UBERTINI Bruno

Versione del 7 apr 2021 alle 13:17 di Pgibe (Discussione | contributi) (una versione importata: Import volume XIX)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

UBERTINI Bruno

(Castelgoffredo, Mantova, 4 luglio 1901 - Brescia, 25 febbraio 1973). Di famiglia di modesti agricoltori, frequenta i primi studi a Mantova, dove si diploma geometra. Sceglie, poi la facoltà di veterinaria dell'Università di Milano, dove è allievo prediletto e "migliore" del bresciano Pietro Stazzi, e si laurea nel 1923. Nel 1926 gli è offerto a Brescia un posto di assistente nella Stazione sperimentale per le malattie infettive del bestiame, un ente al tempo assai modesto, sia come attrezzature sia come finanziamenti; ma Ubertini non si perde d'animo e pone tutte le sue forze nello studiare il modo di valorizzarlo. Nel frattempo, con altrettanta energia, si dedica allo studio della microbiologia, pubblicando dal 1929 notevoli ed apprezzati lavori, che gli permettono di arrivare, nel 1931, appena trentenne, alla libera docenza in quella materia. È poi incaricato dell'insegnamento di microbiologia presso la facoltà di Veterinaria di Parma. Nel 1932 gli è affidata la direzione della Stazione sperimentale che diventa nel frattempo Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che egli porta ad un ruolo fra i più importanti sul piano nazionale ed internazionale.


"Partito, come ha scritto Emanuele Süss, con l'idea essenzialmente pratica che per sviluppare profondi studi scientifici occorrevano molti mezzi finanziari, divise l'Istituto in due sezioni, una di studio, di ricerca, di sperimentazione, di assistenza agli agricoltori, e una a carattere industriale onde assicurarsi i mezzi per finanziare la prima sezione". Può così produrre su vasta scala il siero contro la peste suina, tanto che non solo riesce a debellare in gran parte dell'alta Italia la grave malattia, ma porta l'Italia da paese importatore a paese esportatore del miglior siero esistente in commercio. Nel 1938, appena si scopre la possibilità di produrre un siero contro l'afta epizootica (siero Walmann e Kot) si mette a produrne, con eccezionale tempismo, tanto che in breve il vaccino dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale prende la via di un po' tutti i paesi europei. Al termine della parentesi bellica (durante la quale l'Istituto continua a produrre siero nonostante il parere contrario del Ministero) l'Istituto di Brescia è l'unico in tutta Europa in grado di fornire vaccino antiaftoso, meritandosi così la riconoscenza e grandi lodi da parte di tutti i paesi europei. Il terzo vaccino che è legato al suo nome e che rende rilevanti benefici alla provincia di Brescia (che poi grazie anche a quel vaccino è in Italia la maggior produttrice di polli) fu quello contro la pseudo-peste aviaria, vaccino per cui dovette lottare contro la scienza ufficiale, ma che viene utilizzato anche all'estero. Dopo aver allargato la sfera di assistenza a tutte le province della Lombardia e dell'Emilia il prof. Ubertini viene chiamato dal governo della Colombia a costituire l'Istituto Zooprofilattico Colombiano, che dirige con grande prestigio facendo la spola tra Brescia e Bogotà per 15 anni. Come ha sottolineato Emanuele Süss, Ubertini "fu un grande organizzatore, che ha saputo legare con altissimo rendimento l'attività scientifica a quella industriale".


Fu per molti anni presidente dell'Ordine dei Veterinari di Brescia. Socio dell'Ateneo di Brescia dal 28 dicembre 1940, gli venne assegnata la medaglia d'oro al merito della Sanità Pubblica nel 1970 e la medaglia di "Galantuomo dell'Agricoltura". Il 14 gennaio 1984 gli veniva dedicato presso l'Istituto Zooprofilattico un busto, e nel 1988 gli fu intitolato "l'Istituto Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia". Al suo attivo sono stati registrati dal 1929 al 1972 ben 74 pubblicazioni di carattere scientifico che spaziano dalle più svariate forme di malattie e di infezioni alle cure degli animali specie bovini, avicoli e suini.