OBIZIO da Niardo

OBIZIO da Niardo

Sec. XVI. Della famiglia Griotenzio. Ancora giovanetto entrò fra i canonici regolari di San Lorenzo Giustiniani, detti di S. Giorgio in Alga, ma passò poi fra i cappuccini. Dotto e studioso fu piissimo e umile così da dedicarsi ai più umili servizi mettendosi fra l'altro al servizio del cuciniere. Ebbe estasi e rapimenti. La notte di Natale del 1590, mentre celebrava la S. Messa nella chiesetta del convento di Vertova, venne visto sollevato da terra fino a quando non gli fu imposto, per obbedienza, di riprendere la celebrazione. Morì nel convento di Brescia il 24 gennaio 1599 o 1600. Dopo sei anni dalla morte il suo corpo, riesumato, venne trovato incorrotto. Pubblicò: «Vitae et gesta Ecclesiae Brixiensis» (Brixiae, Marchetti, 1589). Lasciò manoscritti: «La Nobiltà bresciana dal minimo servo di Gesù Cristo frate Obicio Griotenzio da Brescia, nella quale si descrive in breve la memoria di molti nobilissimi et incliti martiri, di trenta Vescovi et altri SS. et vergini di Brescia». Venne in possesso dell'ab. Doneda e poi del prevosto di Capriolo don Angelo Raineri; «Prato spirituale della città di Brescia (concernente memorie d'uomini e di donne segnalatesi in Brescia per probità e santità di vita)». Manoscritto esistente presso Baldassare Zamboni. «Raccolta di molte immagini bresciane e dei loro miracoli». «Santuario della città di Brescia», manoscritto. Esisteva presso Luigi Arici.