PISA, impresa, poi IRCES 55

PISA, impresa, poi IRCES 55

Avviata nel 1872 da Faustino Pisa (1849-1931) viene sviluppata con il sostegno del figlio Pietro (1872-1939) con lavori pubblici in città e provincia: piccoli quartieri ed edifici industriali, la "Fabbrica del ghiaccio" in città. Tali realizzazioni richiamano l'attenzione di Alberto Magnocavallo che, a capo della S.E.B. (Società Elettrica Bresciana), affida all'impresa dal 1898 le prime centrali elettriche di Barghe, Sabbio Chiese, del Degnone e, nel 1904, fra grandi difficoltà, quella più grande del Caffaro. Nel 1908 l'impresa costruisce il palazzo della S.E.B. con la centrale termica e assume molti lavori per gli stabilimenti bresciani. Nel 1911 conta già 60 dipendenti. L'incontro, la collaborazione e il felice connubio fra Pietro Pisa e l'ing. Egidio Dabbeni apre nuove prospettive all'impresa che costruisce in proprio dal 1907 al 1910 i palazzi (tra le prime costruzioni in cemento armato) in corso Magenta, angolo via Crispi, e quello di via Ferramola, angolo via Solferino. Il primo dei due palazzi di corso Magenta fu edificato su gran parte del demolito palazzo che nel sec. XVII era di proprietà Maggi, poi passato ai Luzzago e da ultimo ai marchesi Bagno di Mantova. Dalla grande gronda in legno, è ispirato allo stile del rinascimento. La facciata si divide in tre scomparti tra le lesene bugnate in pietra di Mazzano; in una cornice verde antico, tra borchioni di breccia gialla di Provenza, si legge a caratteri d'oro l'iscrizione "Res hominum ex alto superum spectare voluptas". La facciata è completata al terzo piano da eleganti bifore. La palazzina accanto, in stile floreale, ha facciata a bugne e con balconi, dall'ampia gronda a cassettoni con audaci nudi femminili di Gaetano Cresseri. Il palazzo di via Ferramola consiste in un imponente gruppo di case con facciate in stile barocco; costruito negli anni 1911-13, venne considerato come uno dei migliori palazzi moderni. Ad essi seguono gli arditi progetti dei quartieri Giardino, quale quello di porta Trento, costruiti appena fuori le ex mura venete. Nel 1927 l'impresa Pisa ottiene l'appalto della copertura del Garza; negli anni seguenti prosegue poi nelle costruzioni in cemento armato, tra cui il palazzo di via Diaz 9, progettato dall'arch. Angelo Bordoni. In aiuto a Pietro Pisa vengono i figli: Battista, perito edile, Riccardo, ingegnere, Ferruccio, geometra, e a quindici anni dal primo, Emilio, ingegnere, che sviluppano l'azienda con imprese coraggiose quali il primo tratto di via Oberdan, il Grattacielo di piazza della Vittoria, costruito dal 1929 al 1932, a quel tempo uno dei più alti edifici d'Europa. Nel 1934 l'impresa allarga la sua attività in Somalia, dove muore in un incidente aviatorio Riccardo e dove attraverso la Anonima Bresciana Costruzioni (A.B.C.) costituita con altre imprese, vengono costruiti ponti e strade. Dopo la morte di Pietro l'impresa passa completamente ai figli che operano a fondo nel periodo della ricostruzione, quando i Pisa riedificano, con l'ing. Mario Moretti, il palazzo dell'Adriatica con il Cinema Adria (ex Palazzo) e il bar Principe, nuove case di abitazione e poi i condomini. Nel 1955 la vecchia "Società Anonima Pisa Faustino" si trasforma in "IRCES 55" (Imprese Riunite Edili Stradali ingg. Pisa e C. S.p.A.), con sede in Brescia, corso Magenta n. 29, che realizza opere sempre più imponenti, soprattutto grandi lavori autostradali come viadotti, gallerie e manufatti vari sulle autostrade del Sole, della Serenissima, della Milano-Laghi, della Brescia-Piacenza, del Brennero, della Napoli-Bari, della Genova-Savona, dell'Adriatica, della Rapallo-Sestri, della Voltri-Alessandria, la strada da