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SCHIVARDI Luigi Angelo

(Palazzolo s.0., 5 febbraio 1827 - 17 giugno 1904). Di Giuseppe e di Marta Castagna. Di carattere vivace ma buono e di una discreta intelligenza venne dallo zio prof. don Luigi Schivardi avviato al sacerdozio e finanziariamente aiutato negli studi. Nel Seminario di Brescia fu condiscepolo di Tito Speri e nel 1848 fu tra i seminaristi che in Seminario inneggiarono a Pio IX e a re Carlo Alberto. Sacerdote nel 1852, fu insegnante nelle scuole comunali di Palazzolo e assistente dell'oratorio maschile. L'11 giugno 1859 dopo aver esposto il tricolore all'angolo più in alto della Rettoria di S. Giovanni, con altri del clero di Palazzolo, con la coccarda sulla talare si portò a salutare il gen. Garibaldi di passaggio a Palazzolo. Nel 1860 successe a don Francesco Morandi come rettore di S. Giovanni di Mura a Palazzolo che arredò di suppellettili, dotò di una campana, restaurando la cappella del Suffragio. Nel 1866 ospitò nei locali della Rettoria feriti e malati garibaldini guadagnandosi la stima del sindaco Antonio Sufflico, del poeta prof. Demetrio Ondei, dell'avv. Andrea Mazza Bresciani. Fu instancabile promotore di iniziative ed opere del movimento cattolico quali la Conferenza di S. Vincenzo (1870), la Società Operaia Cattolica (1884), il Circolo Giovanile Cattolico S. Fedele (1890), il Circolo Giovanile della Democrazia Cristiana (ottobre 1902) che promosse la costituzione dell'Unione Cattolica del Lavoro, la Biblioteca Popolare Ven. Alessandro Luzzago, la fanfara Cattolica, la Cassa Depositi e Prestiti, cicli di conferenze e altre attività.


Tra le opere da lui compiute fin dai primi anni del sacerdozio fu il restauro nel 1854 della chiesa della Madonna di S. Pietro presso il Cimitero e il progetto nel 1891-1892 di una nuova e più ampia costruzione, interrotto dalla distruzione il 19 febbraio 1893, della cupola e della statua di S. Fedele sulla Torre del Popolo. Ma le sue cure più attente e intense furono dedicate all'oratorio maschile tanto da meritargli il titolo di "San Filippo di Palazzolo". Nel 1860 trasportò la ricreazione dell'oratorio dalle fosse del Castello nei locali della Rettoria; nel 1868 eresse nella vecchia parrocchiale, utilizzata come chiesa dell'oratorio, il nuovo altare a S. Filippo Neri accanto al quale fece erigere un piccolo monumento a don Pietro Tedoldi. Dotò l'oratorio di una bella biblioteca e di giochi fino a quando nel 1894 diede il via alla costruzione, accanto alla chiesa di S. Sebastiano, di un nuovo ricreatorio con un vasto salone (1899-1900) su progetto dell'ing. Pietro Gasperini. Nel luglio 1940 venne dedicato alla sua memoria, nel cimitero, un monumento funebre con una pietra di Giuseppe Siccardi.