OCCANONI

OCCANONI

Famiglia di antica nobiltà ghibellina ebbe grandi proprietà nella Bassa bresciana e specialmente a Porzano, dove il ramo più importante, quello di Giov. Battista qd. Giovanni Pietro (n. nel 1450 c.) aveva 400 piò con casa padronale. Un Albertus Occanonus era nel 1237 uno dei soprastanti alla stima dei beni cittadini. Secondo Paolo Guerrini gli Occanoni ebbero feudo a Pavone Mella del quale, il 14 agosto 1441, Alessandro Occanoni considerato ribelle, venne privato da Venezia e passato ad Antonio e Leonardo Martinengo, conservandovi ancora forse 100 piò e un «casamento da padrone» mentre, da Venezia, godettero particolari esenzioni sui beni di Porzano. Nei sec. XIII e XIV gli Occanoni si dedicarono ad opere di irrigazione. Il ramo più longevo continuò con Gio. Pietro (n. 1480 c.) che ebbe un figlio, Gio. Francesco, con casa a Brescia in contrada «delle Moli» (via Grazie e Marsala) e andò sposo alla sorella di Teseo Lana. Suo figlio Alfonso (n. 1511 c.) sposò Fiorbellina Albrici poi Livia; ma non ebbe mai figli e male amministrò il suo patrimonio talché il suo erede, un lontano cugino Lorenzo Occanoni (1516 c.), dovette accettare l'eredità col beneficio dell'inventario «per i molti carichi». Una sorella di Alfonso, di nome Alda, aveva sposato Annibale Medici, i discendenti del quale, all'estinguersi un secolo dopo della famiglia Occanoni, ne aggiungero il cognome. Anche Lorenzo qd. Ettore qd. Lorenzo non ebbe discendenti e allora il nome e la sostanza finirono nelle mani del fratello Giulio (n. 1528 c.), il quale, malgrado fosse «tutto stropiato» (sciancato), sposò Diamante ed ebbe ben quattro figli. Fra questi solo Ettore (n. 1570 c.), che fu in prigione non sappiamo per quali motivi, ebbe Alfonso (n. 1619 c.) dalla nob. Aurelia Tiberi qd. Annibale. Questo Alfonso non si sposò e visse sempre con la madre in casa di Lorenzo Medici, suo parente «e protettore delle cose sue». Nel 1661 era ancora in vita, ma poi morì senza lasciare discendenza e con lui si estinse la famiglia. Un nobile Lorenzo Occanoni, reo di omicidi, venne giustiziato il 22 febbraio 1601.