OFFICINE Metallurgiche Togni

OFFICINE Metallurgiche Togni

Fondate nel 1903 da Giulio Togni accanto alla ditta Giacomo Togni, in via Milano. Occuparono da principio 4700 mq che nel giro di cinque anni si allargarono a 40 mila mq dei quali 20 mila coperti. Si dedicarono soprattutto alla fabbrica di tubi saldati e tubi chiodati che meritarono alla fabbrica, nel 1906, il premio della Fondazione Brambilla e la medaglia d'oro del R. Istituito Lombardo. Venne subito dotata di impianti idraulici, gru, ponti ecc. Le lamiere d'acciaio dolce provenienti quasi del tutto dalla Stiria venivano passate alle piallatrici, che le rendevano uniformi e poi alle calandre una delle quali colossale, che piegava le lamiere, foggiandole a tubi, a freddo, fino allo spessore di 40 millimetri. Le lamiere, piegate a tubi venivano poi chiodate o saldate a secondo della pressione o dello sforzo alle quali dovevano essere sottoposte. La saldatura veniva eseguita a gas d'acqua. Le lamiere piegate e sopraggiunte ai lati venivano saldate passando sulla giuntura la potente fiamma a gas che fondeva sotto un bacio di fuoco a più di mille gradi il metallo, amalgamando le due parti. Sulle parti saldate battevano i magli pneumatici, o gli operai con le mazze, quando si fosse trattato di tubi speciali che non potessero essere passati al maglio. Si foggiavano in tal modo tubi di forme e di dimensioni svariate destinati specialmente a servire per le condutture forzate: come ad esempio nel 1905 alla grande conduttura della Società Adamello al lago d'Arno e al torrente Poglia. I tubi saldati, a mezzo delle gru elettriche e dei carelli, venivano passati ai grandi torni dove ricevevano le imboccature e la finitura e quindi verniciati e caricati sui vagoni, che la locomotiva di proprietà dello stabilimento trascinava fuori, alla stazione ferroviaria, per la spedizione. Tra le prime realizzazioni la conduttura del Caffaro, quella del Moncenisio, quella per il cotonificio bergamasco di Ponte di Nozza, per il cotonificio Turati di Cogno, per le cartiere Mafizzoli, per le ferriere di Voltri al Dezzo, seguite da molte altre come l'impianto idroelettrico di Grossotto in Valtellina, ecc. Nel gennaio 1908 le Officine diedero vita alla costruzione di carri ferroviari su un'area di 45 mila mq dei quali 21 mila coperti. Primo presidente della Società fu Giulio Togni, direttore generale l'ing. Alessandro Villa, direttore tecnico l'ing. Bernardoni. Nel gennaio 1914 auspice Lodovico Mazzotti Biancinelli e con l'intervento della Società Bancaria di Milano, grazie a due milioni di capitale, messi a disposizione, la Metallurgica Togni di Brescia veniva fusa con la sua concorrente Balleydier di Genova, prendendo il nome di Società Lombarda-Ligure: mentre il reparto della fabbrica dei vagoni veniva ceduto alle Officine Meccaniche Italiane di Reggio Emilia. Giulio Togni rimase consigliere delegato e direttore generale della Lombarda-Ligure e nello stesso tempo veniva chiamato a far parte del consiglio di amministrazione delle Officine Meccaniche Italiane. Grave il contributo di vita degli operai. In un solo anno nel 1914, vennero registrati quattro incidenti mortali (v. anche Officina Tubi Togni).