OSPEDALE dei Bambini "Umberto I" o Ospedalino

OSPEDALE dei Bambini "Umberto I" o Ospedalino

L'idea della fondazione di un ospedale dei bambini partì da Cremona il 2 aprile 1887 quando il presidente dell'analogo istituto invitò all'inaugurazione dello stesso il dott. Pier Mattia Fontana che dell'avvenimento diede relazione nel periodico "Vita" da lui diretto. L'ospedale fu preceduto dalla realizzazione di un Istituto o asilo per rachitici istituito nel 1889, con deliberazione del Consiglio Comunale del 27 agosto 1900. A tale scopo il Comune destinò la somma di 50 mila lire già deliberata il 31 luglio e il 27 agosto 1900 dal Consiglio stesso come contributo a favore di una nuova istituzione di beneficenza da intitolarsi al re Umberto I, assassinato a Monza. In tale circostanza venne nominata una Commissione composta da sette membri allo scopo di provvedere «ai mezzi più adatti alla realizzazione di tale opera filantropica». Di essa fecero parte il dott. Fontana, i conti Giacomo e Federico Bettoni, il dottor Carrara. Il 24 marzo 1901 presso l'Ateneo si costituì, a tal fine, anche un speciale comitato composto da signore. Per la realizzazione di quest'Istituto il 3 agosto 1901 il Consiglio Provinciale stanziava una somma di 20 mila lire cui si aggiunsero 10 mila lire della Congrega Apostolica, mentre il 25 novembre dello stesso anno il Consiglio Comunale approvava lo statuto dell'Opera Pia Ospedale dei Bambini Umberto I che ne fissava lo scopo (art. 3) di "accogliere e di curare i bambini dai 2 ai 7 anni, poveri d'ambo i sessi della città e provincia di Brescia, ammalati di malattie acute, mediche e chirurgiche" . Il I giugno 1902 l'Ospedale veniva inaugurato e il I luglio veniva aperto in locali ricavati nel reparto dell'ospedale Civile già riservati a malattie cutanee. In esso venne posto un busto del re Umberto I con una lapide che recitava: «Per impulso di cuori generosi / Auspice il Comune / e sacro alla Augusta memoria / di Re Umberto I / questo spedale dei bambini / suggerito dall'arte salutare / é sorto / nuovo prezioso monumento / della inesausta carità / bresciana / XXV maggio MCMII». Con decreto reale in data 25 luglio 1902 l'Ospedale dei Bambini veniva eretto in Ente morale autonomo. Il Comitato promotore, oltre al Dott. Pier Mattia Fontana, era composto da: Carlo Baresi, dott. Luigi Bazoli, Conte Ing. Giacomo Bettoni, Conte Federico Bettoni, Avv. Carlo Bonardi, Dott. Prof. Giuseppe Carrara, Tommaso Guidetti, Dominatore Mainetti, Dott. Giovanni Materzanini e Ing. Pietro Togni. Il Comitato delle Signore era composto dalla Contessa Vittoria Valotti, dalla Contessa De Rosmini, dalla Contessa Teresa Bettoni Scati di Casaleggio e dalla Signora Giuseppina Fontana Migliavacca.


Alla sua fondazione l'Ospedale dei Bambini disponeva di 12 letti che però dopo pochi mesi furono elevati a 20 e dopo circa un anno furono elevati a 40, di cui 20 per il Reparto Medico e 20 per il Reparto Chirurgico. Alla direzione del Reparto Medico venne chiamato il Prof. Dott. Giacomo Bontempi, al reparto chirurgico venne chiamato il dott. Antonio Magrassi. L'istituzione venne sostenuta da numerosi benefattori che annualmente si riunivano in assemblea. Nel 1904 venne inaugurata al piano superiore una nuova infermeria capace di 24 letti. Due nuove epigrafi vennero poste una per ricordare la visita nel 1904 di re Vittorio Emanuele III e l'altra in memoria del dott. Pier Mattia Fontana.


