Compagnia Nazionale. Fu amato per la sua generosità e amabilità di carattere offrendo aiuto a tutti, fino a recarsi ogni giorno dal collega Virgilio Ramperti a leggergli i giornali. A Milano, a Brescia e a Palazzolo gli venne dedicata una via. Nel 1970 venne organizzata a Palazzolo una mostra e gli venne intitolata una compagnia teatrale.


TEATRO EDITO E RAPPRESENTATO: "La fine", 1893, Milano, compagnia di Ermete Novelli; "Mio fratello", 1893, Milano, Edoardo Ferravilla; "La qualità del legno", 1893, Milano, Gaetano Sbodio; "Verso la giustizia", 1894, Livorno, Comp. Nazionale Bertolazzi; "Ritorno", 1894, Milano, ib.; "La balia", 1894, Milano, ib.; "Tosann de marì", 1895, Milano, Gaetano Sbodio; "I rotaj", 1895, Milano, ib.; "Marca di fabbrica", 1896, Milano, ib.; "Il giudizio di Salomone", 1896, Milano, ib.; "L'arcobaleno", 1897, Milano, Comp. G. Grassi; "Un dovere di umanità", 1898, Padova, Comp. A. De Sanctis; "I pecai de Pantalon e Pandora", 1904, Milano, Comp. Veneta Zago; "El cuco", 1904, Milano, ib.; "Noi uomini", 1904, Milano, Comp. Caimmi; "Calle del Paradiso", 1905, Milano, Comp. Veneta Zago; "La voragine", 1905, Milano, Comp. Mariani-Zampieri; "Il sole lontano", 1908, Milano, ib.; "La moglie del dottore", 1908, Milano, Comp. Flavio Andò; "El nemigo de le done", 1908, Milano, Comp. Dario Benini; "Il nostro amore", 1909, Torino, Comp. V. Talli; "L'amico di Ninì", 1910, Milano, Comp. Flavio Andò; "Fiori d'arancio", 1911, Trieste, ib.; "Due che si amano", 1913, Milano, Comp. Reinach-Palmarini; "La macchinetta del caffè", 1916, Milano, Comp. Di Lorenzo Falconi; "La canzone di Rolando", 1918, Torino, ib.; "Per il suo bene" (in collaborazione con Sabatino Lopez), 1918, Milano, Comp. V. Talli; "Tardi al treno", 1919, Torino, Comp. Antonio Gandusio; "El rebegolo", 1919, Milano, Comp. Veneta Zago; "La ciaccera che gh'è in gir", 1921, Milano, Comp. La Lombarda; "L'onorevole Nino" (in collaborazione con I. Cappa), 1922, Milano, Comp. Armando Falconi; "La fidanzata di Cesare", 1923, Milano, Comp. del Teatro Manzoni; "Il peccato di Paolina", 1923, Milano, Comp. Ruggero Lupi.


TEATRO INEDITO MAI RAPPRESENTATO: "I dilettanti", 3 atti; "Cura omeopatica", 1 atto; "Il neo", 1 atto; "Cara di Dio", 1 atto; "Il perdono", 1 atto; "Si, piccolo mio, eccomi!", 1 atto; "Il nobiluomo Caligo", 3 atti; "America", 3 atti (in collaborazione con Gino Rocca); "Il matrimonio di Rirì", 3 atti; "Lo zio si diverte", 3 atti; "L'orgia", 3 atti; "La vittima", 3 atti; "Per il bene di tutti", 1 atto; "La vedetta", 3 atti; "L'aggressore", 3 atti; "La divetta", 3 atti; "La catena d'oro", 1 atto.


Ha scritto anche i copioni di 7 riviste: "Dall'Aja alla Baja" (1914); "Da... a..." (1915); "Die Natalische fuiedamm Rivisten" (1916); "Il rondone" (1918); "I casi sono due" (1919); Si dice che..." (1919); "Partenza per..." (1920). "La moglie del dottore" è stata tradotta in tedesco e spagnolo; "Un dovere di umanità" in inglese e rumeno; "La macchinetta del caffè" in tedesco, ungherese, danese, olandese e boemo.


LIBRI PUBBLICATI: "La moglie del dottore", commedia, Fratelli Treves, 1908; "La voragine", commedia, Fratelli Treves, 1908; "L'occhio del Re", novelle, Baldini & Castoldi, 1912; "Le ombre del cuore", novelle, Sonzogno, 1918; "La dattilografa", romanzo, Modernissima, 1919; "La piccola vita", racconti, Battistellì, 1920; "Pascià, Cecco, Ciacco, ecc.", racconti, Sonzogno, 1920; "La ballerina incantata", novelle, Vitagliano, 1920; "Su il sipario", 12 atti unici, Sonzogno, 1921; "La donna dagli occhi di cielo", romanzo, Modernissima, 1923; "Il teatro milanese", cronistoria, Libr. Ed. Milanese, 1927; "Oh, le donne!", romanzo, Maia, 1929.