VALCAMONICA Ribelle

VALCAMONICA Ribelle

"Dedicato ai ribelli camuni caduti per la libertà". Pensato da Dario Morelli, scontento per l'indirizzo troppo intellettualistico preso da "Il Ribelle", venne lanciato agli inizi del 1945 con una circolare del Comandante della Divisione Fiamme Verdi Vittorio (Romolo Ragnoli). Il primo numero uscì il 16 febbraio 1945 con ciclostile acquistato a Milano dal cartolaio Pagnoni, con carta procurata dal commerciante Filippini di Breno e composto nella villa Giustina di Cividate trasformata in una piccola ma efficiente tipografia. L'intestazione recava al centro lo stemma della Valcamonica, un'aquila incoronata che ghermisce con gli artigli un cervo. Nel fondo il giornale si prefisse di essere «la voce del popolo camuno. Verità, giustizia, franchezza», e si augurava di chiamarsi, «un giorno... ormai vicino», non più "Valcamonica ribelle" ma "Valcamonica liberata". Il giornale rispecchiò la situazione ribellistica camuna, assieme a notizie e incitamenti alla resistenza. Arrestato don Carlo Comensoli, l'ispiratore del periodico, il quinto numero venne stampato nella canonica di Lozio, parroco don Giovanni Melotti. Con la liberazione, il giornale cambiò il titolo in "Valcamonica Libera" (v.).