OMEOPATIA

OMEOPATIA

Indirizzo terapeutico illustrato, per la prima volta, nel 1796 dal medico tedesco Christian S. Hahnemann secondo il quale contrariamente al principio "contraria contrariis curentur" (cioè "ogni cosa sia curata col suo contrario", che è a fondamento della medicina allopatica), il modo migliore di guarire qualsiasi malattia è quello di sviluppare una malattia somigliante ("similia similibus curentur" = ogni cosa sia curata col suo simile). Entrambi gli aforismi, tra i più noti della scuola medica, si ispirano a principi formulati da Ippocrate nel cap. XLII del trattato: "Perì tópon ton katà ànthropon". Una delle regole fondamentali dell'omeopatia è quella di somministrare i farmaci sempre isolatamente e a dosi molto basse o addirittura infinitesimali. Diffusosi in Italia e anche nel Bresciano sulla fine dell'Ottocento, l'indirizzo fu poi abbandonato per decenni. L'interesse per l'omeopatia venne ripreso a Brescia negli anni Settanta da Vittorio Gatti, medico internista, Claudio Sforzini, medico dentista e Antonio Schiavo, farmacista. Nel 1984 presso la Clinica S. Anna l'omeopatia venne riproposta con l'organizzazione di un corso triennale tenuto dal citato dr. Gatti di Sassuolo (Modena), e dal dr. Bernardino Bianchi di Galliate (Novara), corso inizialmente per medici e farmacisti, aperto poi a tutti. L'8 aprile 1986 fu fondata l'A.O.B. (Associazione Omeopatica Bresciana) con lo scopo di promuovere l'omeopatia nel Bresciano. Ne furono promotori Antonio Schiavo, Claudio Sforzini e altri, presidente Carla Acuto, farmacista. L'A.O.B. apriva poi la "Scuola di Omeopatia" con sede a Brescia, presso il Centro S. Filippo, scuola che prosegue tuttora solo per medici, farmacisti e veterinari.