SONCINO, Tipografi

Versione del 25 apr 2020 alle 10:08 di Pgibe (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

SONCINO, Tipografi

Considerati fra i migliori stampatori ebrei in Italia furono originari da Spira (Speyer nel Palatinato), uno dei centri del giudaismo medievale dell'Europa settentrionale. Un Moyses (o Mosheh) q. Joseph da Spira si stabiliva il 25 giugno 1394 a Treviso esercitandovi il prestito su pegno. Da qui in seguito all'espulsione avvenuta il 14 giugno 1400 si trasferiva a Cremona dove, due giorni dopo, fondava una società per la gestione di un banco di pegni. L'attività del padre dopo lo scioglimento della società cremonese venne continuata dal figlio Shemuel (Simone) a Bassano (1435) e poi di nuovo nel 1441 a Cremona, ottenendo nel 1442 da Francesco Sforza il permesso di residenza in qualsiasi località soggetta allo stesso Sforza. Grazie a tali privilegi Shemuel si trasferiva ad Orzinuovi per stabilirvi con un socio un banco di prestito sanzionato in seguito da «patti di condotta» rilasciati il 24 luglio 1445 dal doge Francesco Foscari. Shemuel al tempo della guerra tra Milano e Venezia otteneva il permesso di trasferire, per maggiore sicurezza, di nuovo i suoi pegni da Orzinuovi a Brescia. Grazie alla continua protezione di Francesco Sforza, che lo considerava suo "affezionato servitore", il 9 maggio 1454 otteneva di esercitare prestiti a Soncino cioè nello stato milanese.


Morto Shemuel, nel 1460, il banco fu gestito dal figlio Israel Natan (in documenti Donato) che esercitò anche la professione di medico. Questi, passato forse in ragione della professione a Martinengo, nel 1482 assegnava la gestione del banco di Soncino al figlio Yehoshua (Salomone nei documenti) il quale nel 1483 iniziava, per volontà esplicita del padre, quale "opera di Dio" l'attività tipografica. Con l'aiuto di congiunti, specialmente del figlio Gershom e di esperti provenienti dalla Francia e dalla Germania egli con i figli stampò fino al 23 luglio 1489. Nel 1490 pubblicava invece un libro a Napoli, mentre nello stesso anno a Soncino continuava l'attività tipografica il nipote Gershom q. Mosheh che il 30 ottobre 1491 si era, tuttavia, già trasferito con altri parenti a Brescia. A Brescia, come scrive Giuliano Tamani: "Gershom Soncino rimase almeno per un quinquennio durante il quale pubblicò nove libri; l'ultima edizione con colophon apparve l'ultima settimana del mese di maggio 1494. Probabilmente quello stesso anno abbandonò la città, forse in conseguenza delle espulsioni provocate dalle prediche antigiudaiche di Bernardino da Feltre. Il 16 novembre 1497 stampò a Barco l'unico libro che attesta la sua presenza in questo paese, anche se altre due edizioni vengono assegnate allo stesso periodo. Non si conoscono i motivi che lo indussero a scegliere questa località, allora feudo dei conti Martinengo. Non bisogna dimenticare, però, che il suo proavo Shemuel q. Mosheh fra il 1445 e il 1454 aveva gestito un banco di pegni a Orzinuovi, quindi non molto distante da Barco e che, come si è già riferito, suo nonno Israel Natan aveva esercitato intorno al 1482 la professione medica a Martinengo. Barco, comunque, è ricordata dagli storiografi ebrei solo per l'attività di Gershom Soncino. A Brescia e a Barco Gershom Soncino, il più rappresentativo di tutti i tipografi ebrei del Rinascimento italiano tanto da essere definito "exemplar judaicae vitae", stampò, adeguandosi quasi completamente all'indirizzo dei suoi parenti, testi di contenuto biblico, giuridico, liturgico, poetico e narrativo. La preferenza dell'attività tipografica dei Soncino a Brescia e a Barco andò alle edizioni bibliche quali due edizioni del "Salterio", una datata 16 dicembre 1493, un'altra documentata solo da un frammento di quattro pagine; ed, infine, una edizione completa della Bibbia, con vocali e accenti, datata 24-31 maggio 1494, testi tutti destinati ad uso devozionale degli ebrei provenienti dalla Francia e dalla Germania. Tuttavia la Bibbia del 1494, acquistò un valore a sé, in quanto è considerata come la prima Bibbia tascabile che si conosca, usata e postillata dallo stesso Lutero. Oltre la Bibbia del 1494, particolarmente apprezzate sono altre edizioni bresciane di Gershom e del figlio Eliezer in quanto rappresentano, a giudizio degli studiosi e dello stesso Giuliano Tamani "un'autentica innovazione nel panorama editoriale ebraico di quel periodo" e cioè le edizioni della Favola degli antichi (Meshal ha-qadmoni) di Isaac b. Shelomoh ibn Sahula e del Libro delle composizioni (Sefer ha-machbarot) di Immanuel b. Shelomoh da Roma. La prima è una raccolta di favole allegoriche in prosa rimata con protagonisti uomini e animali attribuita a Isaac ibn Sahula (1281). Sembrerebbe, come scrive il Tamani, che Gershom Soncino abbia utilizzato, per la stampa, un manoscritto copiato a Brescia nel 1483; fittizzi comunque il luogo e la data "Brescia 1884" del colophon come ha accertato Luisa Mortara Ottolenghi che ha precisato come, arrivato in Italia per vie sconosciute, il libro fu venduto a un certo Mortara, il quale segnò sul colophon, usando un inchiostro assai diverso da quello con cui è scritto il testo, la data. Collazionando le varie copie manoscritte, la Mortara ha scoperto che i Soncino avevano avuto sottomano la copia ora conservata alla biblioteca di Gerusalemme, inclusa nella "Miscellanea Rothschild". Si tratta, comunque, del primo libro ebraico a stampa interamente illustrato. Notevole anche la pubblicazione del libro delle Composizioni di Immanuel b. Shelomoh considerato da U. Cassuto come "il più notevole cultore che la poesia ebraica abbia avuto in Italia". Un frammento di tale edizione è conservato nella Biblioteca Queriniana, donato a quanto ritiene il Glissenti dal Can. Pietro Tiboni. A Barco, come ritiene Giuliano Tamani, Gershom Soncino stampò sicuramente il 15 settembre 1496, come risulta dal colophon, un libro di preghiere penitenziali (selichot) secondo il rito ashkenazita. Condotto a termine, probabilmente sempre a Barco il 16 novembre 1497, Gershom Soncino aggiungeva un altro volume ai circa 10 del Talmud babilonese già stampati dallo zio Yehoshua Shelomoh. Pure a Barco si ritiene che sia stato stampato, prima dell'8 settembre 1496, un calendario per l'anno 1497 (5257 secondo il computo ebraico) costituito da una sola pagina di cui è stato scoperto l'unico esemplare da non molto tempo. A Brescia o anche a Barco, infine, potrebbero essere stati stampati sia una Salterio sia un libro di preghiere quotidiane, entrambi in sedicesimo, di cui sono pervenuti solo dei frammenti. Al 1497, sempre da Gershom Soncino, vengono assegnate due edizioni che non recano nessuna indicazione bibliografica: la seconda edizione del Meshal ha-qadmoni, già ricordata, e una sezione (Tur orach chayyim) del compendio ritualistico di Y-aaqov b. Asher.


