PAGNONI Armanno

PAGNONI Armanno

(Creto, Trento, 19 maggio 1849 - Brescia, 25 aprile 1906). Di Carlo e di Candida Pialorsi. Come ha scritto Ugo Vaglia, «Il Pagnoni, giovane studente d'ingegneria nel 1866 si arruolò fra i volontari garibaldini combattendo a Montesuello. Fatto prigioniero, venne con altri trasferito a Trento e rinchiuso nel Castello del Buon Consiglio, ove soffrì un anno di atroce prigionia e fu poi processato sotto l'accusa di tradimento. Durante il processo egli seppe costantemente negare, con fermezza, che la famiglia fosse consapevole del suo arruolamento, anche quando la Commissione lo faceva assistere alla fucilazione degli amici suoi concaptivi con la formale promessa che solo desistendo dall'inutile diniego avrebbe sfuggito l'infamante pena. Ottenuta la liberazione per il cambio dei prigionieri voluto dal Generale, potè riabbracciare la famiglia a Vestone, dove si era nel frattempo ritirata per sottrarsi alle vessazioni del Governo, e dove il padre ing. Carlo aveva ottenuto l'incarico di Ispettore Forestale di quella vasta zona montana. Non potendo continuare gli studi intrapresi, causa una grave malattia contratta in carcere, seguì in Padova i corsi d'architettura». Nel settembre 1878 si trasferì a Brescia ed entrò come vice cancelliere nell'Ufficio del Genio Civile e costruì case delle quali fu apprezzata l'architettura, come quella di stile Liberty del conte Corniani a Porta Stazione, casa Tirandi, un gruppo di case di via Vincenzo Foppa, rosseggianti di mattoni, con bifore e trifore decorate di ceramiche. Progettò l'Ossario di Montesuello (inaugurato il 25 luglio 1885). Suo inoltre il progetto di villa Bertelli sulla rocca di Nozza. Con l'arch. Melchiotti e l'ing. Arcangeli costruì nel 1886 il Tiro al Bersaglio o Tiro a segno di Brescia.