SONCINI Quinto Fabio: differenze tra le versioni

(Nessuna differenza)

Versione delle 10:08, 25 apr 2020

SONCINI Quinto Fabio

(Brescia, battezzato 21 febbraio 1565 - m. nel 1650). Quinto figlio maschio del nob. Giov. Battista (v.) e della nob. Maddalena Foresti. Fu uno dei personaggi più in vista nella vita cittadina per gli incarichi pubblici ricoperti. Dopo aver intrapreso, come il fratello Ippolito (v.), la carriera delle armi (in un elenco presso l'archivio di Stato di Venezia risulta nel 1596 stipendiato ancora come capo d'arme) l'abbandonò definitivamente per dedicarsi alla pubblica amministrazione dopo l'ammissione, nel 1598, al Consiglio generale. Nominato Podestà di Salò nel 1606 fu poi eletto Sindaco (dal 1614 al 1616) ed infine Deputato all'osservanza degli Statuti carica che ricoprì più volte. Fu per oltre 25 anni Deputato "ad civilitates" cioè incaricato dei controlli per ammissione al Consiglio Generale. Fu col figlio Virginio energico sostenitore delle prerogative del Consiglio Generale, patrocinate nel 1644 da Lodovico Baitelli. Fece parte di varie ambascerie pubbliche inviate a Venezia: nel 1620 per la vertenza con Salò, nel 1623 per l'estimo, nel 1624 con Lodovico Baitelli. Fu Console della Mercanzia nel 1600 e nel 1607, Deputato alle ragioni del fiume Oglio, Presidente dell'Accademia degli Erranti, Consigliere dell'Ospedale Grande e Cavaliere di S. Marco. Scrisse una cronaca di casa dal 1587 al 1614 pubblicata in parte dal Guerrini. Andrea Francesconi gli dedicò una composizione in latino di 208 versi dal titolo "Somnii enarratio" (stampata in Alessandria nel 1590). Sposato con la nob. Giustina Zanetti ebbe: Virginio (v.), Giov. Battista (n. 1602, v.) lettore di medicina a Padova e Pisa, il canonico Girolamo (v.), Carlo (v.) Capitano al servizio del Granduca di Toscana, Teodora (1599-1676) e Laudomia (1600-1682) nubili, vissute in casa come Dimesse.