ODORICI Odorico

ODORICI Odorico

(Sec. XVIII - morto nel 1831). Fu attivo nella vita pubblica bresciana. Nel 1815 venne nominato come rappresentante della Provincia di Brescia per i possidenti (assieme al conte Antonio Fè in rappresentanza dei nobili) alla Commissione centrale lombarda. Presidente della Camera di commercio nel 1816-1817 si adoperò a mitigare le conseguenze di una gravissima carestia, alla quale seguirono miseria e gravi malattie. Fece parte della Commissione straordinaria di pubblica beneficenza. In qualità di rappresentante dei possidenti della provincia di Brescia, come ha rilevato Mario Romani, fu l'autore del progetto (accolto in massima dalla Congregazione nella seduta del 5 settembre 1816) col quale, per far fronte alle sofferenze delle popolazioni colpite dalla carestia, si costituì una Commissione di sette membri (denominata dapprima Commissione centrale per dar lavoro ai poveri e successivamente Commissione centrale di beneficenza), divenuta permanente con Sovrana Risoluzione del 10 settembre 1818. Come membro, quindi, di tale Commissione, l'Odorici partecipò all'intenso lavoro tra il 1816 ed il 1817 per coordinare la raccolta dei fondi e le erogazioni a favore delle comunità più colpite (erezione di case di lavoro dove raccogliere i mendicanti, prestiti ai comuni per creare con pubbliche opere occasioni di occupazione, acquisti di partite di cereali da distribuire ai più bisognosi) e contribuì alla gestione a tali scopi del fondo formato con la sovraimposta straordinaria di un centesimo sopra ogni scudo d'estimo, deliberata il 14 maggio 1817. L'avanzo di questo fondo di beneficenza era stato affidato alla amministrazione della Commissione centrale dalla ricordata risoluzione 10 settembre 1818 che ne mutava la natura di organo temporaneo in quella di organo permanente. Nel 1820 venne incaricato di studiare l'istituzione di una Cassa detta di Risparmio. Avendo ben presente le difficoltà che avrebbe incontrato il puro e semplice appello alla privata iniziativa in ordine alla novità proposta e la connessa, invincibile diffidenza di qualsiasi tipo di potenziale depositante di fronte all'incertezza sulle garanzie patrimoniali offerte dalla Cassa da istituire, egli suggeriva per primo l'impiego di una parte del Fondo di beneficenza, inserendo questa idea che si doveva rivelare di una fecondità eccezionale, nel contesto di una serie di suggerimenti estremamente significativi, fra i quali vanno sottolineati quelli relativi alla necessità di fissare anche un limite massimo alle singole operazioni di deposito ed ai criteri da seguire nell'impiego fruttifero e sicuro delle somme depositate; suggerimenti che le vicende della Cassa, dopo il 1823, avrebbero confermato nella loro grande importanza. Inoltre fu tra i primi a proporre un'operazione della Cassa di Risparmio sulle sete auspicando la costituzione di un magazzino sete. Nel 1824 venne eletto deputato di Brescia alla Congregazione centrale lombarda.