REPARTO Alta Velocità

REPARTO Alta Velocità

Trasformazione alla fine del 1931 della Scuola di Alta Velocità (SAV) (v.) (risalente al dicembre 1927), ebbe come quella la sua sede all'idroscalo di Desenzano. In confronto alla Scuola oltre che perseguirne i medesimi scopi di vincere le sfide di alta velocità specie nella Coppa Schneider ed in altre competizioni del genere, potè godere maggiore autonomia nella elaborazione dei programmi. Nel luglio 1932 Cassinelli seguito da Scapinelli, ambedue del Reparto Alta Velocità, vinsero la Coppa Dal Molin, gara di velocità per apparecchi militari contro americani, francesi, inglesi. Risolto dopo studi e prove il problema dei pericolosi ritorni di fiamma del Macchi Castoldi 72, perduto in un incidente aviatorio il 6 settembre 1932 Francesco Neri, rimase sulla breccia Francesco Agello che il 10 aprile 1933 battè in cinque passaggi, su un circuito predisposto, il record mondiale di velocità alla media di 682 km/h (battendo il precedente, inglese di 655 km/h). Mentre l'aviazione italiana conquistava altri successi (Coppa Bleriot, da Scapinelli, Crociera Atlantica guidata da Balbo) lo stesso Mussolini arrivò a Desenzano (ottobre 1934) per animare alla sfida.


Il 24 ottobre Agello migliorava il suo stesso primato di velocità raggiungendo in quattro passaggi la media di 709 km/h. Il successo venne salutato con grandi manifestazioni da un discorso di F.T. Marinetti che definì Desenzano "città, dell'impossibile volo" ed esaltò l'impresa ne "L'aeropoema del Golfo di Spezia" (1935). Raggiunto un successo di tale prestigio, dopo aver organizzato un 3° e 4° corso velocisti e aver registrato il 6 agosto 1936 la fine tragica del serg. maggiore Ugo Fassio, il Reparto venne nell'autunno 1936 sciolto. Al Reparto, esaltato più volte da D'Annunzio e da altri, venne dedicato nel 1969, in piazza Matteotti di Desenzano, un monumento opera dello scultore Aurelio Quaglino e dell'arch. C. Alberto Bordogna.