ZAMARA Clemente

ZAMARA Clemente

(Chiari, 1478 c. - 1540). Di Giovanni. Notaio, verseggiatore, intagliatore. Compare come «intayatore lignaminum de Claris» in documenti notarili dal 1503 al 1538 e tra i notai del Collegio di Brescia dal 1507 al 1536.


È probabilmente quel notaio che ha lasciato una "Cronichetta bresciana" del 1509 dal 14 marzo al 17 luglio, trovata negli atti suoi presso l'Archivio Notarile di Brescia la quale, comunicata da Ottavio Fornasini, conservatore dell'archivio, a Federico Odorici, fu da questi pubblicata a p. 23 del II volume della "Raccolta di cronisti lombardi" come primo documento dei Congiurati bresciani del 1512. Come intagliatore fu allievo dello zio Antonio (v. Zamara Antonio e Matteo) e maestro del nipote Clemente Tortelli (v.).


La sua vita errabonda lo porta in più luoghi. Nel 1500 lavora al coro della chiesa suburbana del convento di S. Rocco, poi trasportato, quando la chiesa venne distrutta nel 1518, nella nuova chiesa di S. Giuseppe in città e in seguito completato. Nel 1513 eredita dal fratello maggiore Francesco la commessa per la statua della Madonna del Dosso di Casalmoro. Nel 1515, nei trambusti della guerra tra Spagna, Francia e Impero, dovette andare in esilio con tutta la famiglia per avere, come sembra, un suo zio collaborato con i francesi che occupavano l'intera Lombardia salvo il Mantovano. Si rifugia con tutta la famiglia a Canneto dove gli viene commissionato il gruppo ligneo di Cristo morto del Camposanto. Continuando ad abitare a Canneto, nel 1516 la Comunità di Asola gli commette l'esecuzione della cassa dell'organo della cattedrale (1521) e nel 1524 «un'imagine della Madonna in forma di Annunciata ed un Angelo da esser posti sui cantoni del Cornisone sopra l'organo corrispondenti al Deo Patre che è in mezzo e architrave sopra le colonne da essere indorati e dipinti».


Nel 1525 è a Bagnolo Mella dove abita in piazza della Pieve (oggi piazza IV Novembre), ospite in una casa dei Disciplini di S. Maria della Stella dove, oltre che rogare atti notarili, inizia a scolpire il gruppo di 14 statue della Deposizione che dopo una lunga interruzione riprenderà e finirà nel 1530. Si può infatti presumere che si sia presto trasferito in Valtrompia a Gardone o, ospite degli Avogadro, a Zanano. Nel 1526 lavora al gruppo della Madonna con il Bambino e i SS. Rocco e Sebastiano per la chiesa parrocchiale di Magno di Gardone Val Trompia. Il 21 giugno 1527 in Zanano firma il contratto per eseguire la soasa con alcune statue per l'altare della Concezione della parrocchiale di Sarezzo che completerà nel 1536. Nel 1527-1528 esegue la cornice del polittico di S. Maria degli Angeli di Gardone Val Trompia e nel 1528 firma il contratto per l'altare del SS. Sacramento della parrocchiale di Gardone Val Trompia, che verrà nel 1533 eseguita dal nipote e allievo Clemente Tortelli.


Nel 1532 risulta presente in Asola, ospite in una abitazione "al Torazo" del Cameni. Roga testamenti e realizza il polittico dell'altare della Madonna della Misericordia e, nel 1535, il pulpito. Negli stessi anni scolpisce, forse per commissione suggerita dal nipote nob. Leonardo qd. Simeone Zamara che risulta abitante in Gottolengo nel 1517 e nel 1534, la statua della Madonna del Carmine per la chiesa dei Carmelitani di questa contrada. Sandro Guerini lo ritiene ("Inedite sculture del Cinquecento in Valtrompia", "Brixia Sacra", 1980, pp. 133 e seg.) «un delle più enigmatiche figure della storia dell'arte cinquecentesca», che pur «declassato al ruolo di provinciale dalla critica, è invece fra le figure più importanti della prima metà del secolo». Come sottolinea il Guerini, egli «risente della formazione gotico-lombarda che ha avuto, e il suo grande maestro, anche negli anni dopo il 1520, rimane il Foppa». La predilezione per certe tipologie, le cadenze dei panneggi sono chiari indizi di questa adesione, non solo formale, ma soprattutto morale. Vissuto, per eventi del tempo e per opportunità di lavoro, in luoghi diversi non manca di accostarsi ai grandi dell'arte bresciana del tempo quali il Moretto e il Romanino. «Al Moretto, sostiene il Guerini, lo scultore è legato da una concezione severa e sofferta della vita che si traduce nella compostezza e nella imponenza morale delle figure, mentre nel Romanino egli trova l'identica serpeggiante vena di arcaismo gotico». E il soggiorno nel Mantovano fa conoscere allo Zamara le opere del Mantegna con il quale intreccia, secondo il Guerini, «un apporto sostanzialmente padano, con quella predilezione per la linea che costruisce, ma anche scava e tormenta le superfici». Sempre il Guerini sottolinea «un recupero successivo e costante della plastica, dalle prime opere alle ultime, fenomeno dovuto certo alla coeva produzione del Lamberti e all'evoluzione del gusto della committenza».




OPERE: ASOLA, Cattedrale: cantoria, casse dell'organo (su disegno di Antonio da Brescia, 1517-1524); Annunciata (1534); polittico dell'altare della Madonna della Misericordia (1530-1535) con, nella nicchia centrale, la Madonna orante con il Bambino sulle ginocchia e, nelle nicchie laterali, S. Girolamo e S. Fermo; nel secondo ordine le statue dei SS. Pietro e Paolo e nella cimasa una lunetta con la figura a mezzo busto di Gesù dolente; pulpito;


BAGNOLO MELLA, Santuario della Madonna della Stella: gruppo ligneo della Deposizione (1525-1530);


BRESCIA, Chiesa S. Giuseppe: coro ligneo eseguito nel 1500 per la chiesa del convento di S. Rocco ai piedi dei Ronchi e qui trasferito quando la chiesa venne distrutta nel 1518. Su una delle lesene si legge il distico latino «H0C OPUS INSIGNE PERFECIT / ZAMARA CLEMENS / [NOMINEQUE] CLARAS TOLLIT AD ASTRA SUO / A. S. N. MCCCCC»;


CANNETO SULL'OGLIO, Chiesa parrocchiale: Deposizione (otto statue policrome); statua centrale (Madonna col Bambino) del polittico;


CASALMORO, Santuario della Madonna del Dosso;


GARDONE VAL TROMPIA, Chiesa S. Maria degli Angeli: soasa lignea del polittico (1527-1528), attribuita da Sandro Guerini, 1988;


GOTTOLENGO, Chiesa parrocchiale: statua della Madonna del Carmine (già nella chiesa dei Carmelitani) (1530-1535);


ORZIVECCHI, Chiesa parrocchiale: Crocifisso ligneo (attribuito);


SAREZZO, Chiesa parrocchiale: altare della Concezione; statue della Madonna col Bambino fra i SS. Rocco e Sebastiano.