VAGNI Luigi

VAGNI Luigi

(Corvione di Gambara, 12 aprile 1911 - Ghedi, 7 febbraio 1985). Autodidatta (aveva fatto la sesta elementare), fu marinaio fino a vent'anni, tentò poi la fortuna in Africa, dove fu sterratore, camionista, impiegato, marcatempo. Rientrato a Ghedi, partecipò alla lotta di Liberazione e fu membro del Comitato di Liberazione locale. Scrisse versi senza mai arrestarsi (settecento dal 1975 al 1984), versi che, a volte, diventavano vera poesia. Dopo il primo libro "Nostalgica", pubblicato nel 1942, per anni tacque. Seguirono poi: "Il sale dei mestieri" del 1979 nelle edizioni Ramperto; "Dagli alvei di tastiera" presso l'editore Sardini, 1982; "Mungo con le mani", Bornato, Sardini, 1982, (p. 150) e poi, con furore eroico, già sul dissolvimento fisico, da Vannini "Mungo tra foglie", 1983; "Come bimbo dormiente", 1983; "Cenere di dune", "Pesca di lenza", 1984. Tutti, per quel che ne sappiamo, stampati a spese dell'autore. E un inedito "Albero birichino".


Si segnalò anche in concorsi, in occasione di uno dei quali Sandro Galli e Giuseppe Tonna ne fecero quasi una scoperta o un caso letterario al quale diede fuoco con articoli e recensioni Giovanni Zanolini, per la creatività, la densità di vita, l'immaginazione, «la sensibilità ai suoni e ai ritmi verbali (come disse Diego Valeri) e lo stile duramente contadino». «Un poeta - come annotò Giuseppe Tonna - che sa una grande verità: che la poesia si costruisce con le parole. Le vecchie antiche parole che la comunicazione ha usurato e che devono essere riportate a una loro verginità di suono e di senso primitiva, per dire ancora qualcosa. Devono farsi creatrici di spazi e di emozioni, di aperture e di profondità, da sole e nei loro legami con le altre...». Diego Valeri lo definì «un poeta brusco del nostro tempo che tende al caos».