ORDINANZE o Cernide

ORDINANZE o Cernide

Vennero così chiamate le milizie territoriali reclutate nei comuni per il servizio militare di ambito locale. Secondo qualcuno sarebbero state chiamate cernide fino al 1516. «Erano composte di tutti gli uomini, dai 18 ai 34 anni, atti a portar le armi, i quali, senza essere obbligati ad alcun servizio militare stabile, potevano però essere chiamati a prestare un servizio temporaneo, la cui durata non oltrepassava i due anni. Finito il bisogno, le cernide rientravano ai loro focolari, depositavano le armi nelle «Camare» dei comuni e ciascun individuo ritornava alle primiere occupazioni, contento d'aver veduto nuovi paesi, d'aver sentito il tuonar delle bombarde e poscia dei cannoni, e maneggiato più o meno bene le affidategli armi in servizio del serenissimo Principe. Quelli che rimanevano in patria, formati in centurie e compagnie, dovevano difendere le fortezze, i passi minacciati, i luoghi non occupati dall'armata belligerante». Secondo qualcuno le cernide oltre che alla difesa territoriale come le ordinanze, venivano destinate anche alle scorrerie, al guasto delle fortificazioni nemiche. Le milizie dipendevano dal Capitano ed erano soggette ad un addestramento molto più intenso, comportando con ciò un onere maggiore.


Il Bresciano fu uno dei territori che diedero maggior numero di ordinanze. Nel 1446 durante la guerra contro i Visconti diede 2300 uomini, 2000 nel 1447. Nel 1560 erano 2500 su 15.600 su tutto il territorio. Tale numero rimase invariato per molti anni salvo che nel 1664 quando salì a 3449 uomini. A nulla valsero le proteste della città dal 1664 in poi in seguito al continuo aumento delle truppe reclutate. Ma nel 1789 era ancora conservata la cifra stabilita nel 1589.


I Regolamenti stabiliti nel 1593 prevedevano che i capitani dovevano essere stati alla guerra ed aver fatto qualche campagna o per terra o per mare con un grado autorevole, od aver servito per 3 anni nella qualità di sergente maggiore dei colonnelli o governatori sopra le ordinanze, oppure sergente in un'ordinanza particolare per cinque anni. Erano obbligati a stare nelle case date loro dai comuni nei luoghi a loro assegnati; sapere la lingua ed il dialetto parlato dai soldati ai quali comandavano, e se per caso avveniva che alcuni di essi fossero scelti per stare nei possedimenti di levante, dovevano provare di sapere la lingua greca per esservi trasferiti. Il loro stipendio era di ducati dieci per paga a paghe otto all'anno, oltre cinque tasse al mese, il che faceva in tutto ducati 123, lire 3, soldi 8 annui. Il capitano eletto, entro il termine di un mese presentava il suo sergente od ai rettori della città od al Savio di terra ferma. Il capo di cento comandava 110 cernide, ossia una centuria. Varie centurie poi componevano una compagnia comandata dal capitano e dal sergente in sua assenza. I capi di cento dovevano essere stati, per coprire quel posto, caporali per 3 anni; avevano 6 ducati all'anno di paga; sottoposti a loro 5 caporali, i quali venivano eletti nei villaggi che avevano maggior numero di soldati. Ciascun capo di cento sceglieva l'abitazione nel paese principale fra quelli che concorrevano a formare la centuria; tenevano copia nominativa di tutte le squadre; ogni caporale comandava una squadra e di questa dovevano tenerne nota, scrivendovi oltre il nome e cognome, l'età, l'arme e la abitazione. Ogni compagnia aveva un alfiere che portava l'insegna inalberata tanto alle mostre particolari che alle generali. L'alfiere era eletto dal capitano e confermato dal generale delle fanterie. I tamburi dovevano essere eletti fra persone pratiche nell'arte; abitavano vicino al capitano ed avevano due ducati al mese, oltre a due tasse, ed un mezzo ducato in occasione di mostre. Particolari regolamenti fissavano l'età, la condizione civile e familiare (erano esclusi i servitori, i poveri, i senza fissa dimora, i capifamiglia, ecc.). La ferma durava 14 anni. Le armi venivano pagate dai comuni, le cui caratteristiche erano fissate con precisione e marcate con l'impronta di S. Marco e il bollo del comune. Presso ciascun colonnello vi erano addetti armaioli per la cura delle armi. Le ordinanze si tenevano in esercizio con adunate annuali e mensili chiamate «mostrini» se periodiche o mostre generali, la cui spesa era a carico del comune ospite. In pratica i piccoli comuni riuniti tra loro davano tante ordinanze da formare una centuria, comandata da un capo di cento, divisa in 5 squadre con 1 caporale per ciascuna. Varie centurie formavano una compagnia con 1 capitano, 1 sergente, l'alfiere ed un tamburino. Le varie compagnie formavano un battaglione dipendente da un capo e questi tutti obbedivano al capitano generale.