ZADEI Giovanni Antonio

ZADEI Giovanni Antonio

(Brescia, 17 gennaio 1729 (o 1726 ?) - Padenghe, 15 marzo 1808). Figlio del dott. cav. Francesco Maria. Come ha scritto G.B. Carboni, «dopo aver seguito lo studio delle lettere e delle scienze "sotto la disciplina de Gesuiti nelle Scuole delle Grazie", ed aver terminato i suoi corsi scolastici, sentendosi per natura inclinato alla pittura ed al disegno, si mise in Brescia alla scuola di Antonio Paglia. Ma, questo pur nobile artista non lo soddisfaceva del tutto, o per il motivo ch'egli avesse chiuso la sua scuola (morirà nel 1747), lo Zadei nel 1746 passa a Bologna, alla scuola di Giuseppe Marchesi detto il Sansone (1699-1771), ormai affermato maestro, dopo essere stato alla scuola del Milani e del Franceschini». Sugli esempi del Marchesi, come rileva Fiorella Frisoni ("La pittura del '700 in Valtrompia", p. 116), «lo Zadei dovette orientarsi su un accademismo accattivante e talora lezioso, non esente da venature rococò e affinità con la cultura veneta».


Tornato a Brescia nel 1748, si trasferì nel 1749 a Verona alla scuola di G.B. Cignaroli, alla quale rimase per cinque anni, ritornando poi a Brescia nel 1754 portando, del maestro veronese, come ha sottolineato B. Passamani, «un'enunciazione fredda e prevista dello armamentario cignaroliano, senza la impennate coloristiche ed il tanto di commossa adesione sentimentale a quel mondo tra devozionale ed arcadico che del Cignaroli sono la salvezza», ma ottenendo lo stesso un notevole successo che gli avvalse un'ampia committenza e numerosi riconoscimenti nelle sedi ufficiali dove si faceva pittura: il 21 giugno 1762 fu ascritto fra gli "Accademici d'onore dell'Accademia Clementina di Bologna"; nel 1769 all'"Accademia di Pittura di Verona"; nel 1772 alla "Regia Accademia di belle Arti di Parma fra gli Accademici onorari. Si era ritirato a Padenghe nel 1756 dove continuò l'attività artistica.


Lasciò numerose opere, fra le quali:


BRESCIA, chiesa parrocchiale S. Lorenzo: "Madonna della Misericordia"; Seminario diocesano "M. Immacolata": "L'Immacolata sulle nubi, con puttini" (olio su tela, cm. 180 x 110);


VOLTA BRESCIANA: "Madonna col Bambino con i SS. Pietro e Paolo";


CAINO, chiesa parrocchiale: "Madonna in trono e i SS. Zeno, Rocco e Giov. Battista";


CASALMORO ASOLANO (MANTOVA), chiesa parrocchiale: "La SS.ma Trinità con la Vergine, S. Giuseppe e le anime del Purgatorio"; "S. Defendente", firmato: «Io. A. Zadei 17...», "L'Immacolata con S. Giovanni Battista e S. Francesco d'Assisi", firmato: «Io. Zadei»;


COCCAGLIO, chiesa parrocchiale: "Immacolata Concezione", firmato: «G. A. Zadei 1754»;


FASANO, chiesa parrocchiale: "I SS. Faustino e Giovita che predicano alle turbe";


GOTTOLENGO, chiesa parrocchiale: "Deposizione dalla Croce";


GOITO (MANTOVA), chiesa parrocchiale: "S. Mauro risana gl'infermi";


MONTIRONE, palazzo conti Lechi: "Flora con amorini" (soffitto a olio);


MORNICO (BERGAMO), chiesa parrocchiale: "S. Carlo Borromeo e il B. G. Barbarigo";


NAVE, chiesa parrocchiale: "La Vergine col Bambino e S. Rocco", datato: «1759»;


PADENGHE, chiesa parrocchiale: "S. Luigi Gonzaga";


PORTESE, chiesa parrocchiale: "Immacolata Concezione"; "S. Tomaso"; "S. Antonio da Padova";


PRESEGLIE, chiesa parrocchiale: "Sacra Famiglia";


PROVAGLIO D'ISEO, chiesa parrocchiale: "Sacra Famiglia" (scomparso);


PUEGNAGO, chiesa parrocchiale: "S. Luigi";


QUINZANO D'OGLIO, casa canonica: "Davide e Golia", "Giuditta e Oloferne" (1757).


Stefano Fenaroli ("Dizionario degli artisti bresciani") aggiunge che «in molte case private di Brescia, di Verona, di Bergamo e di Salò veggonsi suoi quadretti di argomenti sacri e profani ed alcuni ritratti».