SCUOLA superiore per la valorizzazione dei Beni Culturali, detta anche Scuola di restauro di Botticino

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SCUOLA superiore per la valorizzazione dei Beni Culturali, detta anche Scuola di restauro di Botticino

Prima tra le Scuole regionali di restauro, è stata istituita nel 1969 dalle ACLI di Brescia (tramite il loro Ente di formazione professionale, l'ENAIP) e collocata nell'ex Monastero della Trinità in Botticino San Gallo, appositamente acquistato per deliberazione della Presidenza Faini. Dall'inizio degli anni '70, per impulso dei due iniziatori incaricati dalle ACLI (in quanto responsabili provinciali dell'ENAIP: Antonio Massarelli, direttore e Pietro Segala, presidente), la Scuola di Botticino, al fine di poter migliorare sempre più la propria capacità formativa per la conservazione del patrimonio culturale, ha sviluppato rapporti di collaborazione con i più qualificati organismi culturali e scientifici italiani e stranieri. È stato grazie a queste collaborazioni che le sue attività, per la formazione e l'aggiornamento degli addetti alla conservazione delle opere d'arte, hanno potuto fruire del contributo di ricercatori, tecnici e operatori provenienti da organismi scientifici tra i più qualificati, quali: l'Istituto Centrale del Restauro, l'Istituto di Patologia del Libro, l'ICCROM (l'Istituto dell'UNESCO per i beni culturali), i Laboratori scientifici del British Museum, gli Istituti del C.N.R. per i beni culturali (soprattutto quelli operanti nelle sedi specializzate di Bologna, Firenze, Milano e Padova).


La sua qualificazione, soprattutto fino alla metà degli anni '80, si è andata accrescendo anche per la costante collaborazione di studiosi e tecnici altamente qualificati (tra i quali hanno apportato contributi determinanti, soprattutto: Francesco Amendolagine, Ruggero Boschi, Giampietro Brogiolo, Max Leuthermayer, Germano Mulazzani, Bruno Passamani, Piergiorgio Tempesti). Una delle qualità della Scuola di Botticino è sempre stata quella di ammettere ai corsi da essa promossi (per il restauro e per la documentazione) giovani diplomati. Altra caratteristica, è sempre stata quella di attivare una formazione professionale nella quale il rapporto tra studio e interventi di restauro sul patrimonio culturale fosse sempre costante. È stato grazie a questa permanente strategia che la Scuola dell'ex-Monastero della Trinità ha potuto e continua a svolgere servizi anche per molte Parrocchie bresciane e predisporre mostre dei risultati del proprio lavoro formativo (come quelle allestite nella propria sede quasi ogni anno, a partire dal 1981), e quella dedicata alle "seicento tavolette votive" restaurate nei corsi di restauro svolti tra il 1975 e il 1979, esposta anche (dall'8 al 21 settembre 1979) nella Basilica milanese dei Santi Apostoli e Nazaro a cura del Cenacolo Bramantino e con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune e della Provincia di Milano, dell'Ente provinciale del Turismo di Milano, dell'Istituto di Storia dell'Arte Lombarda, del Centro di cultura G. Puecher di Milano.


Nel 1982 (con la collaborazione dell'arch. Wolfdietrich Elbert, direttore del "Centro europeo di formazione degli artigiani per il restauro architettonico", organismo del Consiglio d'Europa con sede a Venezia) la Scuola ha collaborato con il Museo Diocesano di Brescia nella preparazione e nella conduzione di un corso di aggiornamento per geometri e architetti sui problemi del restauro degli edifici ecclesiastici. Tra il 1969 e il 2000, si sono succeduti alla direzione della Scuola di Botticino: Antonio Massarelli, Pietro Segala, Giuseppe Perini, Gilberto Cereghini, Antonio Cavassa, Carlo Ivan Serino.