VAGHEZZA

VAGHEZZA (in dial. Vaghèsa e, in luogo, la Vaghizza)

Regione a E-NE di Marmentino a m. 1150-1200. Comprende i dossi e i pianori, intersecati di vallecole che vanno da Vezzale ai prati del Labbio, attraverso boschi e prati. Con lo stesso nome era chiamata una malga. Il nome deriverebbe dal lat. "vacuus" nel senso di terreno libero, sgombro perché mancante di sole cioè a tramontana; cioè, come dicono i montanari, esposto "al vach". A O raggiungibile, per strada, da Tavernole attraverso Marmentino, oppure a E dalle strade che risalgono il versante delle Pertiche (in Valsabbia) attraverso il passo di Termine. Nel 1979 nella rivista "Natura Bresciana" il dott. Arnaldo D'Aversa segnalava, per la prima volta nel Bresciano, il rinvenimento in Vaghezza, al Dosso di Marmentino in località Santellone, del primo resto fossile dell'Anisico inferiore, e cioè di un ittiodurolito, ossia di aculei di pinne di pesce fossile derivati da Selaci e non da pesci ossei.


Da sempre meta di comode passeggiate, nel primo Dopoguerra incominciò ad essere frequentata da appassionati dello sci e nel febbraio 1927, organizzate da un apposito Comitato di Marmentino, si tennero le prime gare sciistiche maschili e femminili. Per i partecipanti veniva anche assicurata una "S. Messa dello sciatore" alla Cappelletta dei Morcc, a pochi minuti dal campo delle gare. Nel frattempo la Società Ugolino Ugolini apprestava, in una struttura esistente, una "Cascina dello sciatore", mentre l'8 novembre 1930 veniva inaugurato il rifugio per la sezione escursionisti del Dopolavoro degli Stabilimenti Togni di Brescia. Il 25 febbraio 1934 il Dopolavoro provinciale celebrava la Festa o Giornata della neve, organizzando treni e servizi automobilistici speciali. Per l'occasione veniva inaugurato anche, per iniziativa della "Ugolini", un trampolino di salto progettato dall'ing. Gino Bettoni. Alla manifestazione si calcolò la presenza di 3 mila persone. Nel settembre, sempre del 1934, veniva inaugurato il nuovo rifugio albergo ricavato in una vecchia cascina e radicalmente rinnovato, su progetto dell'ing. Gino Bettoni e decorato da giovani pittori quali Greppi, Cominelli, Pescatori, Ragni e Allegretti. Nel frattempo si andavano diffondendo i campeggi della Federazione Italiana dell'Escursionismo, dei Dopolavoro e dei Giovani Fascisti mentre l'accesso veniva facilitato nel 1936 da una nuova strada Tavernole-Marmentino, e, nel 1941-1942, ne veniva avviato il prolungamento fino in Vaghezza. Ma, mentre si progettava anche una conduttura d'acqua, la guerra sconvolse ogni ulteriore possibilità di sviluppo. Nell'ottobre 1943 vennero uccisi due montanari, Bortolo e Luigi Redolfi di Lavino. Nell'estate 1944 Vaghezza divenne campo di incursioni di reparti della Repubblica di Salò. In agosto, durante operazioni massicce di rastrellamento, i militi della R.S.I. incendiarono 18 cascine. Il rilancio di Vaghezza riprese nel secondo dopoguerra con modesti impianti di risalita per gli sciatori. Il 23 luglio 1969, per iniziativa del parroco di Marmentino don Marchini, venne inaugurata la cappella alla Madonna della Neve; nel 1978 veniva progettato un parco naturale, nel 1979 fu creata una società per il rilancio turistico; nel 1980 venivano sistemate le due piste da sci, nel 2001 era pronto un centro turistico, mentre continuava a svilupparsi nell'azienda di Gilberto Medaglia la pratica dell'equitazione.