ODDONE o Otho de Brixia o Ottone Magister

ODDONE o Otho de Brixia o Ottone Magister

Sec. XII. Cardinale diacono. Secondo il Panvinio, storico veronese del '500, fu cardinale diacono di S. Nicola in carcere Tulliano dal 1145 al 1160, nei pontificati di Eugenio III, Anastasio IV, Adriano IV e all'inizio di quello di Alessandro III. Secondo P. Guerrini deve essere appartenuto ad una nobile famiglia bresciana, di tendenze ortodosse e antimperiali, molto probabilmente ai Confalonieri di Azzano-Capriano detti Bocca. Il cardinale ebbe gran parte nelle vicende politiche ed ecclesiastiche di Brescia dove si fece soprattutto portatore della volontà di Adriano IV e Alessandro III. Forse l'essere stato un Confalonieri lo spinse ad interessarsi, assieme al card. Guida da Crema, all'accordo fra i chierici della pieve di Azzano Mella e l'abate di Cluny, Pietro, circa la chiesa di Pievedizio. Nel 1156, da Adriano IV, veniva inviato in Lombardia, con il correligionario cardinale Ardiccio di Rivoltella, nel tentativo di salvare Lodi dalla distruzione da parte dei milanesi. Nel 1158 sembra si sia adoperato per impedire la rottura definitiva dei Bresciani con il Barbarossa. Tuttavia alla morte di Adriano IV nel settembre 1159 il cardinale bresciano fu tra i più decisi sostenitori della elezione a papa col nome di Alessandro III del cardinale Rolando Bandinelli, uno dei più decisi avversari dell'imperatore. Nel 1158 sottoscriveva privilegi papali a S. Maria in Conche e al monastero di S. Margherita in Bergamo. Papa Alessandro III interveniva perché favorisse la giurisdizione del vescovo di Brescia anche contro Arnaldo. Nel giugno 1169 a Reggio Emilia aveva accolto le lamentele della badessa di S. Giulia, contro il capitolo reggiano. Presente a Brescia almeno dalla primavera all'autunno del 1170, con residenza nella Canonica di S. Pietro, l'attivissimo delegato pontificio si occupò di problemi riguardanti la Chiesa cremonese. Nel giugno 1172 era di nuovo a Brescia, assieme con l'arcivescovo Galdino, anch'egli legato apostolico, provvedeva ad assicurare, alla chiesa di S. Pietro in ripa, l'officiatura delle canonichesse. Di questo Oddone cardinale diacono e suo fedele Legato in Lombardia, «tempore turbationis», fa un alto elogio papa Alessandro III nella Bolla da Venezia, in Rialto, il 2 agosto 1177 all'arciprete e al capitolo della pieve di S. Pietro di Azzano, ne decanta la prudenza e l'onestà che rifulsero nel tempo di turbamenti, la devozione e la costanza di sincera purità verso la Chiesa romana e verso il Pontefice stesso. Morì nel 1173.