WÜHRER Pietro junior

WÜHRER Pietro junior

(Brescia, 20 dicembre 1879 - 12 novembre 1967). Di Pietro e di Rachele Baronio. Compie i primi studi presso il collegio Peroni; frequenta poi la scuola tecnica "Moretto" di Brescia, nel 1893-94 per il corso di ornato superiore e, nell'anno 1896-97, per il corso di disegno di macchine, dove era docente l'architetto Luigi Tombola, e per il quale ricevette il massimo dei voti e il premio della medaglia d'argento. L'anno appresso, 1898, la Scuola di disegno Moretto conquistava alla Esposizione di Torino una medaglia d'argento soprattutto per i disegni di Pietro Wührer . Nel frattempo Pietro aveva compiuto, dal 15 settembre 1894 al 15 luglio 1895, il corso delle scuole tecniche e di lingua tedesca nell'Istituto Wiget di Rorshach in Svizzera. In seguito frequenta il corso di industrie chimiche presso il Reale Museo Industriale Italiano di Torino, e poi si iscrive alla scuola birraria di Worms (Germania) e, uscitone nel marzo 1898, si perfeziona alla Stazione scientifica delle fabbriche di birra di Monaco di Baviera, seguendo particolarmente gli indirizzi scientifici di Hansen. Con questa esperienza, tornato a Brescia impiega nella ditta di famiglia tutte le sue migliori energie e offrendo con disinteresse a tutta la categoria dei fabbricanti di birra «ogni sua cognizione acquisita, ogni sua esperienza maturata attraverso la vita vissuta nella sua fabbrica e attraverso i contatti internazionali che egli ha sempre appassionatamente curati».


Chiamato giovanissimo, nel 1900, nella direzione dell'azienda, da poco trasferita da via Trieste alla Bornata, le dà un notevole impulso che può essere individuato nel confronto anche di due sole cifre: 3.112 ettolitri di birra prodotti nel 1889 e 140 mila del 1949. Oltre a ciò sono al suo attivo la creazione degli stabilimenti di Firenze, di Roma e di Battipaglia. Tecnico di riconosciuta alta competenza, si afferma presto con una serie ininterrotta di trasformazioni e di aggiornamenti dei macchinari e degli impianti ai quali affianca, già nel 1916, una completa attrezzatura per la preparazione del malto, creando così uno dei primi e più importanti stabilimenti italiani del genere. Inoltre è tra i pionieri che incoraggiano e sostengono la coltivazione dell'orzo in Italia al fine di limitarne l'importazione e alleggerire, conseguentemente, il deficit della nostra bilancia commerciale. L'alta professionalità e le capacità organizzative di Pietro junior portano la produzione a risultati insperati (v. Wührer , stabilimenti). Egli promuove anche la coltivazione di orzi speciali in terreni non atti alla coltivazione del frumento e inizia, dopo anni di studi, la produzione di estratti di lievito ricavati dalla fermentazione del maltosio, entrando in concorrenza con l'estero e con le Società Liebig e Maggi.


Oltre che all'azienda familiare, partecipa anche alla vita amministrativa della città. Di orientamento politico zanardelliano, nel 1911 si presenta alle elezioni comunali nella lista dei partiti popolari sostenuti dalla "Provincia di Brescia". Eletto con 4064 voti, viene nominato fra gli assessori supplenti della giunta Orefici e confermato assessore nella successiva giunta del pro-sindaco, Paolo Cuzzetti. Ripresentatosi nel giugno 1914 nella lista dei Democratici, non viene eletto, ma rimane attivo nell'area democratica zanardelliana fino alla vittoria del fascismo, facendo parte del Consiglio di amministrazione della "Provincia di Brescia". Iscritto nel novembre 1923 per iniziativa del P.N.F. tra i "benemeriti", nel 1924 è tra coloro che, per salvare il giornale di partito, si schiera per la compatibilità di appartenenza tanto al partito democratico che al P.N.F. Il 31 dicembre 1925 viene nominato Cavaliere del lavoro.


Di notevole rilievo il suo apporto scientifico agli studi e ricerche sulla birra, particolarmente con la pubblicazione nel 1926, per i tipi della Hoepli, di un ponderoso trattato, rimasto fondamentale e, per decenni, unico, nella bibliografia italiana sull'industria birraria, "Teoria e pratica della preparazione del malto e nella fabbricazione della birra". Treccani degli Alfieri gli affida la voce "Birra" e la consulenza per l'intero settore chimico dell'"Enciclopedia Italiana". Nel 1926 è tra i soci fondatori del Rotary Club di Brescia. Egli dà presto il suo attivo contributo, fin dal suo nascere, all'"Unione Italiana fabbricanti di birra" e alla organizzazione della "European Brewery Convention". Nel 1935 brevetta un sistema di imballaggio per dadi di minestra utilizzabile per giochi di bambini. Nel 1949 brevetta una particolare bottiglia per contenere bibite. A lungo rappresentante della Sezione industrie alimentari dell'Unione industriale bresciana, nel 1937 viene nominato presidente degli industriali acque gasate, birra ecc. e di varie commissioni comunali.


Particolarmente sensibile ai problemi scolastici, presiede l'associazione scolastica dei capifamiglia al Rebuffone. Dal 1923 è presidente dell'educatorio feriale del Rebuffone, benefattore di opere quali l'asilo infantile Regina Elena di Pontedilegno. La moglie Lina Mazza (m. nel 1962) si dedicò ad opere di assistenza e beneficenza ed educative. Notevole e varia la cultura, spiccata soprattutto quella musicale, tanto da essere conosciuto come ottimo pianista. Appassionato sportivo, nel 1928 partecipa con il figlio Francesco al raid di Mille Miglia da Milano a Stolp (Polonia) in 26 ore e 30 minuti, in omaggio alla spedizione Nobile per il Polo col dirigibile Italia. Dal 1923 al 1926 è presidente della Società Ginnastica "Forza e Costanza". Nel 1926 è nel comitato dei campionati di scherma. Cultore fin da ragazzo della filatelia, colleziona soprattutto i primi francobolli dei Ducati italiani, premiato con medaglia d'oro. Collabora attivamente al Circolo Filatelico di Brescia di cui diviene presidente nel 1926 e nello stesso anno è presidente del Comitato organizzatore del XIII Congresso filatelico. Nel 1966 viene iscritto nell'Albo d'oro della Filatelia Italiana.


PUBBLICAZIONI. Oltre ad una qualificata collaborazione a importanti riviste del settore birrario, ha pubblicato: "Teoria e pratica della preparazione del malto e fabbricazione della birra" (Milano, I.T. Hoepli, 1926, pp. XVI-690. Nuova edizione, 1948); "Origini e storia della birra" (Milano, Ed. "Unione italiana fabbricanti birra e malto", 1958, 22 pp.); "Enzimi e lieviti" (Milano, Ulrico Hoepli, 1960).