OLEIFICAZIONE

OLEIFICAZIONE

Antiche macine di molino sono state trovate in più luoghi. Qualche anno fa ne venne rinvenuta una a Maclino di Maderno nella ristrutturazione di una casa. Si trattava di una grossa pietra, a forma quasi rettangolare, lunga oltre tre metri, incavata per macinare le olive. Sul lato più corto, verso il fondo si apriva una canaletta che serviva a far defluire il mosto oleoso in altri recipienti. Nel 1750 i torchi erano 128 e precisamente 40 nel territorio di Gargnano, 6 a Fasano, 10 a Gardone, 15 tra Maderno e Montemaderno, 2 a Morgnaga, 12 nel distretto di Salò, 21 a Toscolano, 7 a Tignale, 6 a Tremosine, 9 a Limone. La decadenza dell'olivicoltura già profilatasi nel sec. XVI ed accentuatasi definitivamente agli inizi dell'800 vedeva ridursi nella ex Quadra di Maderno ad una ventina, i 55 oleifici del 1784. Intanto dal 1839 prendeva piede una produzione di tipo industriale con gli impianti di oleificazione della Società Lago di Garda. Nel 1875 esistevano 19 macine di olive idrauliche o a vapore. I più perfezionati si trovavano a Limone, Gargnano, Fasano, Barbarano e S. Felice del B. A Toscolano esisteva una macina per olii industriali e da ardere, spremuti dalla morchia (in dialetto rivierasco «pè»).


Sul lago d'Iseo esistevano solo quattro oleifici di cui uno solo a vapore a Riva di Solto. Nel 1877 ne esistevano sul Garda una quarantina, molti mossi da animali, altri ad acqua e tre a vapore dei quali il più importante a Gargnano. Esistevano inoltre due lavatoi delle sanse con i quali si ricavava olio lavato, e due estrattoi di olio industriale dalle stesse. In uno di questi, l'Oleificio di Barbarano, il fondatore ing. C.A. Bianchedi introduceva su suo brevetto un apparecchio chiamato Pila-Caldaia. Una cooperativa per l'oleificazione nacque nel 1878 e nel 1902 diventava l'Oleificio Sociale Benacense (v.). Tali oleifici ebbero particolare espansione tra il 1880 e il 1910 quando l'olio gardesano trovò sbocco commerciale in Germania. Un tentativo fatto a Cecina di Toscolano, dove la Società Diefenbach aveva installato un macchinario moderno, a ciclo completamente automatico e basato sul sistema di estrazione a pressione continua (pulitura delle olive con apposita lavatrice a forza centrifuga; macinatori che triturano e impastatrice che riduce in una massa omogenea; pressione delle paste con estrattore meccanico; decantatore e separatore centrifugo per staccare l'olio dal mosto oleoso), confortato inoltre da una serie di contributi a carico di Enti pubblici, fallì nello spazio di qualche anno. Si andavano sviluppando intanto le forme cooperative di oleificazioni fra le quali quella costituitasi il 29 novembre 1919 fra 28 proprietari, 1 di Limone e gli altri di Tremosine che attraverso la «Cooperativa tra i possidenti di oliveti nel Comune di Limone sul Garda e limitrofi» si unirono per la molitura delle olive in un unico frantoio. Divenuta nel 1982 «Cooperativa agricola possidenti oliveti» nel 1987 raggruppava 355 soci. Nel 1946 operazioni di torchiatura vennero svolte dalla Cooperativa agricola di S. Felice. Di altro genere sono l'Oleificio di Orzinuovi (1947) e l'Oleificio Fratelli Barbi di tipo industriale (v.). In linea con la produzione di olio gardesano nacque l'Oleificio Morani di Polpenazze. Nel 1970 esistevano frantoi a Desenzano: Ramanzini Domenico; Gardone: Bonaspetti Giovanni; Marchetti Giovanni; Gargnano: Società Lago di Garda; Società Ponte Leffano; Limone: Cooperativa Limone; Manerba: Antonioli Angelo, Mazzoldi Giovanni; Moniga: Simoni Lidia; Padenghe: Beretta Evio; Polpenazze: Morani Antonio; Saleri Pierino; Salò: Florioli Giuseppe, Henry Nicola; S. Felice: Cooperativa La Verità; Zerneri Bruno; Soiano: Manestrini Egidio; Toscolano: Alessi Mario; Bonaspetti Carlo, Morani Mario, Morani Antonio. Sulla sponda bresciana i più grossi erano, con più di duemila quintali di olive a testa macinate in un anno: la Società lago di Garda (una società per azioni vecchissima: data di nascita 1903) di Gargnano (v.); Mario Alessi e Carlo Bonaspetti, entrambi di Toscolano. Per il Trentino l'Associazione agraria di Riva, con tremila quintali annui. Sul Veronese molto sostanzioso il Consorzio di Malcesine, con una potenzialità lavorativa di novemila quintali. Nel 1986 sul lago di Iseo funzionavano a Sulzano due frantoi uno di Bortolo Caldenelli e l'altro più recente a Vertine dei fratelli Gervasoni. Nel 1990 veniva chiusa, con l'Oleificio, la Società Lago di Garda. In compenso rimanevano in attività fra i più importanti il frantoio Cooperativo di S. Felice del Benaco (v.), il frantoio Possidenti Uliveti di Limone sul Garda, il frantoio Delinelli di Darfo. In questi frantoi si concentra la lavorazione, completata poi per molte aziende con l'imbottigliamento compiuto in proprio o da aziende terze. Sforzi vennero compiuti per il rilancio dell'olio del Garda. Nel 1988 veniva lanciata la festa dell'Olio d'oliva cui seguiva nel maggio 1990 una mostra a Desenzano.