VACCINAZIONE

VACCINAZIONE

Definita "somministrazione di una sostanza antigenica in grado di stimolare una risposta immunitaria protettiva, di tipo umorale o cellulare, nei confronti di una malattia infettiva", la vaccinazione si diffuse particolarmente nei primi anni dell'Ottocento e a farla conoscere attraverso comunicazioni all'Ateneo di Brescia contribuirono il dott. Luigi Sacco (1802), considerato l'apostolo della vaccinazione, i dottori Pietro Riccobelli (1802), Andrea Cristofori (1827), Giuseppe Turini (1839), Antonio Boschetti (1880), Federico Alessandrini (1883), Arnaldo Maraglio (1893).


Come pratica si diffuse, durante il secolo, con la creazione di un Regio Conservatore del vaccino e con la sempre più generalizzata vaccinazione di bambini e di militari. Una legge del 14 giugno 1859 impose l'obbligo della vaccinazione antivaiolosa per cui vennero istituiti punti di riferimento anche nelle frazioni. Nel 1866 si registrarono 13.962 vaccinati su 15 mila nati, nel 1867 13.155 vaccinati su 14.560 nati, cioè il 90 per cento portando alla quasi assoluta scomparsa del vaiolo (v. Vaiolo). Nei primi decenni del sec. XX il perdurare, nonostante le migliorate condizioni igieniche e l'uso della sieroterapia, della difterite spinse, nel 1929, il Laboratorio Provinciale di Igiene e il suo direttore della Sezione medico-micrografica dott. Celestino Rossetti ad esperimentare, primo centro in Italia, la vaccinazione antidifterica utilizzando l'anatossina difterica scoperta dal prof. Gaston Ramon dell'Istituto Pasteur nel 1923. Ricerche sperimentali di vaccinazione con anatossina "genuina", inviata dal prof. Ramon al dott. Rossetti su richiesta di quest'ultimo, effettuate su cavie, diedero buoni risultati per cui il 30 maggio 1929 ebbero inizio a Brescia le vaccinazioni di 182 bambini, dai due ai nove anni. Il Capo del Governo, con la circolare 21 dicembre 1929 emanava dettagliate norme per la vaccinazione antidifterica con l'anatossina, vaccinazione che divenne obbligatoria in Italia dal 1939. In pochi decenni, grazie allo sviluppo della ricerca antivirale, delle tecnologie di biologia molecolare e di preparazione dei vaccini, si sono ottenuti vaccini contro la febbre gialla (1938), la poliomielite (1956), il morbillo (1963), la parotite (1968), ecc. L'obbligatorietà, dal 1989, della vaccinazione antimeningococcica fra le reclute dell'esercito italiano ha eliminato le epidemie di meningite nelle caserme.