VAIA, lago

VAIA, lago

Si stende a 1910 m. s.l.m. in capo alla valle omonima ai piedi della punta dei Setteventi, in comune e a NO di Bagolino sull'antica mulattiera che portava dalla Valsabbia in Valtrompia. Si raggiunge il laghetto dalla strada che dal Maniva porta al passo di Crocedomini superando il Passo di Vaia. Ha una lunghezza di m. 260, è largo m. 130 e profondo m. 5,80. Superficie mq 24.320. Di origine "glaciale di circo di gradinata" si stende su terreno geologico di sfasciume morenico e detritico e di conglomerati del Dosso dei Galli. Sulla sponda del lago furono trovate due schegge litiche, segno di bivacchi del mesolitico antico.


Decantate fin dall'antichità le sue squisite trote delle quali, nel 1473, come si legge negli Statuti comunali di Bagolino, veniva bandita la pesca con reti ed altri attrezzi se non «per ordine o licenza dei Consoli di Bagolino», pena venti soldi di multa. Nella "Guida Alpina" nel 1889 si legge che le trote «si pescano con una specie di razzuola, principalmente in agosto e in settembre; a questa pesca convengono bagolinesi e camuni: detta pescagione in media ed annualmente ammonta a circa 200 kg, si pigliano capi anche del peso di 7 kg, ed una ne pesava 12. Ma oggi è quasi spopolato per la inconsulta strage che se ne fece ultimamente colla dinamite». Particolarmente presenti le trote Fario.