ORDINE del Cardo

ORDINE del Cardo

Sodalizio internazionale di spiritualità e solidarietà alpina dal motto "Nemo me impune lacesset" , istituito a Milano il 18 novembre 1947 dallo scrittore prof. Sandro Prada di Antédone con l'intento di riconoscere e premiare le estrinsecazioni più nobili dell'uomo in montagna e di additarne gli esempi migliori. Il sodalizio attrasse subito l'interesse dell'opinione pubblica, delle autorità, della stampa affermandosi sempre più. Il suo statuto afferma che l'Ordine del Cardo si propone di riconoscere il valore, l'eroismo e l'abnegazione umana in montagna; onorare il merito nella cultura, nell'arte e in ogni altra forma spirituale che nobiliti l'amore alla montagna; promuovere opere di solidarietà e di spiritualità alpine. Emblema dell'Ordine è una Stella a sette punte al cui centro sta un fiore, il cardo alpino (Carlina acaulis). I membri dell'Ordine si classificano in: Membri di merito, distintisi per merito speciale nella solidarietà e nella spiritualità alpine. Entrano di diritto nel Sodalizio dopo aver ricevuto la Stella del Cardo o altro premio di solidarietà e spiritualità; Membri e Dame d'onore: coloro che, per lustro e collaborazione, hanno meritato l'onore di far parte dell'Ordine. Possono fregiarsi della Stella del Cardo; Membri di elezione: coloro che partecipano costantemente alla vita del Sodalizio con opere e oblazioni. Dal 1947 l'Ordine del Cardo distribuisce annualmente alla vigilia di Natale, in base alle decisioni di una apposita giuria, i premi della solidarietà alpina ("Stella del Cardo" in oro) e con l'occasione vengono pure assegnati da altra giuria i premi della spiritualità alpina per la prosa, la poesia, la pittura, la musica e il giornalismo. Tra i bresciani insigniti della "Stella del Cardo", cavalieri della montagna, ricordiamo: Giuseppe Mondini guida alpina da Pezzo, per solidarietà alpina; Edoardo Marcello Faustinelli guida alpina da Pezzo, per salvataggi in montagna; don Mario Marniga parroco di Piamborno, da Corteno Golgi, per l'opera di cappellano nei cantieri della Val d'Avio (Adamello); mons. Giuseppe Bonomini cappellano militare del 4° C.d'A. a Bolzano, da Collio, per attività inerenti all'Opera Naz. Chiesette Alpine; don Gianni Donati da Ponte di Legno, per solidarietà alpina; nob. avv. Giovanni Brunelli da Brescia, per la fondazione e la lunga presidenza dell'Opera Naz. Chiesette Alpine e per produzione di musica alpina; cav. Giovanni Faustinelli guida alpina da Ponte di Legno, per salvataggi in Adamello e creazione Bivacco "Amici della Montagna" a P.ta Lagoscuro con annessa raccolta di cimeli della "Guerra bianca"; cav. rag. Enzo Franzoni alpinista da Brescia, per la rivalorizzazione del cimitero di guerra italo-austriaco al Mandrone (m. 2412) in Adamello e per produzione di poesia alpina; Francesco Veclani guida alpina da Pezzo, per solidarietà alpina; don Giulio Schivalocchi da Bagolino, per salvataggi e per attività inerente all'Opera Naz. Chiesette Alpine; Maria Corsini in Salvaterra custode del Rif. "Dodici Apostoli" in Brenta, da Nave, per soccorsi e dedizione alpina; cav. Sperandio Zani guida alpina da Temù, per solidarietà ed eroismo nella "Guerra bianca" e per ricupero di numerosi Caduti in Adamello; dr. Vittorio Martinelli scrittore da Brescia, per l'epopea alpinistica e storica descritta nei quattro volumi "Adamello Ieri-Oggi"; Giovanni Asticher guida alpina da Temù, per costruzione di bivacchi e teleferiche e per salvataggi di alpinisti e ricupero di Caduti in Adamello; p.i. Franco Solina alpinista da Brescia, per spedizione onde ricuperare alpinisti morti nelle Ande Patagoniche; Savillo Rivetta guida alpina da Canè, per salvataggio su ghiacciaio e per partecipazione ai lavori di ampliamento al Rif. "Caduti dell'Adamello".