WÜHRER, famiglia

WÜHRER, famiglia

Famiglia sviluppatasi nell'area austriaca fra Salisburgo e Passau, poi diffusa in molte città austriache e trapiantatasi in Italia, a Brescia, nel 1829. Si fanno risalire le sue origini, sia pure con notizie non del tutto chiaramente determinate ma affidabili, al sec. XIII e ad Henricus e Leopoldus de Wier che vissero nella proprietà Wührer Hof e che lasciarono tracce della loro esistenza nel chiostro di Reichersberg.


Notizie più sicure risalenti al 1540, rintracciate da Walter Wührer, rimandano a Leonhard de Wierer, vissuto in Pirath, sobborgo di Altheim, da cui la discendenza di parecchi rami in città austriache come Salisburgo, Kirchdorf, Altheim, Badstein e Braunau. Nel 1553 Ferdinando, re di Roma e duca d'Austria, conferisce le insegne araldiche nobiliari alla famiglia Wierer nelle persone di Gaspar e dei suoi nipoti Valentin e Michael de Wierer e a tutti i loro discendenti.


Ancora col cognome di Wierer, Michael, nato nel 1605, abbraccia il mestiere di birraio, seguito dal figlio Johann (nato nel 1632) e, via via per discendenza, da Johann nel 1680, da un altro Johann Adam nel 1704, morto nel 1752, e ancora da Johann Adam nel 1745, tutti birrai in Obernberg. Tra i molti figli di Johann Adam, sposatosi tre volte, Francesco Saverio (v. aprile 1792-1870), essendo passata la fabbrica di Obernberg ad una sorellastra, decide di scendere al Sud e si ferma a Brescia, dove nel 1829 apre la prima fabbrica di birra della città, che risulterà la prima in Italia. Sposatosi due volte, ebbe dalla seconda moglie Anna Kamper sette figli, tra i quali continuano l'attività di birraio i figli Francesco, morto giovane, e Pietro senior (v.) (Brescia, 1849-1912), mentre altri fratelli si dedicano ad attività commerciali. Curiosa la notizia, riportata da "La Provincia di Brescia" del 17 luglio 1889, che nel 1848 il fabbricante di birra Wührer aveva per prudenza mutato il proprio cognome in Vireri. Pietro, morto il padre nel 1870, prosegue l'attività ingrandendola e fondando nel 1889 lo stabilimento della Bornata. Morendo nel 1912 lascia al figlio Pietro junior (1879-1967) la direzione dello stabilimento, che egli porta alle migliori fortune. A loro volta continuano l'attività i figli Francesco (v.), Walter (Brescia, 11 settembre 1919) e Cesare (Brescia, 24 aprile 1923, notevole collezionista di farfalle e coleotteri), avuti da Lina Mazza, che portano la società, variamente chiamata (Pietro Wührer , Birra Wührer , Wührer spa), fino al 1987 quando passa in altra mano (v. Wührer , stabilimenti).


La famiglia ha eretto al cimitero Vantiniano una cappella, progettata nel 1959 dallo studio Dabbeni-Quilleri con due grandi vetrate su cartoni di Oscar di Prata raffiguranti la vita di Gesù Cristo.


Appartengono a rami collaterali o altri ancora: Arturo Wührer (Brescia S. Alessandro, 2 luglio 1853 -31 dicembre 1938), figlio di Francesco Saverio e di Anna Kamper, volontario di guerra e attivo nel primo movimento fascista; Luigi (11 ottobre 1854 - 3 gennaio 1887) appartenne al corpo volontari garibaldini, nel 1866 si distinse per particolare coraggio nei fatti d'arme del Tirolo; Luigi, sarto molto conosciuto, con negozio "di mode" e magazzino con «grandioso e ricco assortimento di stoffe» sotto i portici del Granarolo venne premiato all'Esposizione bresciana del 1904.