SOLDO Luigi Pietro

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SOLDO Luigi Pietro

(Nuvolera, 8 febbraio 1820 - Genova, 17 gennaio 1874). Entrato quale cadetto volontario nell'esercito austriaco nel 1832 vi conseguì, due anni dopo, il grado di sottotenente e nel 1842 quello di tenente. Nel marzo 1848 dava le dimissioni dall'esercito austriaco per arruolarsi come capitano in un reggimento di volontari lombardi costituito in Brescia e prese parte alla prima guerra di Indipendenza. Dopo Custoza riparò con il suo corpo in Piemonte, ed in seguito al riordinamento dei corpi lombardi passò nel battaglione dei bersaglieri Manara, allora 10° dell'esercito e con quello fece la campagna del 1849. Dopo Novara, venne destinato al I° battaglione bersaglieri. Si disse che la sua rapida carriera nell'esercito piemontese fosse stata facilitata da favori di corte, più che da meriti reali. Infatti a quei tempi la nobildonna bresciana Pia Gaggia, di un casato che a Nuvolera aveva possedimenti ed era imparentato con i Soldo, era dama di corte a Torino. Nella battaglia di Solferino e S. Martino (24 giugno 1859) guadagnò comunque sul campo la medaglia d'argento. Inoltre venne insignito della Legion d'Onore di Francia. Nel luglio 1859, promosso maggiore, assunse il comando in un battaglione di bersaglieri. Nel 1860 seguì come maggiore dell'esercito il gen. Cialdini inviato nel meridione per incontrare o fermare Garibaldi, e probabilmente fu presente all'incontro di Teano. Fu considerato tradizionalmente un garibaldino, perchè il suo nome appare nell'ordine del giorno di Garibaldi, del 2 ottobre 1860, dopo la battaglia del Volturno contro le formazioni borboniche. La citazione dell'Eroe dei due Mondi dice testualmente: "...Oggi in Caserta e sulle alture si compiva uno di quei fatti d'armi che la storia registrerà tra i più fortunati. I prodi e disciplinati soldati del settentrione, comandati dal valoroso maggiore Luigi Soldo, hanno mostrato di che è capace il valore italiano...". Nel 1861, nel combattimento di Caserta Vecchia, venne insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e venne promosso tenente colonnello comandante del 4° corpo bersaglieri. Nel 1865, ebbe il comando del 57° reggimento di linea, alla cui testa fece la campagna del 1866 e combatté contro gl'insorti di Palermo nello stesso anno. Nel 1868 fu elevato al comando della brigata Umbria, promosso maggior generale nel 1869, e continuò nello stesso comando fino alla sua morte. Sposò la nipote Pia Gaggia, figlia di sua sorella Rosa, dalla quale non ebbe discendenti. A Nuvolera sul palazzo municipale gli venne dedicato un medaglione con effige.