STAGIONI di prosa del Teatro Grande

STAGIONI di prosa del Teatro Grande

Analogamente alle stagioni liriche il Teatro Grande offrì anche stagioni di prosa avviate fin dalla sua ricostruzione nel 1810. La gestione della sala era affidata alla Deputazione che affittava il teatro a compagnie di giro che si fermavano a Brescia anche più di un mese; la programmazione prevedeva le stagioni del Carnevale e della Fiera dedicate al melodramma, quelle d'autunno e di Quaresima dedicate alla prosa. Nell'Ottocento, tra gli interpreti più famosi al Grande, vanno ricordati i capicomici Rosa (1835), Carlo Mancini (1838), Luigi Pezzana (1839), Luigi Duse (1842), Adelaide Ristori (1856), Alamanno Morelli (v.) (nonno di Rina Morelli, nato a Brescia nel 1812) che rese popolari in Italia le tragedie di Shakespeare e che fu al Grande nel 1864, nel 1865 con Amleto, nel 1871, nel 1882; e poi Achille Majeroni, Antonio Papadopoli, Giacinta Pezzana, Alessandro Salvini, Ermete Zacconi, Tina Di Lorenzo, Flavio Andò.


Mentre negli anni successivi all'unità d'Italia riscuotono maggior successo gli spettacoli lirici che hanno incassi 10 volte superiori a quelli della prosa, verso la fine dell'Ottocento diminuiscono le serate di prosa al Grande: si fa solo la stagione di Quaresima, accorciata. Le compagnie di giro fanno qualche serata e poi si spostano in altre città. Nella prima metà del '900 tra le presenze di rilievo al Grande: Ermete Novelli, Irma Gramatica, Eleonora Duse. La sera del 6 marzo 1930 fu rappresentata per la prima volta al Grande, con successo, "Aria dè Primaéra", commedia dialettale scritta da Mario Bonardi, Innocente Dugnani, Lorenzo Ridolo. Nel novembre 1953 esordisce al Grande, con "Frana allo scalo nord" di Ugo Betti, il "Piccolo Teatro della città di Brescia" (è la prima cooperativa teatrale nata in Italia) che ruota attorno al regista Renzo Frusca il quale propone un teatro di ricerca. Concluderà la sua esperienza nel 1956. Nel 1962 la "Compagnia della Loggetta" (v.) nel Ridotto rappresenta "George Dandin" di Moliere. La stessa Loggetta alleste nel 1962 due opere avvalendosi di forze solo bresciane ("Euridice" di J. Peri e "Der jasager" di K. Weill) e nel 1963 la piece "Ifigenia non deve morire" di V. Faggi. Dalla stagione 1966-67 le compagnie di prosa vengono ingaggiate dall'Ente Teatrale Italiano (ETI, con sede a Roma). Nel 1974 nasce il Centro Teatrale Bresciano (CTB) (v.), un consorzio a gestione pubblica fra Comune di Brescia, Provincia di Brescia e Regione Lombardia, che inizia l'attività nel 1975, entra a far parte dei teatri stabili sovvenzionati ed è riconosciuto come teatro stabile di prosa nel 1977. Ora è uno dei 13 teatri stabili nazionali. Dal 1984-85 la stagione di prosa al Grande passa sotto il controllo del CTB, diretto dal 1996 da Cesare Lievi.


Dal II dopoguerra si sono alternati al Grande registi prestigiosi, compagnie di grande richiamo e bravi attori quali: Sergio Tofano, Ernesto Calindri, Ruggero Ruggeri, Renzo Ricci, Evi Maltagliati, Emma Gramatica, Elsa Merlini, Cesco Baseggio con il teatro goldoniano, Nino Taranto, Tino Buazzelli, Gino Cervi, Eduardo De Filippo, Salvo Randone, Alberto Lionello, Giorgio Albertazzi ed Anna Proclemer (per la prima volta al Grande nel maggio 1956), Vittorio Gassman (per la prima volta nel 1957), Lilla Brignone (1964), Dario Fo e Franca Rame (1965), Anna Magnani (1967), Mina e Giorgio Gaber, Walter Chiari e Alida Chelli, Rina Morelli e Paolo Stoppa, la compagnia Modugno-Quattrini, Lauretta Masiero, Alberto Lupo, Gabriele Ferzetti, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Carmelo Bene (1975), Franco Parenti, Nando Gazzolo, Ilaria Occhini, Turi Ferro, Gino Bramieri, Valeria Valeri, Enrico Maria Salerno, Glauco Mauri, Lea Massari, Gastone Moschin, Ugo Pagliai e Paola Gassman, Virginio Gazzolo.


Da qualche decennio la prosa è la regina del Teatro Grande: nel 1992 ha incassato in un anno circa 1 miliardo contro i 378 milioni della lirica. Tra gli spettacoli con il maggior numero di presenze in un'unica serata: il recital di Mina e Giorgio Gaber (1970) con 1383 presenze; Carla Gravina e Pino Micol ne "La Locandiera" (1980) 1148 presenze; Domenica Modugno e Paola Quattrini (1970) 1065 presenze; sempre di grande richiamo, spesso con oltre 1000 presenze, Albertazzi-Proclemer, Masiero-Giuffrè, Vittorio Gassman, Alberto Lionello, Salvo Randone, Turi Ferro. Clamorosa la disfatta il 7 aprile 1981 della "Caterina di Heilbronn" di Von Kleist, regia di Massimo Castri.


Con la stagione 2000-2001 gli spettacoli di prosa vengono rappresentati nel rinnovato Teatro Sociale; la stagione dura da novembre a maggio.