ZAINA

ZAINA

Il cognome è dato da un vocabolo che indica una misura di capacità antica, pari a un quarto di boccale (quindi tra un quarto e il mezzo litro), citata anche da Teofilo Folengo, e deriva dalla stessa radice da cui hanno origine i cognomi "zaino" e "zaini", radice che indica un contenitore. Il cognome Zaina è diffuso in alcune ben precise zone dell'Italia Settentrionale: in Piemonte (Asti), Lombardia (Brescia e Bergamo), nel basso Friuli. Nel Bresciano i ceppi di famiglie Zaina sono originari dell'Alta Valcamonica (soprattutto da Malonno, Edolo, Corteno).


Alla fine del 1500, nello stato delle anime di Malonno, è annotato un «Gelmino Gatto detto Zaina», abitante a Landò. È la prima volta che compare questo nomignolo che diventerà il cognome Zaina verso la fine del 1600. Nel secolo successivo le famiglie Zaina sono localizzate in numero maggiore ancora a Landò, ma sono segnalate anche a Malonno, Lava e Zazza. La situazione non muta neppure per tutto il 1800: gli Zaina, ben radicati a Landò, sono presenti anche in altri nuclei abitati di Malonno. Di Malonno è don Pietro Zaina, parroco di Saviore (v.).


Nel sec. XVIII gli Zaina sono diffusi anche in provincia e a Brescia. Un notaio Giovanni Battista è attivo a S. Zeno Naviglio dal 1751 al 1805; don Marco (1765-1855) (v.); Andrea (v.), falegname molto apprezzato; Vincenzo (v.), marmorino; mons. Giuseppe di S. Zeno Naviglio (m. il 23 dicembre 1831), curato, poi arciprete di S. Zeno al Foro, canonico del Duomo (nell'aprile 1809) e provicario generale della diocesi.


Tra gli Zaina più noti di Virle è Italo (v.), primogenito della famiglia di Vittorio che a metà Ottocento si era trasferita dalla Valcamonica nel comune di Virle Treponti, dove gestiva un esercizio commerciale. Ludovico (1893-1961), secondogenito di Vittorio, combattente nella prima Guerra mondiale (ottenendo una croce di guerra al valor militare e una medaglia di bronzo) e della seconda; egli proseguì e sviluppò l'attività della famiglia con un moderno ristorante, con annessa stazione di servizio al bivio tra le strade che da Brescia portano a Salò e a Desenzano, che ebbe notorietà nel secondo dopoguerra. Il più giovane Baldino (1911-1986) gestì un esercizio di salumeria a Virle Treponti; combattente della seconda guerra mondiale nella quale fu decorato con croce di guerra, fu prigioniero degli inglesi in Africa insieme a Fausto Coppi. Profuse impegno civile ricoprendo varie volte la carica di consigliere comunale e promuovendo nel paese attività associative e sportive. Molto conosciuta fu anche Camilla (1902-1988), insegnante elementare in città alla scuola Tito Speri e in via Grazie.