Palermo all'aereoporto di Punta Raisi, il ponte di Peschiera sul Mincio, l'Italcementi di Mazzano oltre al Cementificio Italcementi di Porto Empedocle (Agrigento), realizzato tra il 1965 e il 1972, ecc... L'impresa assorbe poi, nei primi anni Sessanta, la "Anonima Bresciana Costruzioni" (cui si aggiunge l'apertura, in Sicilia, dell'industria di prefabbricati C.P.C., Costruzioni Prefabbricati Cemento, con stabilimento realizzato a Palermo nel 1971-72) eseguendo importanti lavori in Sicilia come stabilimenti, strade dell'Anas, opere di bonifica e cementarie ecc. passando sotto la guida dell'ing. Emilio Pisa, che opera assieme a Pietro figlio di Riccardo, Pierluigi e Riccardo figli di Battista e Giancarlo figlio di Ferruccio. L'espansione in Sicilia costò la vita dell'ing. Pietro Pisa ma non rallenta l'espansione delle imprese Pisa e specie della IRCES che finito il periodo dei lavori autostradali, si riorganizza per lavori civili e industriali in Italia e all'estero, costituendosi in consorzio, il "CORIB" (Consorzio Romagnoli-Irces-Bettoni) con le imprese "Enrico Romagnoli spa" di Milano e "Bettoni F.lli spa" di Castegnato, eseguendo grandi lavori in Arabia Saudita (tra cui il complesso di ponti e svincoli per la tangenziale di Gedda realizzati tra il 1979 e il 1983), nel Kuwait e in Libia. Nel 1984-90 la C.P.C. fornisce tutti i prefabbricati per la costruzione dell'aula bunker del Tribunale di Palermo, adiacente al carcere dell'Ucciardone, e per quelle dei tribunali di Catania e Caltanissetta. A Brescia la IRCES continua a lavorare intensamente costruendo tra l'altro il Centro polivalente - Ambulatori INAIL (1980-1983), la sede di Brescia del Banco di Roma (1980-1984), il complesso di S. Anna per la Gescal, la nuova questura di S. Polo (1981-1991), la centrale del teleriscaldamento, l'ospedale di Esine (1980-1992). Tra gli ultimi lavori: la Caserma dei Vigili del Fuoco di via Oberdan (1982-1988), il Garda Golf di Soiano del Lago (1985-1992), il Crystal Palace di Brescia (alto 110 m. costruito tra il 1989 e il 1992), la facoltà di Ingegneria di Brescia (1989-1991), il Centro direzionale Fiat a Borgo S. Paolo (TO) (1982-1984), la sede e il Centro direzionale dell'Alitalia a Roma (1987-1991), la Centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio (MN) (1980-1983) e numerosi centri commerciali (Padova, Vimodrone, Lissone, Casoria, Rezzato, ecc...) e tra il 1985 e il 1996 il nuovo carcere di Palermo e l'adiacente nuovissima aula bunker. Nel 1990 la IRCES 55 è operativa con costruzioni per oltre 100 miliardi l'anno e con ordini che superano i 300 miliardi. L'azienda si è notevolmente ingrandita ma non tanto da reggere da sola la fortissima concorrenza ed un ulteriore sviluppo. Per questo motivo l'impresa Pisa ha preferito sacrificare la conduzione unica della famiglia, che si reggeva sulla Bresciana Finanziaria, per confluire, alla metà degli anni Ottanta, nella Finbrescia, la maggior finanziaria bresciana facente capo a Mario Dora, alla famiglia Pisa e alla Compagnia Bresciana Investimenti (C.B.I.) di Antonio Spada e Piero Franzini. Alla fine del 1990 ha una nuova finanziaria di controllo operativa anche e soprattutto all'estero, la SITUR (di cui non fa più parte la C.B.I. di Spada) ed ha come nuovi partner l'Istituto San Paolo Finance e il gruppo Gaic Monforte, che acquista il pacchetto di maggioranza (53 %) della società turistica Valtur, ed inizia a sviluppare la propria attività anche nel settore dei megaparchi a tema (Mirabilandia a Savio di Ravenna (1990-1992), Aqualand a Vasto (Ch) (1992) ecc...). Ora l'attività consueta prosegue soprattutto in Germania e già una nuova generazione di Pisa è entrata nella conduzione dell'impresa.