ZADEI di Padenghe

ZADEI di Padenghe

Famiglia che si ritiene trapiantata sulla Riviera del Garda da Venezia nel sec. XV. Nei primi decenni del '600 si distinse Lorenzo Zadei qd. Francesco di Padenghe che il 7 aprile 1623, in vista dell'esperienza acquisita come capitano «in guerre estere ed esercitata altra volta in servizi della Serenissima Repubblica», veniva nominato capitano degli Alabardieri della Guardia. Nel 1624 veniva incaricato di assoldare centocinquanta fanti italiani e forestieri. Il 25 aprile 1631, avendo «esperimentato il valore e l'incontaminata fede» nei moti del Friuli e «in vari tempi ammassate diverse compagnie di soldati...», veniva creato cavaliere. Nel 1641 veniva eletto sergente maggiore in Terraferma e dopo 45 anni di continuo servizio veniva licenziato con una pensione di 20 ducati al mese.


Lorenzo Zadei ebbe, pare, tre figli: Troiano, Francesco Maria e Pietro. Troiano (v.), capitano, si distinse nelle guerre contro i turchi; Francesco Maria venne nominato da Ludovico Sforza, principe del Sacro Romano Impero, conte palatino; Pietro prese parte alla difesa di Candia. In una sortita dalla città cadde nelle mani dei turchi. Decapitato, la sua testa venne mostrata come trofeo di guerra. P. Giacomo Zadei, religioso cappuccino, procurò reliquie alle chiese bresciane. Bernardino, con testamento del 6 agosto 1612, beneficò i poveri di Padenghe.


Un ramo della famiglia Zadei di Padenghe si distinse a Brescia nel XIX secolo. Achille Zadei sulla fine dell'800 e gli inizi del '900 fu un noto avvocato a Brescia. Di fede politica zanardelliana, si distinse come conferenziere. Da Filippo Zadei (n. a Padenghe nel 1769, figlio di Bernardo e di Laura Monzini), notaio, e da Ippolita Amistani nacque Giovanni Battista (v.), farmacista a Brescia dal 1856. Farmacisti furono anche Filippo, figlio di Giovanni Battista, e suo figlio Guido (v.). Paolo Zadei (Brescia, 30 giugno 1895 - 14 maggio 1984), fratello di Guido, nel 1925 brevettava un aspersorio tascabile a serbatoio, sistema Zadei.


Vincenzo Lonati scrisse che nella famiglia Zadei «la tradizione del Risorgimento era tenuta viva come un culto. Nella vecchia via S. Ambrogio, la farmacia Zadei (v.) aveva visto nel suo retrobottega fervidi convegni di patrioti nella pericolosa vigilia di avvenimenti ai quali Brescia partecipò eroicamente».