PADOVA. Collegio Lambertino

PADOVA. Collegio Lambertino

Padova fu per secoli, e specie sotto la Repubblica Veneta, uno dei poli universitari più importanti per i bresciani. Divenne il punto di riferimento obbligato della gioventù studiosa specialmente dall'avvento della Serenissima (1426) che con reiterati decreti (1444, 1458 ecc.) e con la minaccia di gravi pene cercò di distornare gli studenti dallo Studio di Bologna. A Padova insegnarono illustri professori quali il Calfurnio per le lettere, Pier Maria Bagnadori detto il Manerba (di Orzinuovi) per il diritto, Francesco Cavalli e più tardi Gerolamo Donzellini per la medicina, Graziano da Brescia, Lorenzo Calcagno, Giovanni Ducco, Lanfranco Oriani, Paolo Baratti, Tomaso Girelli, Pietro Acquani, l'Avogadro ecc. Il sopravvento dei francesi nel 1509 dirottò gli studenti bresciani sull'università di Pavia, che anche con il ristabilimento della Repubblica Veneta rimase il secondo polo universitario per Brescia. A Padova nel 1463 gli studenti bresciani erano obbligati a frequentare nonostante la peste. Anzi, nel 1673, Venezia imponeva che solo dottori in legge laureati a Padova potessero trattare cause a Brescia.


Il 27 giugno 1509 benchè lo studio fosse chiuso per gli eventi della guerra fra Spagna, Francia e Impero, il bresciano dott. Gerolamo Lamberti, detto "il medico sordo", legava la sua sostanza per la fondazione ed il funzionamento di un collegio universitario bresciano da lui poi chiamato Lambertino. Il collegio venne ospitato nella sua casa in contrada S. Lucia. Fu amministrato dalla città di Brescia e destinato agli studenti di medicina. Il collegio rimase autonomo fino al 1772, anno nel quale il governo veneto lo incorporò nel Collegio di S. Marco, appena costituito, mentre la casa Lamberti fu per decreto dello stesso governo venduta nel 1779. A Padova con l'aiuto dell'avv. Giuseppe Tovini, nel 1894 veniva aperto dai Gesuiti un pensionato universitario frequentato anche da studenti bresciani.