VALBUSA Gaetano

VALBUSA Gaetano

(Valeggio sul Mincio, 24 agosto 1905 - Roè Volciano, 25 luglio 1989). Di Silvio e di Margherita Turrini. Cresciuto in campagna, sente subito il bisogno di disegnare. Rimasto orfano di entrambi i genitori a 14 anni, viene accolto a Villafranca in casa degli zii Francesco Bertolini e Rosa Turrini che lo indirizzano ad un'officina meccanica in Brescia. Già autonomo a 17 anni, poco dopo si impiega come autista per i carburanti "Lampo" (poi Esso). Entrato nella milizia stradale segue il giro ciclistico d'Italia come staffetta motociclistica. Dopo aver per qualche tempo prestato servizio presso la Società Tranviaria Bresciana, nel 1925 sposa Angela Scattolini ed entra alla O.M. dove rimarrà per oltre 40 anni. Raggiunta una certa tranquillità, si dedica alla pittura soprattutto "en plain-air" in compagnia di Luigi Moneghini ed Enrico Invernici. Frequenta i ritrovi di artisti quali la trattoria "Pace" di via Mazzini e il Cantinone di via Cavallotti.


La guerra lo porta in Tripolitania alla direzione di un'officina mobile. Vi rimane due anni e alla fine, dopo mille peripezie, ritorna con un aereo-cargo in Italia. Gli anni più difficili della guerra li trascorre a Malcesine e a Gussago. Ma continua a dipingere e dopo la liberazione partecipa alla rinascita dell'"Associazione Arte e cultura", dal 1946 al 1961 "Associazione Artistica Bresciana" che diventò poi, 'dal 1962, "Associazione Artisti Bresciani" (A.A.B.). Frequenta sempre più il Cantinone di Dondelli, Montisola, la Val di Genova con p. Marcolini. L'allestimento per la O.M. del treno reale di re Faruk lo porta, nel 1950-52, in Egitto dove dipinge paesaggi nuovi come il Cairo e la Valle del Nilo. Prende poi casa a Liano di Roè Volciano, nuovo paesaggio incantato, ma agli inizi del 1953 parte per due anni per la Spagna dove continua a dipingere. Il lavoro continua a portarlo per il mondo: Cirenaica, Grecia, Iugoslavia, Belgio, Tunisia, Portogallo, Spagna, Isole Canarie. Partecipa a mostre collettive e i critici si accorgono sempre più di lui; nel 1961 allestisce la prima personale alla "Loggetta" di Brescia. Sopraggiunta la pensione, spende ogni energia nella pittura. Ecco il "Mercato del Cairo", le "Vele sul Nilo" e i solatii "Argini del Nilo", "Ritorno dal pozzo a Port Said", ma numerosi sono i riflessi di Montisola e di Sulzano, il degradare delle colline di Ome, delle Valli Sabbia, Trompia, d'Orizzo. Come registra Riccardo Lonati: «Le diverse località bresciane divengono sempre più i luoghi prediletti dal pittore che dopo un operoso silenzio durato otto anni, nel 1969 si ripresenta alla Galleria dell'Associazione Artisti Bresciani con circa quaranta opere: i titoli ripropongono un itinerario divenuto familiare, da Ome a Sabbio Chiese, da Sensole a S. Colombano, da Salò a S. Felice; i nostri Ronchi e visioni del Gaver, della Val d'Orizzo, Val Palot. I motivi rincorsi con entusiasmo espone in successive mostre alla "Galleria d'arte moderna M" di Milano, alla "Simonetta" di Bergamo, in Villa Alba di Gardone Riviera (1971); di nuovo alla A.A.B., nel palazzo Gonzaga di Sabbioneta ed a Bolzano ("Galleria Les Chances de l'art"), nel 1972. Alla A.A.B. e alla S. Gaspare torna nel 1973, alla Galleria Bistrò di piazza della Loggia negli anni 1975 e 1977». «Dipinti tutti, sottolinea Luciano Spiazzi, lievitanti colori violetti, bruni grigi e azzurri leggeri. Quasi un evaporare d'umori della natura». «Un sentimento di vita come un elegiaco trascorrere dei bei ricordi esce dalla tavolozza di questo pittore, prosegue il Lonati, elegia senza svenevolezze, com'è nella natura che si compiace di memorie e solo assume nello sguardo di Valbusa i riflessi del suo contemplare sereno».


Accanto alle mostre personali, che già provano l'assiduo operare del pittore, sono numerose le partecipazioni a collettive, segnate da riconoscimenti: in Gardone Riviera (1961, 1971), Soncino, Valeggio (1965), al bresciano Premio S. Agata (1969), a Bergamo e Olgiate Comense (1971), in altre minori località. Per parecchi anni vive a Fasano, ma viaggia, dipinge dovunque anche quando perde quasi completamente la vista. Muore il 25 luglio 1989 mentre si trova presso la figlia Wilma.