Fin dai primi anni l'Ospedalino si dimostrò insufficiente ai bisogni della città e dei comuni limitrofi, per cui fin dal 1907 venne acquistata sul lato ovest di Campo Marte, di fronte allo Stabilimento Conti l'area per costruire una nuova sede. Un po' di respiro venne trovato nell'anno 1911, quando la signora Teresa Nava Contrini lasciò alla sua morte una villa con annessa casa rustica, sita ai Ronchi di via Pusterla, attualmente via S. Rocchino, allo scopo di ospitare i bambini convalescenti dell'Ospedale «Umberto I»; cosicché l'efficienza dell'Ospedale si portò da 40 a 50 letti.


Nel dopoguerra il problema di una nuova sede si impose nuovamente per cui nel 1922 venne bandito un concorso di progetti fra i quali nel dicembre venne scelto quello degli ingegneri Griffini e Maifredi di Milano. Questo progetto però non venne mai realizzato dato che la scelta cadde invece su un edificio non lontano dalla sede occupata. Nel 1917 la prefettura avanzò la proposta che rimase tale di raggruppare l'Ospedale dei bambini e l'Istituto Rachitici il quale andava oramai esaurendo la sua funzione. Occupato durante la guerra da un ospedale militare, nel dopoguerra dalle Scuole Tecniche municipali, e rimasto finalmente libero nel 1923, l'Ospedale dei bambini finì con l'occupare la sede dell'Istituto Rachitici. Paride Marchesi curò il progetto di ristrutturazione degli ambienti in modo che nel novembre 1923 vi si potesse accogliere l'ospedale che fu inaugurato il 20 gennaio 1924. Nel frattempo il 26 gennaio 1923 l'Ospedalino si era avvantaggiato di una nuova e più favorevole convenzione con il Comune di Brescia. Si arrivò così a fondere i due Enti, nelle: «Opere Pie Raggruppate Ospedale dei Bambini Umberto I e Istituto Rachitici». A seguito di detto trasferimento, l'Ospedale segnò un grande progresso poiché i letti disponibili furono portati da 50 a 95. Nel 1930 vennero aperti i gabinetti di radiologia e di otorinolaringoiatria. Nel 1933 dopo un ulteriore crescente bisogno di posti letto, l'Amministrazione dell'Ospedale decideva di ampliare e di adattare la casa sui Ronchi, portandone la capacità a 80 letti e trasformandola in una vera e propria sezione ospedaliera che, in omaggio alla donatrice, fu chiamata Sezione «Nava-Contrini». In questo ampliamento trovò più comoda sede il servizio otorinolaringoiatrico. L'Ospedale venne così ad avere una capienza complessiva, tra Sede e Sezione di 180 letti e nel 1939, con decreto 9 marzo n. 7712, Divisione Sanità, divenne Ospedale specializzato di prima categoria. Le degenze salirono da 21.224 giornate nel 1922 a 29503 nel 1924, a 45.558 nel 1932, a 60.825 nel 1935 e a 75.000 nel 1940. In base ad una richiesta del 10 maggio 1939 da parte del commissario prefettizio nel luglio seguente il Rettorato Provinciale dava parere favorevole al raggruppamento dell'Ospedale dei bambini e dell'Istituto rachitici con gli Ospedali Civili di Brescia pur rimanendo strutturalmente separati da questo. Nel 1942 la sezione Nava-Contrini si arricchiva di un centro di cura della paralisi infantile. Danneggiato durante la guerra da bombardamenti aerei l'Ospedale venne, in tale periodo, sfollato alla Torricella di Cellatica, presso le Suore di Santa Antida Thouret. Appena cessate le ostilità venne riparato il fabbricato sinistrato ed il numero dei letti elevato a 210 e nel 1948-49, grazie ad un concorso dello Stato, tutto il fabbricato venne sopraelevato di due piani. Nel febbraio 1951 il prof. Marco Bergamini direttore della rivista "Il Latte" esprimeva la sua ammirazione per lo sviluppo dell'istituzione.


