WIMMER Luigi

WIMMER Luigi

(Retz, Austria, 21 giugno 1842 - Gardone Riviera, 15 agosto 1883). Di Leopoldo e di Anna Bursch. Ingegnere. Orfano di padre nella prima fanciullezza, venne portato dalla madre, con una sorella, giovinetto, a Verona, nella famiglia del comandante austriaco della piazza, il generale Polfranceschi, che ai due ragazzi fu un secondo padre. E a Verona il piccolo Luigi frequentò le scuole elementari e le medie. Educato all'amore per la patria italiana, nel 1860 si arruolò diciottenne nella legione Medici e combatté a Milazzo e a Messina. Continuò più tardi i suoi studi universitari interrompendoli solo nel 1866 per arruolarsi con Garibaldi. Nella battaglia di Montesuello (3 luglio 1866) fu ferito e catturato dagli austriaci, fu rinchiuso nella fortezza di Lardaro vicino a Tione e venne condannato a morte per alto tradimento avendo ancora la nazionalità austriaca. Ebbe salva la vita grazie agli eventi storici e alla pace dell'Austria con l'Italia.


Laureatosi nel 1867 all'Università di Padova fu per alcuni anni alla direzione di importanti lavori ferroviari. Nel 1869 sposò Emilia Holzgärtner (Retz, 1851 - Monaco, 1928), figlia di un medico, colta e attiva. Dal matrimonio nacquero le figlie Diana nel 1870 e Lucrezia nel 1877. Presa la residenza a Brescia, avendo minata la salute da un'affezione ai reni, si ritirò sempre più spesso con la moglie e le due figliolette, sperando di ritemprarsi, a Gardone Riviera, dove prese domicilio il 24 marzo 1877 e dove acquistò un podere a Cargnacco che intestò alle figlie. Ampliò poi gli acquisti con molti altri pezzi di terra. Trasferitosi definitivamente l'1 giugno 1880 da Brescia a Gardone Riviera trasformò talmente la casa di Cargnacco in una villa con giardini da essere citata nella guida Baedeker del 1895. Con l'attivissima moglie nel 1881 edificò, vicino ad una limonaia, in luogo di una piccola osteria detta "del Caporale", un piccolo albergo chiamato Wimmer o Pizzocolo (trasformato poi dall'ing. Fuchs in Grand Hotel Gardone) che, come ebbe a scrivere un altro pioniere del lancio turistico di Gardone, fu la «parva favilla» della stazione climatica di Gardone e del turismo gardesano.


Apprezzato dai gardonesi, nel 1877 venne chiamato a far parte di una commissione municipale, nel 1879-1880 del consiglio comunale e nel 1881 veniva eletto sindaco di Gardone Riviera per il triennio 1881-1883. In pochi anni promosse il primo acquedotto gardonese (chiamato Wimmer), l'ufficio postale, l'attracco ai battelli. Morto il 15 agosto 1883 a soli 41 anni, il 19 aprile 1897 gli venne dedicata la piazzetta vicina all'albergo. Ne continuò l'attività la moglie che organizzò il commercio di olio d'oliva e trasformò, nel novembre 1883, l'Albergo Pizzocolo in Hotel Pensione Gardone Riviera. Assieme ai medici Rohden e Koeniger organizzò un'ampia campagna di propaganda all'estero della stazione climatica di Gardone. Nel 1916 il Comune di Gardone Riviera deliberava di cancellare la dedicazione della piazza al Wimmer e di intitolarla a Vittorio Emanuele III. La vecchia denominazione venne poi ripresa.