ONOFRI Giuseppe Maria

ONOFRI Giuseppe Maria

(Brescia, 7 gennaio 1803 - 24 giugno 1878). Di Girolamo e della contessa Clara Balucanti. Consacrato sacerdote il 30 ottobre 1825, il 5 giugno 1826 entrava fra i Padri della Pace dove emise la professione il 19 novembre 1828. Come si legge nei registri della Congregazione era considerato un uomo di grande ingegno. In Congregazione attese a studi di liturgia, agiografia e storia locale, riorganizzando l'archivio e la biblioteca della Casa della Pace della quale fu segretario. Nel 1838 venne nominato prevosto di S. Agata e lo fu per quarant'anni. Della sua chiesa pubblicò nel 1856 la serie dei prevosti, rivendicò i diritti prepositurali sulle cappellanie coadiutorali, con lunghi studi e vertenze canoniche, togliendo o limitando abusi inveterati e, ambizioso e vanerello, volle difendere con inconsistenti e speciosi argomenti, in un memoriale curioso a stampa, contro l'arciprete Mikovik, il Penitenziere nob. Luchi e gli altri due canonici della Cattedrale D. Isaia Rossi e D. Angelo Noy , l'abuso, in seguito caduto, dei prevosti urbani di portare le calze viola e il cordone rosso al cappello, oltre l'altro arbitrio, che però rimase, di cambiare la cotta, nel rocchetto sotto la mozzetta. L'Onofri arrivò egualmente agli ambiti onori e colori prelatizi, perchè il 24 giugno 1856 ebbe dal Governo Austriaco la nomina a Canonico onorario della Regia Basilica Palatina di S. Barbara in Mantova, coi distintivi di Protonotario Apostolico ad instar Conte Lateranense e quindi col diritto dei pontificali nella sua chiesa. Di questi fronzoli si compiaceva forse con soverchia ostentazione, suscitando meraviglie e mormorazioni. Difetto però questo, che non intacca affatto le sue benemerenze storiografiche. Appassionato di storia ecclesiastica bresciana, fu erudito e studiosissimo, dice il competente Fè; archeologo liturgico e storico di valore, precisa meglio il Guerrini, e come tale pubblicò varie importanti dissertazioni agiografiche e curò l'edizione del calendario diocesano. Alemanno Barchi gli dedicava nel 1842 la sua "Storia dei Santi Martiri bresciani...". Nel 1859-1860 procurò la sistemazione della cripta di S. Agata, come ricordano le due epigrafi da lui dettate e poste. La sua ricca biblioteca e i manoscritti vennero acquistati dai Frati Minori del Convento di Rezzato.


Pubblicò: "De martyrologio brixiano tractatus alter Danielis Papebrochii e Soc. Jesu theologi sive excerpta ex opere eiusdem cui titulus «Responsiones etc.»" (Brixiae, 1855, typis Instituti D. Barnabae, 96 p., in 8°); "De sanctis episcopis Brixiae Commentarium Ill.mo et Rev.mo D.D. Hieronymo Verzeri Brixiae episcopo dicatum" (Brixiae, typ. Pii Instituti, 1850, 76 p., in 8°); "Appendix ad Martyrologium Romanum pro Ecclesia Cathedrali Brixiae" (Brescia, Tip. La Provincia, 1873, 25 p.); "De Martyrologio Brixiano tractatus alter" (estratto dalle "Responsiones" del Bollandista P. Daniele Papebroch (date nel 1693 al Carmelitano P. Sebastiano di P. Paolo; Istituto S. Barnaba, Brescia, 1855); "Una dissertatio inedita di Mons. Onofri intorno a S. Alessandro presunto martire bresciano" (in "Brixia Sacra", 1916, p. 43 e sgg.). Inedite "Note al martirologio bresciano" (in Bibl. Quer. Ms. Fè vol. 57 n. 28).