Al progresso dell'iniziativa diedero un contributo rilevante oltre alle signore Teresa Nava ved. Contrini, la. contessa Adele Martinengo (che donò tutta la sua sostanza ed una casa in contrada della Pace), Luigi Pasinetti (che donò un'abitazione civile ed una casa colonica in via Luciano Manara), Carlo Pini (che donò una casa in via Carmine). Somme rilevanti vennero all'istituzione da Giuseppe Cristofoletti, Giovanni Zucchi, Andrea Riccardi, rag. Alghiso Feltre, Gerolamo Grazioli, la contessa Ceni, Antonio Battisti, la ved. Conti ecc. Rosa Zola donò l'impianto radiologico. Larga l'elargizione di Italo Folonari. Nel 1950-51 venne eseguita la sistemazione del piano terra: reparto di 1° accompagnamento; gabinetto di Radiologia; ambulatori ed uffici amministrativi. Vennero inoltre costruiti la nuova chiesetta ed i gabinetti di Analisi cliniche e rimodernati gli ambulatori di Medicina, di Chirurgia e di Otorinolaringoiatria. Nel 1955 vennero iniziati i lavori di ampliamento alla Sezione «Nava-Contrini», l'ala lato nord con la costruzione di una nuova Divisione di Otorinolaringoiatria di n. 60 letti con sala operatoria dotata di un moderno tavolo operatorio con lampada speciale senza ombra e attacchi a colonna per specchio di Clar, di aspiratori, di bisturi elettrici e di un complesso di sterilizzazione monoblocco, con sala di broncologia, dotata di tavolo speciale per broncoscopia e apparecchiature relative; con laboratorio per analisi e ricerche cliniche modernamente attrezzate con stufe, centrifuga e microscopio. Nel 1958 vennero iniziati i lavori di costruzione ex novo all'ala lato sud della Sezione «Nava-Contrini», costruendo un'appendice della Divisione Otorinolaringoiatrica elevando i letti da 60 a 87, più alloggi per 8 nutrici e 15 accompagnatrici. In detta ala venne costruito il reparto sussidiario di Medicina, costruendo 4 sale per un totale di 32 letti. Oltre alla costruzione del nuovo ingresso, di uffici vari, della biblioteca dei medici, della Divisione Otorinolaringoiatrica e di nuove sale modernamente attrezzate con impianti televisivi, vennero costruiti un Centro termale ed un Centro audiologico. Il Centro termale è dotato di sala per nebulizzazioni aerosol e polverizzazioni salso-sulfuree con speciali attrezzature. Il Centro audiologico è composto di una moderna camera silente e di una relativa precamera e dotato di un audiometro tonale, di un complesso registrazioni psicogalvaniche, peep-show per esami audiometrici e di un audiometro vocale. L'Amministrazione dell'Ospedale sostenne per l'ala nord una spesa di circa L. 50.000.000 e per l'ala sud una spesa di circa L. 90.000.000. L'attuale capienza della Sede e della Sezione è di N. 440 letti.


Fin dal 1973 venne posto nel piano ospedaliero regionale il problema dell'assorbimento dell'Ospedale dei bambini da parte dell'Ospedale Civile. In un primo tempo venne individuato un nuovo complesso ubicato a sud del cavalcavia Kennedy, successivamente si propose la zona di Brescia sud, e infine, l'Ospedale Civile stesso con la creazione di un dipartimento autonomo ostetrico-pedriatico. Sforzi vennero compiuti per salvare l'ospedalino tanto che la sede di via Vittorio Emanuele venne arricchita, nel 1983, di modernissime sale operatorie ed altri servizi. Un nuovo reparto di clinica pediatrica venne aperto al Ronchettino il 27 settembre 1988. Nel 1988 presso l'Ospedale Civile venivano aperte le divisioni di pediatria e di neuropsichiatria infantile e nell'aprile 1989 si chiudeva il Ronchettino. In via Vittorio Emanuele rimanevano in funzione le divisioni di chirurgia pediatrica, ortopedia, otorinolaringoiatra e i servizi di radiologia, cardiologia, la rianimazione e nel febbraio 1992 la T.A.C.. Nel frattempo tuttavia, veniva programmato il trasferimento da eseguirsi entro l'anno 1984 di tutto l'ospedalino compreso il Ronchettino presso l'Ospedale Civile. Nell'immobile di via Umberto I dovrebbe trovare posto la sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Brescia.


Presidenti: Manara ing. Michele (1939), Montini ing. Vittorio (12 maggio 1945), Soncini ing. Giovanni (15 aprile 1955), Pietra cav. Oddino (11 giugno 1962), Secchi Villa avv. Adriano (3 settembre 1966), Morandini dott. Flaminio Giuseppe (dal 13 marzo 1970 al 1977), Angelo Coen (dal 1977).