SONCINI Giuseppe: differenze tra le versioni

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Versione delle 10:08, 25 apr 2020

SONCINI Giuseppe

(Brescia, 12 novembre 1850 - 4 aprile 1923). Del nob. cav. avv. Antonio e di Matilde Rota. Nel 1872 si laureò in giurisprudenza a Pavia e dal 1875 esercitò l'avvocatura avendo con sé in studio, per alcuni anni, l'avv. Baldassare Castiglioni. Con Giuseppe Barboglio, l'ing. Giovanni Conti, l'ing. Vincenzo Calini, l'ing. Carlo Tosana fece parte nel 1890 di un comitato promotore, domiciliato presso il suo studio, per l'impianto d'una officina di illuminazione elettrica per privati in Brescia. Appassionato delle belle lettere, di musica e di recitazione fu segretario del Teatro Grande (dal 1894 al 1897) e fece parte dal 1886 del Circolo artistico; recitò in alcuni drammi da giovane e scrisse una commedia dal titolo "La lingua delle donne" (inedita). Nel campo dell'assistenza sociale fu consigliere della Società di soccorso pei disoccupati (dal 1894), consigliere della Società di patronato pei liberati dal carcere (dal 1894 al 1914) ed infine presidente del Collegio convitto femminile Piccinelli che in quegli anni venne trasferito da Vicolo S. Zanino in Contrada del Cavalletto. Negli ultimi vent'anni della sua vita si ritirò a Provezze lasciando il ricordo di un personaggio di spicco a coloro che lo conobbero e lo apprezzarono per la sua squisita e dotta conversazione nella Brescia colta e mondana dell'ultimo quarto di secolo. A Provezze, di cui fu sindaco, si occupò della sua azienda agricola ed il suo vino ottenne un riconoscimento all'Esposizione di Brescia del 1904; fu consigliere della Distilleria agraria cooperativa della Franciacorta, costituita nel 1906 con sede a Saiano. Donò all'Istituto musicale Venturi la ricca raccolta di manoscritti musicali antichi formata da suo nonno G.B. Soncini. Sposò nel 1903 la baronessa viennese Emilia Fluck von Leidenkron q. Giuseppe.