EDIZIONI BRESCIANE DEI SONCINO: Isaac ibn Sahula, Meshal ha-qadmoni, (La favola degli antichi). (Brescia, G. Soncino, 1491); cc. 86, 4°, ill; Immanuel b. Shelomoh, "Sefer ha-machbarot" (Il libro delle composizioni). (Brescia, G. Soncino, 30 X 1491; cc. 160, 4°, ill.); "Pentateuco Meghillot Haftarot secondo il rito degli ebrei francesi e ashkenaziti". (Brescia G. Soncino, 23 I 1492; cc. 222, 4° ill., membr. e cart). Pentateuco Meghillot Haftarot. (Brescia, G. Soncino, 24 XI 1493; 8°, membr. e cart.); "Salmi" (Brescia, G. Soncino, 16 XII 1493; cc.164, 16°); "Salmi" (Brescia, G. Soncino, e. 1493, 16°); "Talmud babilonese". Trattato betzah. Della seconda edizione di questo trattato (la prima fu stampata a Soncino da Yehoshua Shelomoh il 2 II 1484) non è mai stato ritrovato nessun esemplare; probabilmente essa non è mai esistita ma si ritiene stampata a Brescia. "Bibbia" (Brescia, G. Soncino, 24-31 V 1494; cc. 586, 8°, ill., membr. e cart.); "Siddur". Rituale di preghiere quotidiane di rito indeterminato. (Brescia ?, G. Soncino, c. 1495). 16 "Almanacco per l'anno 1499-97" (Luach li-shnat 5257). (Barco ?, G. Soncino, ante 8 XI 1496); c. I, 2°; "Selichot". Preghiere penitenziali secondo il rito ashkenazita. (Barco ?, G. Soncino, 15 IX 1496, cc. 182, 2°); "Talmud babilonese". Trattato Sanhedrin con il commento di Shelomoh b. Isaac e con le Tosafot. (Barco, G. Soncino, 16 XI 1497, cc. 139, 2°); Edizioni stampate in località d'Italia non identificate ma forse a Barco; "Yaaqov b. Asher". Tur orach chayyim (L'ordine del sentiero della vita) (Italia, G. Soncino, c. 1497); "Isaac ibn Sahula", Meshal ha-qadmoni (La favola degli antichi). (Italia, G. Soncino, c. 1497); cc. 66, 4°, ill..