OLDOFREDI Tadini Girolamo

OLDOFREDI Tadini Girolamo

(Peschiera d'Iseo, 14 novembre 1773 - Milano, 13 maggio 1839). Del conte Tomaso e di Marianna Tarenzi o Tereni. Fece i primi studi nel collegio Mariano di Bergamo e nelle lettere fu discepolo del celebre poeta e matematico Lorenzo Mascheroni, col quale poi strinse amicizia. Studiò giurisprudenza in Pavia, dov'ebbe intima amicizia coi professori Mangili e Tamburini, e si laureò in ambe le leggi. Fu anche amico di Vincenzo Monti. Ritornato nel Bresciano se ne stette appartato dagli avvenimenti politici per poi dedicarsi alla pubblica amministrazione. Nel 1802 venne nominato vice prefetto dipartimentale a Breno, guadagnando stima. Nel 1804 fu con Francesco Conter luogotenente e poi consigliere del prefetto Mosca a Brescia dando prova di probità e capacità. Nel 1805 venne nominato vice prefetto del Regno d'Italia a Lecco e il 13 aprile prefetto di Modena. Vi ristabilì l'Accademia delle belle arti e per tale benemerenza e per altre gli vennero offerte medaglie appositamente coniate. Il 25 giugno 1813 passò prefetto a Bologna. Con l'affermarsi del dominio austriaco il 17 dicembre 1815, venne nominato imperiale regio consigliere di Governo a Milano, salendo poi a sempre nuovi incarichi, fu incaricato di redigere il progetto di legge sulla coscrizione militare, si interessò al personale, alle congregazioni centrali fece parte di tutte le commissioni per il ponte sul Ticino a Buffalora. Nel 1825 riuscì a sedare contrasti tra gli studenti dell'Università e la guarnigione austriaca, nel 1834 ricompose le controversie fra il Governo di Lombardia e Parma circa alcune isolette sul Po; intervenne in occasioni di emergenza come inondazioni, specie a Como e a Mantova; fu ispettore alle delegazioni provinciali di Pavia, Lodi e Cremona. Divenuto consigliere anziano il 5 maggio 1837 venne nominato consigliere aulico con l'incarico di vice-presidente dell'I.R. Governo di Lombardia. Molte le onorificenze delle quali venne insignito quali l'Ordine Gerosolimitano (1817), l'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (1834) l'ordine di Leopoldo (settembre 1838). L'imperatore lo volle poi relatore della Commissione per il regolamento della imperiale guardia nobile lombardo-veneta alla corte di Vienna. Il 29 luglio 1798 sposò Marianna Arici, dalla quale ebbe due figlie. Morta l'Arici nel settembre 1808 sposò la nob. Taddea Longhena che gli diede sei figli. Sepolto a Calcio, sulla sua tomba dettò un'ampia e aulica iscrizione Giovanni Labus.