PACE

PACE

Oggetto in oro e più frequentemente in argento nel quale sono raffigurate solitamente la Pietà o la Risurrezione con o senza santi. Veniva offerto da baciare ai fedeli durante la Messa solenne di Pasqua e in altre solennità. Nel Bresciano ne esistevano di grande valore. Fra essi la "Pace" dell'Abbazia di Rodengo, del sec. XVI "mirabile lavoro" che F.L. Fé d'Ostiani riteneva fosse di Antonio da Brescia o di uno dei Delle Croci. È a forma di edicola, affiancata da lesene e sormontata da un fregio e da un coronamento a lunetta. Di bronzo dorato ricca di fregi, essa porta tre lastrine lavorate a niello: la rappresentazione della Pietà nel riquadro maggiore, l'Annunciazione nella lunetta e la scritta "Pacem meam do vobis". Adriano Peroni ha sottolineato come: «le figure della deposizione sono ambientate in un paesaggio glabro che, per certi particolari, ricorda quelli dipinti dal Civerchio, cui richiamano anche le figure, non tanto per l'impostazione iconografica della scena, quanto per più intime affinità, per una certa «drammatizzazione» della forma, per il fitto e cristallino panneggiare, caratteristiche che permangono anche nell'atmosfera meno esagitata della lunetta. Nulla abbiamo, scrive ancora il Peroni, tra i nielli visti fin qui che si possa comparare con la «pace» di Rodengo per altezza di raggiungimenti espressivi, e non esistono possibilità di confronto soddisfacenti nemmeno con opere eseguite con altra tecnica dai maggiori orafi bresciani». Questo oggetto di straordinaria bellezza venne venduto nel 1858 dalla fabbriceria di Rodengo a Camillo Brozzoni ed è oggi nei Museo di Brescia. Notevoli sono inoltre una Pace rappresentante la Pietà con ai lati due santi, in lastra d'argento cesellato della chiesa parrocchiale di Gardone V.T. (sec. XVII), una pace raffigurante la Pietà e la Risurrezione a forma di tempietto di metallo dorato e una raffigurante la Pietà tutta in argento, di Borgo Poncarale.