ODORICI, via

ODORICI, via

Fra le più caratteristiche di Brescia. È la quarta a destra della contrada del Carmine; attraversa via Fratelli Bandiera e termina in via Porta Pile. Prima di prendere questo nome si chiamava via del Fiume coperto o delle Tintorie. Agli inizi vi era un lavatoio coperto con due vasconi di pietra ora scomparsi. Più oltre, il 9 dicembre 1934 vennero aperte le Cucine del popolo in ambienti che poi ospitarono la Banda cittadina. Più avanti ancora, sempre in linea con la strada, intorno agli anni '35, venne tracciato un grande giardino pubblico, ricavato da alcuni spazi dell'ex-caserma «San Martino della Battaglia» e dai broli corti della vecchia chiesa sconsacrata di San Giacomo e Filippo. Nell'area a NE dei giardini, verso via Nino Bixio, venne edificata, intorno a quegli anni, la nuova Casa del Balilla (poi Gil); sulla torretta dell'edificio si poteva leggere a caratteri cubitali il motto «Ad altius iter, duce iubente, parati». Nella casa del Balilla trovò posto, dopo la II guerra mondiale, il collegio Orfani di guerra. Sull'angolo con via Fratelli Bandiera sorge una bella dimora quattrocentesca. Fu dei Duranti di Palazzolo; passata poi attraverso diversi proprietari (Montini, Marini, Fregoso) al geom. Bruno Carnevali, venne restaurata nel 1969. Sull'angolo con la contrada del Carmine sorse nel 1340 l'ospedale di S. Cristoforo e Casa (Domus) delle Discipline bresciane. Sulla via sorgeva dal 1625 il monastero olivetano di S. Francesca Romana.