SONÌCO

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SONÌCO (in dial. Sonìch)

Fraz. di Lumezzane S. Apollonio a m. 607 s.l.m. Secondo qualcuno è un aggettivo derivato dal nome personale romano Assonius, o da Azzone o, ancora, dal nome personale Suno. Ma più verosimilmente dal lat. "summus vicus" cioè l'abitato a maggiore altitudine, all'estremità del pago romano, più alto di Montagnone e della chiesa di S. Apollonio. Gli abitanti hanno il nomignolo "i forù". Nel 1610 è Sonigo. Vi è festeggiato, anche se non vi esiste una chiesa, S. Nicola. Nella piazzetta Torcol viene celebrata la Messa e nell'occasione vengono benedetti e distribuiti panini senza lievito nè sale ai quali si attribuiscono la preservazione dal mal di gola e da altri malanni. Nonostante non esistano chiese, non vi mancano segni del sacro. Nel 1875 vi veniva segnalata ancora l'esistenza tra Sonico e Mosniga di una santella con una bella "Deposizione". Su una casa di via Monte S. Michele esisteva un'altra edicola raffigurante la "Madonna col Bambino" chiamata la "Madonna della Fontana" per la fonte scomparsa nel 1984. Esiste ancora in via Valmenzane una santella con la data 1710. A Sonìco, come a Montagnone, si sviluppò, specie nella seconda metà dell'800, la produzione di posate. Nel 1897 si contavano infatti, una ventina di officine.